Sei cresciuto nella pancia

della mamma, e dentro il mio cuore.

Ho interrato una betulla laddove

chiunque altro avrebbe timore

ad attecchire le radici, coperto

di stoppia la terra e cercato

di ripararla dal freddo, e lei

in segreto accostandosi mi ha parlato

direttamente nell'anima.

“Nessuno potrà costringerti a cambiare pelle,

e nessuno ha il diritto di metterti i piedi in testa.

Tranne tuo figlio nel provare a toccare le stelle.

Un figlio ha la sbalorditiva abilità di mancarti,

farti sorridere, intenerirti, e farti infuriare.

Un uomo è veramente ricco quando rincasando

a mani vuote riceve l’abbraccio di suo figlio”.

Sogno di vederti un giorno arrampicare

su quella betulla.

Avevo la mano della forma giusta per contenere

la tue, e riscaldarle.

Adesso sei cresciuto,

e le mie mani hai imparato ad ascoltarle.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Avrebbe senso fuggire
in quegli istanti
in cui versi reprimono
il desiderio
avrebbe senso
se il vento
scrivesse parole
che facessero capire
quale verbo può suonare
tra le righe dove
regna un disordine
continuo. Se si vedesse
solo povertà, i pensieri
volerebbero, li prenderebbe
la natura e come acqua
scivolerebbero lungo i pendii
di teneri ricordi
ricorderesti quante risate
ti facevi senza rallentare
la durata della vita
se corre adagio
la pioggia bagna sempre
ed ogni volta
prenderesti l'ombrello
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Profilo Autore: poesie profonde  

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Mondo pazzo

In questa società

Classista  e discriminante,

appena esci dal seminato ,fanno

presto a farti diventare matto,

e a metterti all'indice;

ma in realtà.  A ben guardare,

tutto

il mondo è pazzo,

e il sistema si regge sulla demenzialità,

l’ottusità e la stupidità

generale,

dei mass media,

dei messaggi pubblicitari,

sugli spot  e i luoghi comuni idioti

e spersonalizzante,

che ci martellano ogni giorno,

in modo subliminale

e ci rendono schiavi

di noi stessi e delle mode

imperanti, di costumanze

livellanti e di tentativi

di omologarci sempre,

e di renderci tutti uguali,

come gallinacci da cortile;

un mondo sociale,

dove prevale il cretino,

e l’imbecillità è la norma.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Penso
al sorriso nella notte
aspettando l'alba.

Mi sento defraudata
della vita, dell'amore
dai sentimenti,
aspetto l'orizzonte
forse
mi riporterà la ragione,
forse
tornerà il sole,
le nuvole se ne andranno
oltre la vita.

Cercherò rifugio
oltre il tramonto
da questo mondo
grande come un’arancia.
L'immagine può contenere: cielo, nuvola, oceano, crepuscolo, spazio all'aperto, acqua e natura
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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O muse di gran bellezza fulse

ignorate me e altre cose insulse.

In questa città odor di cipressi

come imo pensieri regressi

...E bianco spirar di glicini

tra il sole di luglio e il vento

...E bianco tintinnar di ossicini

nell campo santo mossi dal vento

...E un museo di farfalle

tra il lor tintinnio nei pensieri e tra i pensieri

che rifulge una idea con ali gialle

e un dover morale mi domina:

Cercare tamerici tra gli arbusti

Versificare e scolpire busti.

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Profilo Autore: Fone  

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Nemmeno le scarpe si fan compagnia nel buio
Pure l'ombra mi teme
e ancor più da me è temuta

C'è stato un tempo, un'altro e un'altro ancora
ma non ho mantenuto il giusto ritmo del solfeggio
quando vedevo la notte a sfera
Le fate non sbattono ali -compiuta è l'essenza-
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Nell' innocenza
di questa Intifada 

liberati dal regime
di un carro a solstizio
e non morirà
 questa luna

di fredde reliquie 
ora ne'madre ne'sorella 
ma ombra  
nel sentirsi certezza
di strade svogliate 
nella vanità
d'ogni frequenza !
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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La verità è una rappresentazione [...] e la rappresentazione è verità. La cosa migliore è accettare così com'è la rappresentazione. 
                                                                                          Murakami Haruki




La piccola figura apparsa
-da quale spigolo?-
parla col mio pensiero
già prima che alla tempia sia rintrono.
Lui che amministra la follia
delle mie nocche vuote
mi fa un bilancio di ectoplasma
-tale divento, pane al suo sorriso.
Lo chiama il tempo
mi muore in faccia lento
tronchetto erboso che si affloscia.
Nelle orbite ho pianeti sconosciuti,
il pugno della mia esistenza
picchia sui muri per fuggire a ieri,
al non sapere se aggrapparmi e dove
se ho scelto il poco eterno
di poppe madide di una compagna
per l’illusione di non essere
un niente d’ossa
al cospetto di un niente
dalla statura enorme,
addio empatico che latra
rinchiuso nella nicchia.
Ora, chi mi resuscita?




 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Ogni giorno

sola con gli occhi stanchi,
a volte, piango perché vedo la terra
e gli uomini che non  cambiano mai.
Cerco una mano un volto
e guardo il cielo lontano cercando
spiragli d’azzurro che mi facciano

sorridere e rendere grazie alla vita.
Vorrei parlarti amore mio, nell'ora
più triste.

Tu però sei lontano , perduto.
Il tuo sorriso,i tuoi occhi

io li vedo in una  nuvola.

 Le mie mani si tendono  verso il cielo
in una  supplica,

vicino mi sentirai.

Come vorrei sentire

il crosciare della tua risata.
Il tuo riso era per me  come
balsamo sulle ferite

acqua per la mia sete.

Cielo ridammi il mio sorriso,

ridammi le notti d’amore.

Quando apro gli occhi
dal sonno, il mio pensiero va

ad incontrarti.

Rivedo il tuo sorriso ,i tuoi occhi

Le tue mani .

Sorrido, perché senza questo sogno
morirei.

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Profilo Autore: silvana1  

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Ho la dolce sera tra le mani,
fiore delicato che lentamente
si chiude tra le mie dita -
Ho l'imbrunire, senza più tramonto,
che ancora gioca con la luce -
Ho fili d'erba calda sotto ai piedi
che si rinfrescano ondeggiando all'aria -
Ho la quiete attorno a me -
La quiete delle cose immense
che sanno dove vanno a finire
quando anche il giorno finisce -
La quiete delle cose immense
che accettano pigre il loro corso -
Ho il rosso di sera
che si affievolisce piano
come una tenera rosa,
e l'ombra delle lucciole
che appariranno più tardi
sulla vetrina della sera -
Ho l'incendio nelle vene
lasciato dal sole infuocato -
L'incendio che le cose immense sanno scatenare
quando infine se ne stanno per andare -
Ho la fragilità del giorno
che muore nell'abbraccio della sera -
E la sera, che velocemente
si concede alla notte
in un atto d'amore
che non finirà mai di terminare.


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Profilo Autore: FlorYana  

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S'incrociarono gli sguardi
e, le iridi, non tradirono
l'emozione del momento. 
Fummo poi nuvola
e delle nostre lacrime, 
da allora e ancora, 
sorridono i fiori.
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Nel chiuder quella porta d’alabastro
m’innamorai di quanto avevo visto
e a tal punto me ne innamorai
che, sì, d’un sogno mi sentivo preda.

……………………………………..

In una stanza dai color pastello
con le finestre tutte fronte mare,
la mano strinsi a gente che m’amava
e diedi un bacio a una donna vera.

Sul pavimento fresco satinato,
mi rotolai con dei bambini immensi
e su di un letto diventato un forte
feci con loro la guerra dei cuscini.

Si addormentarono così felici
da non escludermi dai loro miti.
Io li guardai con meraviglia uguale
a meraviglia quando tutta esplode.

Mi affacciai a controllare bene
che fosse retta la linea d’orizzonte
e vele vidi… vele e vele colorate
l’un dietro l’altra a consumare sole.

Ne scelsi una, scelsi la più verde
e col mio tifo la portai davanti
fino a sospingerla col vento amico
a un traguardo posto non so dove.

Indi il silenzio scese nella stanza:
tutti zittiti, quasi per comando
di un lungo assolo fatto dall'onda
nel suo morire contro la scogliera.

Di sale l’aria intanto diveniva.
Non più pareti a fare da confini,
mi ritrovai nel mezzo dell’evento
di una vita per una volta al centro.

Mi tramutai in un buffo paguro,
poi scavalcai la cocente roccia
andando a guadagnar la via del mare
dove m’immersi in cerca d’un abisso.

............................................................

Nel chiuder quella porta d’alabastro
pensai a ritrovar d’oggi la strada
e a tal punto poi l’ho ritrovata
che, sì, di un bel sogno ero stato preda.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Ci sono sogni che sotterri

nelle notti senza luna

nessuna croce a custodirli

ci cresce sopra erba nuova.

 

Finché il sole ti consola

e ti governa leggiadria

i tuoi passi smemorati

non riprendono la via.

 

Poi ci torni in altre notti

tu, spettro di te, ad ascoltare

eco di voci amate, abbandonate

come sirene alla deriva.

 

La dea bianca ora è tornata

a governare nel suo cielo.

Non ti dirà qual è la strada.

Sotto il suo regno nessuna pietà.

 

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Profilo Autore: Ibla  

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Cara, io per te scalerei
la montagna più alta del mondo!
Per te affronterei la tempesta
più tremenda dell'oceano!
Combatterei l'esercito più agguerrito a mani nude!
Entrerei nel fuoco per recuperare
il tuo cellulare o negli abissi
piu profondi per riprendere la tua
borsetta!
Farei da scudo a tutte le malattie
a tutte le cattiverie e a tutte le
invidie della terra nei tuoi confronti!
Cara, per te riparerei anche il
buco dell'ozono.......
allora d'accordo ci vediamo giovedi
......solo se non piove però!
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Ll'anema mia arrassumiglia 'o mare,
i' mme ce tuffo faccenne 'o palummaro.
'Stu mare ca s'atturciglia 'int'a ll'onne,
mentre è na tavola, po' struppea 'e ssponne.
Quanno tengo dinto 'e mmariggiate,
schiaffeo e vvotto cavece p'e scoglie.

'O cielo se fa scuro...niro, se ncupisce
e tutto chello ca vede ll'arravoglia.
Sott'a luna chiena abbrillo e me sfezzeo,
si me ncazzo, chello ca trovo 'o sbrunzuleo.
Quanno mme sento dinto 'o ffuoco:
s'appiccene ncielo 'e llumminarie,

po' pigliene culore e poco a ppoco,
se tegne 'e arcobaleno tutta ll'aria.
Nun 'o pozzo cuntrullà tutto 'stu mare,
ca m'affonna e mme fa spisso tremmà:
s'agita, me cazzea, m'accavalla
dint'â spumma janca mme fa annaspà.

Quanno so' felice e 'o mare è cchiaro,
i' lasso a rriva cunchiglie e stelletelle.
Se ne regnene sicchie chine 'e ffigliole,
pe nne fa bracciale, ricchine e ccullanelle.
'E notte po'...quanno 'o mare se fa' scuro,
llà...pur'i me metto assaje paura.

Mme ne vaco ncerca 'e nu miraggio,
m'attacco a n'ancora pe mme fa' curaggio.
Nun ô saccio cuntrullà tutto 'stu mare,
ca se sfezzea a me da strattune e scosse.
Ma nfino a quanno ll'anema vo' sfrennesià,
continuo a mbarcà acqua e scansà fuosse.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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