Alla fine venne tutto fuori.
Era un fiume.
Un fiume nero,
minaccioso, sotto la finestra.
E sul fiume scivolava tranquilla
una casetta.
Una casetta bianca,
e dentro una bambina,
seduta, con i pennarelli
disegnava.
Oh, che bell'azzurro aveva scelto
per il suo cielo e com'era nero
il dolore
che silenzioso scorreva
sotto la finestra.
in un paese a forma di culla
che di brutto non aveva proprio nulla
"Paese delle mamme"
si chiamava e perciò
mi incantava.
in quel paese non c'erano abitazioni
ma di nuvole eran costruiti
anche dei treni i vagoni
ed ogni bambino felice poteva giocare
mentre la mamma un buon pranzetto
gli soleva preparare.
In quel paese la scuola non c'era
ma ogni mamma la sera al suo bimbo
una storia raccontava
mentre egli lieto tra le sue braccia
si coricava.
Ogni sera un bimbo nasceva
e aveva il cuore lieto di ascoltare
una canzoncina che la mamma
doveva intonare
con la sua voce soave
che cantava lieve
come il bel Piave
Che gran bel paese era
ed ogni sera
mi soffermo a pensare
a quelle immagini tanto meravigliose
che oggi qui vi ho voluto narrare.
Grazie alle mamme di tutto il mondo
a quelle di pancia, a quelle di cuore
perché ci hanno accolto sempre con calore!
Durante l’insonnia scorgo lemuri
sulla volta, benchè le noci d’acagiù,
dacchè mi sono infatuato a livello
liminale di te dalla cintola in su.
Le anime vaganti dei visitatori
che non riescono a trovare riposo
tornano sulla terra per atterrire
i vivi come fece l’essere mostruoso
che li iugulò o divorò per imperizia
a fronte di una corretta replica
all’insolubile accezione dell’enigma.
Non anelo con la mia supplica
che per celare i sentimenti
e le tue intenzioni a impulsi forestieri
tu corra l’alea nel cader dalla roccia.
Solo una monetina per i tuoi pensieri.

Nasce un sorriso!
A sorrider sono bacche di mimosa e
bava di lumaca a rinfrescar stelo,
ricordo a giocar con la mente.
Sorridono eloquenti figure e
la rugiada a far ritorno.
Petali a smuover corolle e
sorriso a svegliar ricordi di
quel tempo in cui sorridemmo…
del momento
risuonano
le ami volendo
volteggiare
nel tempo
senti che il vento
non tira
nella direzione giusta
coperta di sicurezze
però ti tiri su
e rammenti
quelli finiti
che più di te soffrono
trovandosi
con i piedi a terra
ove il terreno traballa
Sorridi specchiata
allo specchio
e vivi. Scruti solamente
malesseri peggiori
senza curarsi degli esseri
che stanno benissimo
e dopo ringraziando preghi
il tuo dono stupendo
e le altre, verdi bianche e rosse,
ogni santo giorno si scolorano.
La luce del sole non le sceglie più.
Spacciatore di magie, io piango.
É inutile che spolvero e rispolvero.
Solo una sola cosa mi rimane:
buttare tutto e darmi un po’ da fare.
Cavi d’acciaio e lucenti chiodi
io li potrò trovare dove voglio.
Per assemblarli, basterà un minuto
e uno smalto suggerito dallo spot.
Il tempo della fantasia è ormai finito
ed anche quello delle belle attese.
Mi dicono che è l’urgenza delle cose
e… non importa quali cose.
Alla maniera di un infermo grave,
sul mio comò lui ora non si muove.
E fallisce ahimè l’estremo tentativo
di farlo vivo al lampo dei miei occhi,
di ricordargli da ore ed ore i sogni
dei quali gli sono eterno debitore,
di scuoterlo al forte battito del cuore
perché mi doni l’ultimo suo exploit.
Poi, d’improvviso, risorgono i colori
ma è il riflesso del tramonto rosso
che insieme ad Arlecchino mio
dà l’ultimo sussulto. E muore.
e del tempo del mondo ne è piena.
Si veste a festa, con manto rosato
e il cuore ne rimane invischiato,
soltanto il canto dei passeri
chiude questa alba nuova,
e il giorno addormentato
si appresta ad arrivare, godendo
del connubio del cielo.
Caravelle sospese, i pensieri
si aprono sotto le vele,
e resti con il respiro tra le mani in attesa.
La vita continua sopra i voli,
e dischiude nuovi nati
con gli occhi avidi di sapere.
Non distogliere lo sguardo,
assorbi il colore, vestiti,
ora il sole prenderà il sopravvento,
nuovo nutrimento.
Sarà ispirazione...
Rosa è il cielo.
aria di silenzi e di pensieri...
Si aspetta un'altra brezza
per distendere la mente
sui tappeti del passato.
Pioverà su questi vetri
che imprigionano il mio tempo.
Quanta luce all'orizzonte!
Aspetta me, un nuovo viaggio.

Scappo via, libera da quella prigionia , da schemi e da chi vuole ingabbiare l' anima mia.
Fuggo via, da chi non mi rispetta e mi vuole modificare o cambiare.
Io anima fantasiosa e spiritosa, non ho paura di essere me stessa.
La mia essenza è essere così spensierata, priva di schemi e ipocrisia.
La mia ironia, la voglia di vivere a modo mio, senza essere giudicata.
La gente si sa ti giudica senza neanche sapere, solo per farti soffrire.
Ma a me non interessa, sono io con la mia libertà, la mia positività.
L' essere se stessi, è troppo importante, non mi lasciò condizionare.
Vivo in semplicità, alla giornata e la mia anima , è priva di schemi sono un colore particolare.
Nella mia poesia trovo il mio rifugio, la mia personalità è sempre in evoluzione.
La mia passione è scrivere, li tra rime e parole esprimo in totale serenità , quello che l' anima sente e prova.
Io libera anima di continuare a rivelare, quello che il cuore dona io sono poetica follia intrisa di sole e magia.
Povero carillon che da tutta
la vita te ne stai lì riguardoso
dentro il mio petto,
lei questa volta non verrà.
Caro vecchio amico, che
sul volto di un bimbetto
abbiamo visto la meraviglia
nel tener sul dorso della mano
una bolla di sapone,
nessuno tirerà la cordicella.
Sapeva di lei… chiudo gli occhi
un istante per un’ultima illusione.
Alle cinque della sera
concedersi al piacere del tè
nella nuova pasticceria
e al tavolino conversare.
Fuori s'accende la via
al traffico e al camminare
nel gelo dopo la fiocca
attenti a sbandate e cadute.
Nuota del limone una fetta
nell'infuso d'oro bollente
sorseggiato con calma
inframmezzato da paste.
Passa un amico e saluta
un cenno ovvio alla neve
uno scusare la fretta
e il conto è da pagare.
Rapito da questo spazio simile ad un Eden,
"Chissà se anche tu, nel mezzo del cammino
di codesta vita, rinvenisti per una selva oscura.
Erravo qua e là senza direzione o meta alcuna
tra pagine virtuali di briosa e inedita scrittura,
quando arenai la scorsa sul tuo garbato profilo."
La chiglia oramai perduta, chè dinanzi a simile
creatura incorporea il buio a volte è una scelta.
Grazia delicata sorore d’uno spirito vulnerabile,
quasi il tuo sorriso abbia ospitato quello sincero
degli angeli e si magnifichi nei tuoi occhi buoni.
Chi può asserire, vedendone la bellezza, di non
sentirsi smarrito in un pio tumulto di emozioni…












