Ispirata al film Nackt unter Wölfen (2015), regia Philipp Kadelbach



Sta, piccolo

nella valigia

al buio dei lamenti.

Laghi le palpebre

si svuotano delle carezze avute

e bambino

culla non più cullato

la paura a digiuno, ampia

cento volte la gabbia al cuore.

Bussano, cercano

un segno di bambino

riverbero al legno

ma la cura si aggrava

di voci contro

di rabbia 

annuncio di abitacoli.




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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Speranze in spalla, schiuderò silenzi,
famelici mostri in ossessivo girotondo,
e aprirò un varco nel non abbandono
per addentrarmi nella stanza del vuoto.

Sentirò l’inaudito mio flebile respiro
e dopo averne verificata l’esistenza
se sono fortunato qualcosa mi dirò
e scoprirò di nuovo la mia voce.

Potrò raccontarmi un pezzo di vita
o imitare i suoni che non ritornano.
Potrò ascoltare il motivo preferito
e canticchiarlo col brio che mi rimane.

Così facendo, naturalmente so
che non avrò eliminato la solitudine,
che non sarò di colpo diventato rondine
tra rondini che insieme fanno stormo.

Ma, almeno, potrò dire di avere rifiatato,
di essermi regalato qualche minuto in più,
di essere ben allenato e quindi pronto
nella lunga attesa che altri parlino.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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T’amo d’un amor cortese

che nacque dallo sguardo

d’una creatura indefinita.

Amo quel tuo riguardo

e la grazia del tuo volto.

Emana in te purezza

e candore ogni cosa.

E amo cotanta bellezza.

Incrociando le altrui facondia

ci percepimmo a vicenda,

e generasti in me una felicità

di cui giammai farò ammenda.

Rivolgermi i tuoi lessemi fu

bastante per riscaldare d’amor

platonico questo frusto cuore.

Anelei, semmai l’alea largisse

un incontro, alla sola tua anima.

Parola d’impostore.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Sono pronta...
Ad affrontare l'ombra lunga che appare,
giorni nuovi e lune chiare,
sola, tra le felci antiche,
io provo nuovo gusto.
Dei e dee non potranno più decidere il mio passo,
che sfiorato annulla impronte.
Io veggente del destino,
lo rimpasto tra le mani,
le do forma a me più cara,
so ora leggere l'aurora
che nella luce mi colora.
E tu stella già lontana,
non ricordi neppur le mie dita,
che un tempo ti sfioravano
disegnando sulla pelle paesaggi.
Sono pronta... il fuoco ora arde,
nei miei occhi solo neve, lieve e bianca
spegnerà la mia sete.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Mi piace pensare

che questo poeta

garzone al mastro

possa cadere

in errore, anzi debba

nel parlare maldestro.

Che quando si ama

non si sbaglia mai

e se l’amore è sano,

non può che restare

pulito come la tua

pelle color del grano.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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vandale rose
si scavano la terra
rabbia e innocenza
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Un attimo dopo avermi creato Pensò a te;
Vide quel bacio, quell' inevitabile ricongiungimento di anime.
Sognò il nostro sorriso, dipinse l'armonia dei nostri corpi fusi;
immaginò una strada, ai più tortuosa, per noi il posto dove stringersi la mano e camminare.

Vide il tempo che potevamo donarci in cui forgiare il nostro amore;
Disegnò un gran giardino dove con cura far crescere i nostri tulipani.

Si... Il giorno in cui creò me al mio nome affiancò il tuo.
Sorrise e sussurrò "ora e sempre".

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Profilo Autore: a_domani  

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Gennaio muori
nei tuoi giovani baci 
di steli e di vetro 
Tu pulpito e preda 
di un re assorto e supino
nel vegliare il vessillo 
Lontano fuggi
dal tuo arido seno 
e sia
la tua amata
a versare i ricordi 
lì a proclamarsi devota  
d' occhi confinati
di tacito veleno
nel tuo addio celebrato!
























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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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Ma quante ne vuole l'uomo

nella sua incompiutezza



fare a piacimento e disfare

ragnare, avvalersi poi

della facoltà di non parlare

perfino tra i figli preferendo



- additato ... dai, gli scheletri poi,

bandito mai - di cui forse

nemmeno s'accorge;



ma Lui no

benché in suo potere

la Perfezione non può.



Ché se esteriormente

non tutti siam belli

attivo e concreto

è comunque il motivo



e giacché indivisi

d'immagine e somiglianza

vuoi mai tratti eletta

di altra



e più profonda bellezza!

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Ho scolpito il tuo nome

nel cuore,

ti ho fissato nell’anima,

ti scrivo nel foglio,

ti penso per la

strada,

tra le vie

e i viottoli,

in mezzo alla confusione della città,

quando siedo da solo,

perduto in me stesso,

quando sono solo,

quando dormo

o son desto,

ti penso,

ti voglio,

ti cerco,

il tuo nome,

libertà,

libertà,

alla faccia

dei bastardi,

che vogliono negarti

a me,

libertà,

libertà,

in tutti i suoi

significati.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Ieri sera mi sentivo così stanco

che ho pensato

di affidarmi a un pediluvio.

L’acqua calda e il sale,

e un decotto di fiori

di camomilla con il loro effluvio

hanno innescato un volo pindarico.

Due petali bianchi e una barchetta

di carta in un impluvio.

In quella pura e libera divagazione

in un’entità che ti somiglia, suoni

alla mia porta in un profluvio

di lacrime; e ti fidi di me.

Insieme, solo tu ed io,

come due linee di compluvio.

E una barca a vela, al largo da tutti.

Nella mia sana alterazione deviante.

Fuori, intanto, il diluvio. 

Guardo lo spioncello dallo spioncino.

Una sana alterazione destabilizzante.

Come il croscio dal displuvio.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Una pletora di demoni

decise un giorno

che la stella di David

divenisse infamante segno.

Come veltri sulla preda,

scatenarono la caccia

e tante furono le vittime,

tanti gli aguzzini.

Dai camini di cento fornaci,

il cielo dell'Europa

si tinse di nubi nere.

Mai, nella Storia,

esseri malvagi,

inflissero tanto danno

all'umana specie.

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Profilo Autore: Vittorio  

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Sono uno spettro

dal cuore di peltro e
a me ancora entra
nell'orecchio
l'antico, - o

antischerzo

infinitale

io non ti annoierò più mi riprometto, o lido
anche tu hai basse onde
e baci per metà quelle gambe, e ai
foderi piegazzati 
non sai dare varianti.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Se poi anche il cielo si spezza
(vedo frammenti cadere giù)
diremo non nostra è la colpa.
Di più ci preoccupa l’ego.

Pensiamo da sempre a noi stessi,
a come dar fianco alle frecce
scagliate da eccentrico fato,
diafano quando è alleato,
enigma negli altri casi.

Di fango la prima pioggia
insidia le umane certezze
e acida, fitta, assillante
insiste sui tetti dorati.
La falla dell’abbaglio si allarga.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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 Si ferma il tempo tra le foglie
 è neve soffice che cade 
tra le scarpe e il bianco negli occhi
 il pensiero resta
 mentre si allontana il treno e
l'odore che avvolge è pungente, acre , occupa i rumori e
confonde le voci . 

I capelli  scivolano lungo i fianchi
 i desideri si appendono alle pareti
 l'aria è fredda 
gli sguardi sono ombre smesse 
cose perdute 
mentre piccole mani si stringono e
passi pesanti marciano . 

Marciano ogni giorno e ogni notte
marciano le stagioni
 un continuo di treni di occhi e di parole .

L'ultimo  viaggio è
 un tocco d'ali  di vite spezzate
 legate da un solo destino 
essere numeri confusi  nel fumo di un camino.


Risultati immagini per shoah fumo dei caminiDal Web



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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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