fresco e liscio come la seta
mi fruscia in mente,
è un nome antico
ricordato sulla soglia di un oblio.
La sostanza leggera del vento
lo accompagna da me.
Ed ha i tuoi occhi.
E le tue mani.
Le memorie a volte sono danze,
altre volte sono luci.
Ogni tanto sono voci.
Sempre fantasmi.
E spettri sono gli amori perduti
e i giorni sfuggiti,
non resta che invocarli sottovoce
rimembrando i loro occhi,
le loro mani,
e di ognuno, il nome antico.
li stacco ad uno ad uno
nell'ora d’incredibile rugiada.
Il viale alle mie spalle
sembra lungo un treno
e, ancora, tu non arrivi.
Tra fili d’erba imbalsamata
il bruco gioca a nascondino
e, intanto, prende posto.
Quand'è che ti vedrò
spuntare fresca dal roseto,
con i capelli al cielo?
Si narra che fluisse come acqua,
di cuore puro e neutra anima.
Fino a che per mano delle naiadi
Acredine e Basica cadde vittima
della stizza della dea Marica,
gelosa dell’amore di Aquilone per lei.
Invocò su loro un orripilante anatema:
confinò Ninfa nella torre degli Alisei,
e legò Aquilone a un filo di voce.
Se Ninfa fosse riuscita mai a fuggire
con qualche astutezza,
entrando in contatto con l’aria
e confondendosi con essa
avrebbe perso di purezza.
Si dice che sulle sponde del Treja
nelle giornate di solleone, quando
il cielo sereno fin giù nel sottobosco
rende azzurra ogni pervinca colando
su tappeti di anemoni,
tra i non ti scordar di me
che bordano le andane strette
girandoli una fanciulla; si dice anche
si odano i di lei bisbigli salire ai filari
tra le felci dall’aprile del 1967.
nel mentre affiora brama di canto
La voce ha suono e volto nelle fibre piene di notte
di note
di vespri in speme che al DO MI SOL porta
me
e l'ugola che culla il vento
-spifferi d'erba munta-
e lì giaccio sdraiata in loco che mi depose un fato a stelle
-trine e punto croce-
Ahhh
otre in vino ad inneggiar manto del canto
Labbra tese e cuore arso
nuda
Tenue farfalla senz’ali,
eppure voli ,
bianco cigno del lago,
voli sull’onda .
Fuggi leggera
la sfida dei ratti,
nel tuo sogno di bimba
all’ombra dell’albero lucente.
In punta di piedi
entri nel pentagramma
e cogli le note
come ciliege mature.
Vola ballerina! Vola!
Quanta gente senza un cuore
la sera comunque va a dormire
e magari si sveglia anche di buon umore
e gli viene anche da sorridere
e invece io che un cuore ce l’ho
resto a guardare le stelle
e quando vedo nel cielo un altro no
mi si ghiaccia il sangue sotto la pelle
Cosa fare davvero non lo so
non l’ho mai capito
spiegare a tutti l’amore, a tutti però
non credo sia mai servito
ma voglio lasciare una luce accesa
dietro la finestra dei sogni
potrebbe convincere anche la mente già arresa
che amare è il primo dei nostri bisogni
Ai Vespri della sera
ti so nella cappella.
Da dietro il bavero
seduto sull’abetella
guardo il sole fare
l’amore con la luna,
e poi congedarsi con
la fretta opportuna
per non arrischiare ad
un tratto d’avvamparla.
E vedo la luna morir di
freddo, senza scaldarla.
Rincasando ti ritroverò
seduta su righi vecchi,
dove ti rileggerò da
dietro confusi cernecchi.
del passerotto infreddolito e stanco
sulla ringhiera lisa del balcone
mentre di bianco il cielo si scolora.
Non è poesia il mio guardare,
il non far niente per aiutarlo un po’,
sicuro che - seppur piano m’accosto -
infastidito lui per paura vola.
Se almeno arrivassero raggi di sole,
potrei immaginarmelo un po’ caldo
e scrivere per lui un qualche verso.
Ma intanto, no, non è poesia.
No, non credo si fermi
solo a qualche obiettivo terreno,
l'amore del buon padre
famiglia compresa
chiuso a chiave
l'abuso di schiavi
caricato di lustro
in pubblica piazza
il giro del mondo cantando
cosa è più bello
il prurito mai sopito
e nella cintola le tacche
delle fatte e mai lasciate
la regola dell'arte
portata dal mastro
all'estremo ... e oriente
quel sacco di soldi e un busto al parco
per ricordarlo
il seguire ideali
a gradimento variati
d'immutati dritto e rovescio,
noi ... siamo oltre l'istinto
il prezzo di un fiore
e l'onore trito
con un senso
a più ampio respiro;
ci ferma solo la bassa coltre
dei nostri desideri
... conditi a piacere.
Tornando a casa alza un istante
gli occhi al cielo terso che accoglie
le cime imbiancate, osserva i raggi
del sole che sfiorano le alide foglie.
Verso l’imbrunire contempla dalle
finestre bimbi felici con i loro papà
nelle case che sorridono e ciarlano
e si trastullano con giochi di società.
Rammenta l’ansietà nell'attesa della
telefonata anelata di un nuovo amore.
Nel rimboccare le coperte ai tuoi figli
indugia sui loro occhi colmi di tepore.
Ora siedi alla tua tavola e comparti
con gli altri commensali il paiolo,
e chiedi loro come è stata la giornata.
Questa credo sia la felicità, figliolo.
Nel freddo immobile
una vena arrossata si conficca
come l’occhio selvatico del tempo
da stanze senza porte.
Lampo remoto
la mente fa un volo nel vuoto
dove no, non è stata
ancora concepita. Ma sfiorata
da mano che l’ha accesa
notte di nube
macchia - buco - bagliore
dove è già lieve il sonno
al fuoco che vi allaga
miracolosamente
abbraccio.
si placa ogni residuo della notte.
Delle onde, ch’adesso si stiracchiano,
carezze lisciano le basse creste.
Ma né sbadigli né propensioni
a far del giorno un giorno uguale agli altri!
Son tutte in fila come l’educande
ad aspettare le novità sognate.
Avanzano, gli amori svantaggiati,
corteo gaio di sorrisi evasi
nel fresco andirivieni d’aria pura
dove ogni nudità un senso assume.
Si leggono nei volti inebriati
le orme delle reiterate stille
che oggi, volenti o non volenti,
lo spazio lasciano alla felicità.
Vanno ad amarsi quasi dappertutto,
all'ombra delle più perfette dune,
di fianco a qualche impaziente aquilone,
sull'amaca tra due fantasie,
sotto lo sguardo di gabbiani al via,
sopra le sabbie calde al primo sole
o anche là dove l’amore vuole
dei nostri tempi scrivere le fiabe.
Tempo ne abbiamo,
piano assaporo la vita che si poggia tra mie braccia,
la pelle fa il suo richiamo e ciò che mi appartiene torna a me.
Piano la passione immensa brucia e ogni velo si dissolve,
la carne mi ricorda l'unicità del nostro amore.
Piano mi immergo nel piacere e comincio a navigarci.
Tempo ne abbiamo piano godiamocelo,
Tempo ne abbiamo regaliamocelo.
prima della fine,
prima del sole che nasce.
Viaggio...navigo
cavalcando le onde.
La quiete
dopo il maremoto.
Vivo...
con amore per amore.
Un sogno non si arrende
ma si ripete.
Non potrei vivere
con le lacrime
asciugate dalla speranza
di assenze presenti
per una seconda vita...







