sono pezzi di anime allegre,
che si spezzano piano,
sono sogni d'ilarita' che s'infrangono
sulla brina mattutina.
Sono lacrime colorate intinte
di baci e amore.
Coriandoli dai mille colori,
che animano pensieri,
di tranquille giornate trascorse
nel silenzio del cuore.
Paure inconfessate che macinano,
sotto il vostro volare leggero e impalpabile.
Solo, stelle filanti lasceranno una scia,
sotto la pioggia invernale.
Così leggera
da tener gli occhiali grandi
e i capelli verso quella gigante ombrelliera
Non è la vista che ti accusa
Non si gonfia quel punto lontano
Ed un tuo braccio sembra chiedere scusa
per non aver proteso ma teso la mano
Ti chiederai
"Chi sono quelli come me?"
Son quelli che non ti somigliano
Sono quelli che eppure sbagliano
Faccio a spallate
con la mia vergogna sulla passerella
Flaccido balla
il ventre immaginando la sua bella
Disattivati
tutti gli allarmi del mese scorso
Ma quei punti là sembrano affondati
"Ma no! Che vuoi che succeda d'agosto?"
La sabbia ormai
mi dice l'ora anche restando ferma
È inverno o sono le sei
Saranno anche seghe mentali
ma non vedo lo sperma
se le tue parole
possono far male.
Vorrei sentirti dire
frasi belle,
qualcosa
che io possa sempre ricordare.
Non parlare
se vuoi dirmi
che mi puoi amare,
lascia parlare gli occhi
io saprò capire
perché parleranno
con la voce del tuo cuore.
Non parlare se vuoi dirmi addio,
dimmelo con un bacio
ed io saprò leggerlo
sulle labbra tue.
Dimmi
quella parola magica,
solo se sentirai di dirla,
io l’aspetterò
per tutta la vita mia.
si ripete nel tempo,
non cambia il vento
non cambia il pensiero.
Concrete visioni
si perdono al sole.
Risposte vaghe
spesso sputate
da finti sorrisi,
accattivanti.
Non c'è autenticità
ma vane illusioni,
non c'è realtà
ma foschie
di pensiero.
Un velo d'ignoranza
nell'anima
persiste,
coprendo realtà
che nessuno vuole
vedere.
Così l'animo umano
si perde in finte
Verità e
la fiducia
si scioglie
come neve.
del mio compleanno
accetterò gli auguri veri
da chiunque avrà il coraggio
di non dirmi che il tempo passa inesorabile.
All'inverso,
festeggerò da solo
col rosso d’appropriato vino,
col blu di cielo o mare, fate voi,
col primo grigio dei capelli, se volete.
Comodamente,
me ne starò sdraiato
sul giallo del divano un po’ sbiadito,
sul sempre verde dell’età che sento,
sul bianco notte dei miei tardivi sogni.
Di sicuro,
mi canterò un inno nuovo
o forse un’aria improvvisata
che prenda spunto solo dai colori
d’immense praterie che non conosco.
Nel giorno
del mio compleanno
mi farò una carezza tenerissima.
Andrò a conquistare le sontuose mura
che sbarrano la strada alla vecchiaia.
Il flusso sanguigno aumenta,
l’attività cerebrale accresce
e la respirazione s’intensifica.
Lei è solo una bolla di sapone,
ma dentro c’è tutta l’aria di cui
necessito in questa notte statica.
Un altro sogno emozionante…
Vado a soffiare bolle di sapone
dalla finestra, e sulla mia acrisia
fino a riempire il cielo e salvare
la giornata: ma affinché lei resti,
non posso altro che farne poesia.
alla rinfusa, velati foulard
di colori sgargianti e fantasia
e con la mente vaga assai confusa,
verso la libertà di pensiero,
lasciandomi alle spalle la ragione
il mio adorato impero,
vorrei portare sulla riviera
la fragranza di una semplice melodia,
ad accompagnarmi solo la forza del vento
che giorno per giorno ricama anche il prezzo
dell'età frutto della mia filosofia.
Il sapore del tuo miele
Fra le pieghe della seta
E intriso tra le dita,
Denso e viscoso,
A te mi attrae.
Non muoverti,
Non resistermi.
Impalpabile creatura,
Defraudata della tua resistenza,
Nella senziente arrendevolezza
Mi doni l'ardore che mi fa palpitare.
Ti scivolo addosso,
Sui seni, sul ventre,
Trafugando fra la seta,
Trapassando la tua pelle come
calda polpa -
Scioglievolezza dei sensi -
In un amplesso di effluvi.
ancora con l' intenso sapore addosso,
mi guardi con gli occhi del desiderio.
Dentro te,
quella fiamma di adrenalina
tocca i miei sensi.
Le tue labbra mordendosi,
si sciolgono come burro.
Mi vogliono baciare,
mi vogliono percorrere.
Vogliono sentirmi indifesa.
Il mio corpo in un attimo,
diventa la tua brace.
I miei occhi
la dimensione perfetta
del tuo inferno.
Brucio avvolta dai vestiti,
di te, della tua pelle, di noi.
Ascolto il tuo battito infuocato
e mi catapulto
nel tuo sguardo perfetto,
in quegli occhi,
che sono dipinto
di pura passione.
Disegno assieme a loro
il nostro amore!
i miei silenzi abbracci
e fra i solchi del tempo
irradi la tua luce
s'arrende lentamente al tepore
se correre senza ali
o stender tra gli aridi rami il cuore
ed Eternamente ti amo!
servono ciclamini
nella domenica
dei buoni servizi
E Il paggetto non dispera
tornerà di nuovo l'avvenire
nel blocco agognato
dove la Santità dei riguardi
non avrà più voce
per le urla dei vinti
E sarà quel Sole proibito
nel vegliare il libretto
della città celeste
nell'assoluzione
d'un sipario
che crolla
E ora che il delfino
veste di sogni
il tempio diventa raggiro
se ogni fossa
si chiama Vittoria
si fa giostra quel viso
che non lascia il suo nome
nelle rosse primavere
di uno specchio rapito !
A quei forestieri, e daccapo a me
formulasti l’inintelligibile bandolo
“Due sorelle: la prima concepisce
l’altra e questa, a sua volta, procrea
la prima… chi sono le due sorelle?”.
Quando ti risposi con proprietà
mi riconoscesti come una figura
di soglia, e ligia al tuo essere facesti
per divorarti: ma la Giornata di
fragranze e la Notte foderata di stelle
vollero darti due gambe antropiche.
Ci accolse il più esterno dei cieli
e tutti gli astanti riconobbero il puro
amore, e un refolo ci salutò
sotto una volta di tremule fiammelle.
Quel vento
artificiale capestro
posto a ridosso
d'ogni singolo cartello
pubblicitario, io
lo rifuggo
è aria viziata
d'aromi miraggi
un attimo
e sono svaniti
millantato rifugio
dall'afa
e, fuori la staccionata
cartone al gelo
sogno salmastro
a devastare spinto
della normalità
il tempo
per mele ...
che poi restano
sull'albero a marcire.










