Planava silenzioso
nei cieli della notte.
Nella casa illuminata
era morto un uomo
che si era scelto il tempo.
Nella stalla muggivano
le buone mucche
offrendo latte caldo
seppur tremando di paura.
Ma l’essere chiedeva sangue
e non volle l’uomo
né le sue mucche
né -sul tavolo- ciliegie a cesti.
A guidarlo era una forza misteriosa
allor che affondò gli artigli
nel cuore della sposa.
Non sfiorarmi ombra,
cadrei a pezzi.
Credo avrei conferma
della mia inconsistenza!
Mi riconoscerei definitivamente
per il fantasma che sono.
Perché già ora
che mi passi accanto furtiva
mi sembri me.
Eppure mi intimorisci.
Il gemello cattivo nello specchio,
o solo la parte assente che torna.
Comunque qui fa freddo,
e c'è uno strano vento
che muove il buio
Dimmi che non mi toccherai.
Mi riconoscerei definitivamente
per il fantasma che sono.
Ho solo un quarto d'ora
per comporre una poesia,
e nell'insulto del mondo
io ritorno, - ritorno alla gamba
a cavalcioni della sera.
Non mi sento di offendere niente
e nessuna superbia velenosa,
adoro persino la cimice dal saio lì sul gradino
nel blu elettroscioccato d'un bar.

Amo la poesia
le sue gocce di rugiada
passi al sole e scivoloni
d'arrampicate sugli specchi
il sapore delle perle, luminarie
di armonie leggere
dal senno avvolte o da leggenda
d'irrituali o suoni dolci
succo del Poeta
perché cattura l'attenzione
ma non trattiene
da semplice partenza
per vacanza rinfrancante
stacca la spina al libero sfogo
svincolando da tentazione
d'esagerare, poi ...
apro il guscio
e gusto il gheriglio.
Tu dici
e un treno corre
disteso e tiepido
-è una città su un’ala,
rispondo. Non c’è il limite
il limite è solo il bianco tranquillo
in un giorno reale
il bianco che irradia il narciso
primavera del diciannove
sullo stesso muretto.
Ma le parole non s’asciugano
fosse anche il sole un rastrello di tufo
e lo sguardo di suo
fa il tempo
di maniere solo adorabili.
Percorrere un viottolo di cielo,
occhiali scuri a sfidare il sole,
nuvole assenti ma giustificate
nel giorno favorito dalla sorte;
o di notte, su selciato di stelle,
e non fermarsi mai e poi mai
se non per dar riposo agli occhi
quando ogni luce si fa prepotente.
Non dico di arrivare fino a Dio,
scrutarlo tutto per quell'eternità
ancora arrotolata all'incertezza.
Ma, almeno, di scorgerne le tracce,
le stesse che qui non son capace.
che si rifugia
agli angoli del tempo.
Ma il freddo non l' uccide
sospiri e sogni
in storie sopite.
Bisbigli, grida,
rumori strani.
Stretti in un pugno
fino a domani.
Il tanto, il poco
un bacio per gioco.
Sorrisi veloci,
sorrisi davvero.
Rimorsi e rimpianti
a un passo dal cielo.
Pelle segnata
da graffi profondi.
Rallegrano gli occhi,
giardini variopinti.
La strada lunga
con sassi evidenti,
saltelli lontani
fuori dai denti.
Fa piacere il caldo
regala speranza,
gira e rigira
come in una danza.
E fiducia tradisce
persino a se stesso
chi cerca il sorriso
a caso, in un luccichio
o nell'atono abbaglio
da altri voluto, sfuocato
non per carenza d'arguzia
ma d'assente dovizia
in semplice buon senso
finendo nella rete
di miraggi ipnotici:
rapide fortune
cime e rapide violate
privilegiati varchi
in variati limiti
ciliege dorate
e orate selvagge...
- vittoriose battaglie
di una guerra persa -
che in un niente spariscono
pacchiani stupendi
bocconi d'istanti
ma l'amaro resta
- attende l'amore -
nel non aver mai fatto del male
nemmeno ad una mosca... risiede
e resiste, sinché di natura
non scade il contratto.
che non si possono mentovare
Non ci sono momenti
che non si possono deificare
Umore ultra sapiens
Umore ultra sapiens
Deframmentazione umana
L'uomo come ricordo d'altri tempi
Dio scienza
Dio roboi
Propensione ultra sapiens
Propensione ultra sapiens
Il tempo è collassato
dentro i nostri occhi.
osservo da dietro il vetro.
Vivo lentamente
non voglio invecchiare,
un filo di trucco
per vivere un sogno.
Lascio tracce
segni indelebili.
Assaporo le lacrime
nascondendomi nella notte
Un sorriso...
emozioni...
doni rubati.
Versi nascono
mentre muta cade la Neve...
Nella sostanziale indifferenza
di diritti personali, con doveri
sempre altrove relegati
trame isteriche
sotto occhi sordi
governano un sistema
d'onde anomale
che aggiungono catene
spezzando resistenze:
contagi dal passato
ad infestare anche il futuro.
Regge il freddo permanere
del signor rispetto
tornasole d'amore
- aspettando che telecamere
facciano il loro corso
coi soliti furbi e gli altri ricorsi -
ma visto il tarlo
quel persistente dubbio
non foriero di sereno
in una coperta
per ora... lo avvolgo.
nella prigionia
dei suoi cristalli
Tu tempo d'ambra
sola nel mio amore
sei l'iride che gela
la tirannia della ragione
E saremo figli
di sfarzi e derive
nel fingersi Aria
lì dove non c'è voce
nelle ombre di Mercurio.
Mi parli seduta nel cortile,
la tua voce è morbida e
vellutata,
il tuo viso raccolto e sereno;
mi dici delle parole di consiglio,
di conforto,
parole col cuore,
parole buone,
e capisco la tua bontà,
e quanto sei di buon cuore
e generosa,
socievole, piena di voglia di vivere,
di speranza,
di pensieri costruttivi,
e so di amarti ogni giorno di più,
per quello che sei, per
quello che dici,
e come lo dici,
sei buona d’animo,
e positiva,
cerchi sempre di mettere buone parole,
e ti rispetto ancora di più,
grazie perché ci sei.











