Percorrere un viottolo di cielo,
occhiali scuri a sfidare il sole,
nuvole assenti ma giustificate
nel giorno favorito dalla sorte;
o di notte, su selciato di stelle,
e non fermarsi mai e poi mai
se non per dar riposo agli occhi
quando ogni luce si fa prepotente.
Non dico di arrivare fino a Dio,
scrutarlo tutto per quell'eternità
ancora arrotolata all'incertezza.
Ma, almeno, di scorgerne le tracce,
le stesse che qui non son capace.

Commenti
Buona passeggiata tra le stelle.
Un saluto da Ibla.