nevi assenti
guanti persi in pista
ad osservar lune ma non piume
quelle a svolazzar l'onirico mio sogno
-gemme in germoglio-
Acero
iventi morsicati al nord esteso
occhi lucidi sempre soggetti al nord
e la speme chiara a trasudare ponti
verdi spasmi
amori che non sono
Spirano folate
Raggelanti,
ondate fredde di corrente,
vento a marzo,
un vento impetuoso,
ribelle,
sovversivo,
carico di elettricità,
di pioggia,
di forza della natura,
un vento
pieno di risveglio,
di vita,
di odore di umido,
di erba novella,
senti la freschezza vitale
della primavera nell'aria,
vento che scompiglia i capelli,
picchia in faccia,
fa svolazzare il fogliame,
casino per terra,
vento
vento
che entra in ogni dove.
Quanto onore sotto pelle
mentre chiudi alle tue spalle
una porta che non c’era.
Ora guardi il mondo fuori
-in eterno movimento-
non sei adatto alla stagione
ecco: un brivido lo dice.
Non cadranno quelle lacrime
che hai fatto prigioniere
né la tua bocca cederà alla smorfia.
Solo i piedi, muoveranno passi
verso mete mai fissate.
Non può mai vincere il cuore
che non si muove a guerre.
Scuoti la mente, fruga i pensieri!
Da sempre le Albe succedono ai tramonti
Portati lì dove sono i confini.
Allaccia i tuoi sogni ai raggi di luce.
L’Amore verrà… Domani… Forse…
Si è spezzato amore
il canto del vento
in un inciso di gabbiani
planato sui meridiani
dei nostri ritratti
ed insieme accoccoliamo
il diario dei ricordi
in un riflesso d’aurore
caduto sul pianto d’un girasole.
Lessico di cielo
circumnaviga il silenzio,
un bacio al brivido d’eternità
sbalza le nostre anime
da un trasloco di malinconie
ed allora riponiamo anche il cuore
nella stiva dei miei occhi,
siam marea del respiro
nel ripostiglio dei sogni irrisolti.
In un pomeriggio sul presto
leggi che non ci sarà l'acqua
nella toeletta del cimitero
fino a domenica.
Vedo le ali della rondine,
la prima di oggi a stagliarsi nell'erba, -
si sono subito
disturbate
e vanno fuori dal mondo.
Così l'erica anche se bassa beve,
e non temere mi dico,
spero non resteremo a lungo
con la terra morta sul volto.

Brucio confini
per spaziare nel tempo
e di tanto in tanto
sull'acceleratore spingo
così ...
giusto per anticipare i tempi,
non sempre
completo il dipinto
ma quando accade
non è sapor d'eldorado
attrazione
che il mio sguardo rapisce
ma solo rifiuto, d'essere
sempre alle spalle del tempo,
all'interno
di quegli ingranaggi.
Ognuno ha suo passo
e chi si ferma
è perduto, si sa ...
ma mi si conceda
qualche evasione soltanto
dai meandri tortuosi
dell'orologio.
Dettato d’anima
naufraga sui violini appassiti
sfamati da un’anonimo crepuscolo
e noi, clessidre inimicate
dal maestrale degli occhi tuoi
sbucciamo un bozzolo d’eterno
in un riassunto d’attese
inchiodate a matematica di cielo.
Scarabocchio di cuore
sui meridiani del silenzio
regala al mondo il nostro dolore
ed una cometa di pioggia
s’abbandona ad un campo di grano,
effimera poesia del nostro vivere
sospesa ad una lacrima lontana.
Sorge la luce
In questo giorno
Di fine inverno,
vetri
colpiti
dall’aurore,
chiarore;
è presto,
assenza di suoni,
non si sente nulla,
mondo sopito,
o quasi,
cortile immoto,
spento,
silente,
mi immergo in questo silenzio
magico di pathos,
gustandomi la pace,
pace,
e null'altro.
Nel buio scivolando se ne è già andata via
Piano piano ogni anno le estati sono le stesse
seguendo inconsapevoli una legge d'entropia
E sicuramente in senso assoluto sei energia
Ma delle trasformazioni
non sei la prima di quelle permesse
Non mi parlavi con le parole
ma con la voce, sussurrandomi
quello che per gli altri era indecifrabile
fino a che hai cominciato a sentirti come
seduta sui carboni ardenti tra i miei righi,
e noi non è più stato indeclinabile.
Eravamo le stelle interne di una nebulosa.
Poi ho iniziato a distinguere a stento anche
solo quelle esterne al sistema stellare.
Solo tu e io eravam in grado di congiungere
i frammenti delle piccole cose, divenuti
tasselli che non abbiam più saputo associare.
il tuo amore,
ogni giorno
della nostra vita.
Anni insieme,
come rami intrecciati.
Voglio vincere
l'abitudine, la noia.
Giorni passano veloci,
problemi a volte
sovrastano le gioie
ma vincere il tuo amore
mi rende felice.
Guardare il mare
che riempie gli occhi,
con te accanto
che stringi la mia mano.
Lasciare dietro di noi
briciole di ricordi,
ben impressi
nella mente.
Voglio vincere la paura
del futuro incerto,
sognare giorni lieti.
Voglio vincere con te,
sogni ancora
da realizzare e
abbandonare i dolori,
ai margini della strada
per sempre.
Immense le stelle
Nella notte a puntini
Ricami spaziali
Disegni immaginari
Cadono di brividi
Gli sguardi veloci
Fino alla madre
Del globale sereno
La luna
Il suo davanzale
L’aspetto magistrale
Dove s’involano le speranze
Arrivano desideri
Puntano occhiali
Al cambiar di mesi
Dove s’impara a navigare
Dove i labirinti son deserti
Gli spazi sono aperti
I pensieri s’innalzano esperti
Lasciami guardare
Solo qui ti posso trovare
Mi spengo nell'infinito
come aritmetica di primule
in un battito d’inverno
ed un carillon di cielo
plana sugli alfabeti
degli intimi silenzi miei.
Inchiostro d’anima
culla i margini spenti
del mio eco senza te
su questa lavagna di neve
che s’abbevera di luce
sul palcoscenico di mille lune.
Poesia di cristallo
incisa sulle labbra
ed un tramonto vagabondo
a chiacchierar di te
nei miei pensieri,
lacrima nostalgia di noi
su un sogno di primavera.









