San Francesco,
seduto,
su una
panchina,
al Porto Antico,
gli occhi bassi,
a pensare,
agli ombrelli,
senza una pioggia,
a offrire lo scopo,
del riparare,
le teste,
dalla paura,
di inzupparsi,
già fradice,
per i troppi,
anatemi
da codice,
penale.

San Francesco,
diplomato,
nell'arte,
del Gesù,
salvifico,
la masticazione,
livida,
di fame,
da sfamare,
con il pane,
in comunione,
alla salivazione,
per le tasse,
del dovere,
dovute,
pesanti,
senza un
qualche,
angolo di
leggerezza,
spensierata;

E le briciole,
in donazione,
a una popolazione,
di passerotti,
e piccioni,
da strada,
senza fissa
dimora e
retribuzione.

Tutti insieme,
appiccicati,
senza mastice,
incollati,
fratelli,
tra il cemento
disperante,
i becchi
senza speme,
a beccare,
la magra,
quotidianità.

Una colomba,
sopra il suo,
ginocchio,
destro,
a dare il
benvenuto,
con la cura,
del buon vicinato,

il tempo,
fuori tempo,
dei REM,
come narrativa,
da imparare,
disimparando,
l'ozio,
del non ascoltare,
disimparando,
la poca voglia,
di stare al
chiarore.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Poetaemotivo  

Questo autore ha pubblicato 17 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.