Nella sostanziale indifferenza
di diritti personali, con doveri
sempre altrove relegati
trame isteriche
sotto occhi sordi
governano un sistema
d'onde anomale
che aggiungono catene
spezzando resistenze:
contagi dal passato
ad infestare anche il futuro.
Regge il freddo permanere
del signor rispetto
tornasole d'amore
- aspettando che telecamere
facciano il loro corso
coi soliti furbi e gli altri ricorsi -
ma visto il tarlo
quel persistente dubbio
non foriero di sereno
in una coperta
per ora... lo avvolgo.
nella prigionia
dei suoi cristalli
Tu tempo d'ambra
sola nel mio amore
sei l'iride che gela
la tirannia della ragione
E saremo figli
di sfarzi e derive
nel fingersi Aria
lì dove non c'è voce
nelle ombre di Mercurio.
Mi parli seduta nel cortile,
la tua voce è morbida e
vellutata,
il tuo viso raccolto e sereno;
mi dici delle parole di consiglio,
di conforto,
parole col cuore,
parole buone,
e capisco la tua bontà,
e quanto sei di buon cuore
e generosa,
socievole, piena di voglia di vivere,
di speranza,
di pensieri costruttivi,
e so di amarti ogni giorno di più,
per quello che sei, per
quello che dici,
e come lo dici,
sei buona d’animo,
e positiva,
cerchi sempre di mettere buone parole,
e ti rispetto ancora di più,
grazie perché ci sei.
Oggi le nuvole si fingono terre lontane
che più le guardi e più sembrano vere.
Fugge dal corpo lo spirito ribelle.
Lo vedo partire -ardito pioniere-
a piantare bandiere
nelle regioni del cielo.
Non tornare mai più
quaggiù.
Dove il tempo consuma la materia.
Vola tra gabbiani immaginari
tu stesso immaginifico essere celeste.
Io t’osservo da qui; mentre aspetto le trebbie
a preparare terra nuova, di cui sarò concime.
Davvero non aspetta
nemmeno che qualcuno
si prepari mentalmente
s'infili le scarpe, obliteri
proponga supplemento prima classe
o riempia la valigia, in effetti
la meraviglia nel mondo
così è fatta.
Delle oltre mille
persino le ventun sorelle
- meraviglie del mondo -
le s'inchinano, noi no...
noi capaci solo d'intestardirci
e correre, correre
dietro lanterne magiche
coi loro evidenti sprechi
- tanto paga il genio
dalla lampada sfrattato
di casa privato -
e privare proprietà del giusto gusto
di flussi misti, portatori sani
di sorrisi così diversi;
vietandoci - in sapere - quel fuoco lento
creatore di sapore, incapaci
persino d'apporre semplici coperchi
come opporre dei validi perché...
intanto lei va.
Nel pieno d’una notte senza tempo
dov’anche il vento, prono, par temerla
aspetto l’aurora, la migliore.
Paura d’esser troppo sol m’invade
e non v’è sonno in vena d’aiutare
questi miei occhi rintanati e stanchi.
La voglia di trovar sicuro approdo
mi spinge nel perimetro del cuore
ma non mi basta, punto dritto al fulcro.
Per isolar ricordi da afferrare,
dolori e gioie sono in bella vista
storditi dal passar lesto del tempo.
Incantevole, una luce appare
e del buio la coerenza infrange
fermando accanto a me la bella corsa.
Rimbocca la coperta, mia madre.
Carezza ch’ogni mio timor annulla
lampeggia per diradare il nero.
Preludio d’alba ancora mi sorride.
Silenzi accasciati
in riva al mare
ed un’ascia di papaveri
a romanzar il tempo
d’un vuoto scosceso.
Era un firmamento d’anima
ad appuntare il mio destino
ad un raggio di luna,
carillon di parole
inzuppate d’orizzonte
e tu, bacio cieco del mio dire,
scolpivi i respiri del cielo:
pioveva il nostro addio
sugli apostrofi del cuore.
sono foto sbiadite d'amore,
anche se nel cuore è fulgido ricordo.
La tua mano tenera mi sorreggeva,
lungo il percorso difficile della vita,
hai posto la base nell'anima mia,
donandomi il tuo calore,
donandomi l'affetto più grande.
Ed io, ti somiglio come una viola timida
che sboccia, senza chiedermi se sentirò male.
Mi sono persa un po', tra i miei errori,
ma tu luce, mi sei stato vicino
e continui con amore
a seguire il mio muto cammino.
Chissà questi tuoi cari oggetti
se hanno piegato polsi di carezze,
strenui seni di sponda
dove puoi andare
attraversarla tutta, l’ossidiana,
dove restare - alle illusioni
di marzo, alla mimosa
che poi si spoglia dell’oro.
Chissà, se tra gli oggetti
un silenzio in meno non s’insinui
come sull’acqua un soffio se si posa
da ombra chiara in quelle nere.
Strappi, falci di nubi, chiodi murati
e la tua treccia legata stretta
chiusa a chiave
chi intrica e chi scioglie,
appena qualcuno -la limpida mano
nell’atto radiale, di darsi.
Una passeggiata nel tempo
l'anemometro sostituendo
con un bel attenziometro
un banale ottimismometro
al posto del pluviometro
un facile rispettiametro
per termometro e barometro
- e macchina della verità
sempre alla mano -
La successione poi,
d'equazioni differenziali
prive d'incertezze iniziali
- quasi -
o di pacchiani errori,
in spediti passi temporali
di calcoli sequenziali
... uno dopo l'altro
come fermate
stazioni meteorologiche
sulla linea dei momenti
confermate
da cartografia dei dati
che pare conseguenza logica
semplice analisi
di risultanze strumentali
alla fine o lettura
che dir si voglia.
Il fumo di un camino
sfama l’ombra dei passanti,
son sagome dipinte di nebbia,
coreografie d’ombrelli danzerini
ad animar il pianto della sera.
E sembran trapunte di stelle
le piccole case del paesino,
nevicano come astri di cristallo
da un cappotto di cielo corvino.
Un’arancia sbucciata
arreda la stanza
assieme al rintocco
d’un vecchio orologio,
il lume balbetta la sua luce
ingigantendo una finestrella,
dicembre inneva i pensieri
in un concerto di rami spenti.
L’inverno orla una tazza
d’amaro caffè ed io scrivo
il dolce romanzo d’una pallida luna
ma ecco il pianoforte del vento
carezzar le mie spalle fredde:
son la sua nota preferita
fra gli spartiti del suo tempo.
Spingi spingi più forte
il ragazzo al fratellino
spingi fammi vedere le stelle
la richiesta di ogni ragazzino
ed io mi sento felice
di poter essere utile
in fondo un' altalena
può farti divertire
non si esprime
come un giudice
e mentre mi spingi
vado sempre più in alto
e tu sorridi non fingi
salterai quando mi abbasso
se dal cuore le cicatrici
non le ricuce, neanche un sarto
su di me, tu i tuoi amici
avrete da divertirvi
mentre io faccio un altro sforzo
L' altalena sale e scende
sfidando la gravità
non si vince, non si perde
sensazione di libertà
l' altalena volta in alto
pronta a far dimenticare
e se da me spicchi un salto
vedrai, ti sembrerà di volare
Le sensazioni che si provano
quando mi fai dondolare
son sincera non si spiegano
sono difficili da ricordare
basta guardare per un momento
quando il salto sta per fare
Il viso di un bambino
che mai l' ha potuto immaginare
e se ti fa paura, se chiudi gli occhi
quando stai per salire
io sono qui, e son sicura
non preoccuparti, sono solo giochi.
amore di parole,
vissute lontano,
senza un abbraccio,
senza un profumo.
Pensi a lui continuamente,
vive fisso nella tua mente.
Lui ti manca,
il suo sorriso,
lacrime scivolano
sul tuo viso.
Sai che bacia
la sua bocca,
lui è la sua roccia.
Tu sei un pensiero
che si insinua lentamente,
non è tuo veramente.
A te basta la sua voce,
farne senza è atroce.
Per te briciole come ieri
soffri ma tutti suoi,
sono i tuoi pensieri.









