affogo in lacrime amare,
nella disperazione
di parole che devastano
in un baccano assordante
pugnalano l'anima.
Mi perdo
in domande
che nessuno potrà
mai dare risposte,
in spiegazioni mute
nel finto tramonto della morte.
Il rimedio migliore
forse sarà il tempo
nel silenzio assordante
di pugnali che cambiano la vita
forse solo il tempo
è il silenzio lenirà le ferite.
Sensazione allergica
ad allegria insensata
mai lievitata e votata
da una maggioranza
ormai relativizzata
e impudente pensiero
prude contrario
vorrebbe far luce
sul cronico inciucio
di povera gente
che mente allo specchio
sul mare di guai
che a fianco le scorre
è tarlo erosivo
che il domani riduce
sinché proprio non spegne
ragione del tutto.
C'era che era sera
e la luna si vedeva appena.
C'era il mare che sciabordava lento
e nessun passante a disturbare
il suo mesto gorgogliare.
Tutta la folla ad andare via
e l’ultimo bar a spegnere le insegne,
ché scolato l'ultimo bicchiere,
non c'era più nient'altro da bere.
Pure la spiaggia bianca
si vedeva appena,
schiarita dal lume del pescatore
su una barca senza vela.
E poi ci fu una scena,
come un film o come un sogno di prima sera,
che ad aver avuto la cinepresa
l'avrei fermata in quella posa.
Tra il silenzio dell'imbrunire
e il profumo del gelso in fiore,
quattro erano le suore,
con il velo e i piedi nudi,
sull'arenile a passeggiare.
Nere le vesti e bianche le gambe,
era la loro primavera.
Sfuggite da sguardi inopportuni,
erano lì non per pregare -
Con la spiaggia e le onde del mare,
come fosse la prima volta,
ci facevano all'amore.
Scoperte le ginocchia, fresche le acque e gaie le risa,
c'era la luna che non guardava
e c'era una sola stella che riluceva,
in quell'angolo di cielo,
che un'immacolata innocenza contemplava,
mentre un atto d’amore si consumava.
Stamattina ho guardato due ragazzi
correre forte per non perdere il tram.
Sarebbe stato più facile
lasciarsi la mano,
ma volevano prenderlo
insieme.
Avrei voluto dirti tante cose,
poi mi hai preso la mano, così piano.
Ti è bastato allungarla, a centinaia
di chilometri di distanza io l’ho stretta,
per poco: non me la sento d’esser triste,
per brevi istanti ho sfiorato un tulipano.
La notte s'addensa tra le pareti di
una casa vuota.
Un cuscino da abbracciare,
una seta per nascondere le lacrime.
A occhi chiusi inseguo sogni,
rincorro ombre.
Parlo, scrivo, ti vedo, ti abbraccio, mi baci
ma stringo e bacio
solo piume bianche
di un cuscino
che non mi da calore.
Sogno,
ma i sogni svaniscono
e portano via le mie illusioni,
la luce del giorno
nasconde i sospiri, le lacrime, i pensieri
che volano via con il vento.
così il mio cuore attende un sentore,
si plasma sui vetri e scorre lasciando una scia.
Intravede il destino, lo cerca sereno,
ma nulla sara' come prima.
Indomito l'animo si fa battaglia,
e porta con sè le conquiste e i trofei
d'un inutile scontro che sa di sconfitta.
Sa di lotte incomprese,
di voci inascoltate, di peccati non confessati,
e rimane l'amarezza di un vuoto
che non si riempirà neppure
con l'amore di nuovo vestito.
Guerra e anima sono scontri di mondi,
senza un fine,
sono un sottile fumo che sale.
S'affaccia il giorno
dove le nuvole mi portano sul mare
avanzano pennellate d'azzurro sfumate .
I miei occhi
avevano una guancia di carezze
e il mio guardare
un sorriso dietro quella porta .
Adesso un altra porta
un altro sorriso
ha quel vento di dolcezza.
Otto volte dieci
i miei pensieri
otto volte dieci
ogni bacio che avrei voluto darti .
Una sola lacrima
a ridisegnare gli occhi .
foto web
per rubare un po’
del suo respiro
diventeresti anche un ladro...
Ma d’amore.
Non sono solo parole
quello che senti è vero
un tuono può fare paura
per il forte rumore...
Ma il battito di un cuore
non farà mai paura.
Daresti tutto te stesso
ed anche tutto il resto
l’amore non è un sogno
o un alito di vento.
Dalla tua finestra
c’è un mondo di colori
in quel cielo sempre azzurro
ci puoi disegnare un fiore.
Amore tanto amore
non puoi dimenticare
se un giorno lo vorrai
ruberà quel fiore tanto amato
che in cuore suo
ha sempre desiderato...
a render speciale
quell'unità
- misura d'insieme -
rimasta cartacea
particolare velina
dal bello stivale
savoiardo stato
che biscottato resta.
Ma nell'angusto vivere
del suo ricordo
in auge torna
quel nudo gusto
plauso ducale
all'aspirante regnare
col benestare di marchesi
conti e baronetti
tutti contenti del bel tornare
all'obbligata questua
sulle marchette
per popolo assente
che presenzierà al male stare
come consueto.
Ho disegnato quelle mura,
le ho sognate.
Tante volte ho fatto nostri posti preso in prestito;
posti resi sempre meravigliosi da te mia unica regina.
Tu luce indescrivibile che rendi un castello anche un anfratto.
Ora il nostro amore ha un luogo,
un posto da riempire di ricordi,
un "dove" in cui collocare il "chi" della mia vita.
E qui, mia regina, continueremo a costruire il nostro regno,
troveremo un rifugio in cui riposare.
Un luogo, amore mio, dove ogni centimetro avrà il nostro sapore,
Il gusto unico della felicità che solo tu sai donarmi.
Grazie a voi,
che mi venite
a recuperare,
grazie a voi,
che mi ricordate,
mi pensate,
mi trovate;
e la solitudine che si fa
sentire,
un po’ se ne va,
quando ci siete,
quando andiamo,
giriamo per ogni dove,
e posso parlare,
posso ridere,
dimenticare,
grazie a voi
che vi ricordate,
e scacciate le nubi
fosche,
dal mio animo.
Profumar di terra ed espanderlo con fragore,
delicatezza a soffiar la terra,
è, musica che langue, melodia di umore,
quiete ad avanzar e cullar ogni particella vitale,
anima a coniugare anime,
gabbiano a sfiorar cresta di mare..
Mirabile bellezza dall'universo incanta
sguardo a coglier movenze e traiettorie,
occhi al cielo, nuvola ad intraveder sereno,
quiete è clessidra a trasparir ore,
tratto di strada ove fiori aprono corolle,
brulichio di bei pensieri a raccoglier semi,
placido sentire a trasparir sul viso,
occhi a stormi di colombe a donar pace,
e sorvolar iride e cornea..
Rio di acqua fresca, tiepido tepore,..
Quietezza è, anima in spiritual salvezza,
macro al centro di beatitudine,
essenza d'essenza a divulgar calma,
oasi verdi e palme a quietar anima umana..











