Le toppe gialle, quelle azzurre
e le altre, verdi bianche e rosse,
ogni santo giorno si scolorano.
La luce del sole non le sceglie più.

Spacciatore di magie, io piango.
É inutile che spolvero e rispolvero.
Solo una sola cosa mi rimane:
buttare tutto e darmi un po’ da fare.
Cavi d’acciaio e lucenti chiodi
io li potrò trovare dove voglio.
Per assemblarli, basterà un minuto
e uno smalto suggerito dallo spot.

Il tempo della fantasia è ormai finito
ed anche quello delle belle attese.
Mi dicono che è l’urgenza delle cose
e… non importa quali cose.

Alla maniera di un infermo grave,
sul mio comò lui ora non si muove.
E fallisce ahimè l’estremo tentativo
di farlo vivo al lampo dei miei occhi,
di ricordargli da ore ed ore i sogni
dei quali gli sono eterno debitore,
di scuoterlo al forte battito del cuore
perché mi doni l’ultimo suo exploit.

Poi, d’improvviso, risorgono i colori
ma è il riflesso del tramonto rosso
che insieme ad Arlecchino mio
dà l’ultimo sussulto. E muore.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

Questo autore ha pubblicato 425 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 11-02-2019 18:52
Un riflesso di colori che emozionano, complimenti.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.