Sei cresciuto nella pancia
della mamma, e dentro il mio cuore.
Ho interrato una betulla laddove
chiunque altro avrebbe timore
ad attecchire le radici, coperto
di stoppia la terra e cercato
di ripararla dal freddo, e lei
in segreto accostandosi mi ha parlato
direttamente nell'anima.
“Nessuno potrà costringerti a cambiare pelle,
e nessuno ha il diritto di metterti i piedi in testa.
Tranne tuo figlio nel provare a toccare le stelle.
Un figlio ha la sbalorditiva abilità di mancarti,
farti sorridere, intenerirti, e farti infuriare.
Un uomo è veramente ricco quando rincasando
a mani vuote riceve l’abbraccio di suo figlio”.
Sogno di vederti un giorno arrampicare
su quella betulla.
Avevo la mano della forma giusta per contenere
la tue, e riscaldarle.
Adesso sei cresciuto,
e le mie mani hai imparato ad ascoltarle.
in quegli istanti
in cui versi reprimono
il desiderio
avrebbe senso
se il vento
scrivesse parole
che facessero capire
quale verbo può suonare
tra le righe dove
regna un disordine
continuo. Se si vedesse
solo povertà, i pensieri
volerebbero, li prenderebbe
la natura e come acqua
scivolerebbero lungo i pendii
di teneri ricordi
ricorderesti quante risate
ti facevi senza rallentare
la durata della vita
se corre adagio
la pioggia bagna sempre
ed ogni volta
prenderesti l'ombrello
Mondo pazzo
In questa società
Classista e discriminante,
appena esci dal seminato ,fanno
presto a farti diventare matto,
e a metterti all'indice;
ma in realtà. A ben guardare,
tutto
il mondo è pazzo,
e il sistema si regge sulla demenzialità,
l’ottusità e la stupidità
generale,
dei mass media,
dei messaggi pubblicitari,
sugli spot e i luoghi comuni idioti
e spersonalizzante,
che ci martellano ogni giorno,
in modo subliminale
e ci rendono schiavi
di noi stessi e delle mode
imperanti, di costumanze
livellanti e di tentativi
di omologarci sempre,
e di renderci tutti uguali,
come gallinacci da cortile;
un mondo sociale,
dove prevale il cretino,
e l’imbecillità è la norma.
al sorriso nella notte
aspettando l'alba.
Mi sento defraudata
della vita, dell'amore
dai sentimenti,
aspetto l'orizzonte
forse
mi riporterà la ragione,
forse
tornerà il sole,
le nuvole se ne andranno
oltre la vita.
Cercherò rifugio
oltre il tramonto
da questo mondo
grande come un’arancia.
O muse di gran bellezza fulse
ignorate me e altre cose insulse.
In questa città odor di cipressi
come imo pensieri regressi
...E bianco spirar di glicini
tra il sole di luglio e il vento
...E bianco tintinnar di ossicini
nell campo santo mossi dal vento
...E un museo di farfalle
tra il lor tintinnio nei pensieri e tra i pensieri
che rifulge una idea con ali gialle
e un dover morale mi domina:
Cercare tamerici tra gli arbusti
Versificare e scolpire busti.
Pure l'ombra mi teme
e ancor più da me è temuta
C'è stato un tempo, un'altro e un'altro ancora
ma non ho mantenuto il giusto ritmo del solfeggio
quando vedevo la notte a sfera
Le fate non sbattono ali -compiuta è l'essenza-
La piccola figura apparsa
Ogni giorno
sola con gli occhi stanchi,
a volte, piango perché vedo la terra
e gli uomini che non cambiano mai.
Cerco una mano un volto
e guardo il cielo lontano cercando
spiragli d’azzurro che mi facciano
sorridere e rendere grazie alla vita.
Vorrei parlarti amore mio, nell'ora
più triste.
Tu però sei lontano , perduto.
Il tuo sorriso,i tuoi occhi
io li vedo in una nuvola.
Le mie mani si tendono verso il cielo
in una supplica,
vicino mi sentirai.
Come vorrei sentire
il crosciare della tua risata.
Il tuo riso era per me come
balsamo sulle ferite
acqua per la mia sete.
Cielo ridammi il mio sorriso,
ridammi le notti d’amore.
Quando apro gli occhi
dal sonno, il mio pensiero va
ad incontrarti.
Rivedo il tuo sorriso ,i tuoi occhi
Le tue mani .
Sorrido, perché senza questo sogno
morirei.
m’innamorai di quanto avevo visto
e a tal punto me ne innamorai
che, sì, d’un sogno mi sentivo preda.
……………………………………..
In una stanza dai color pastello
con le finestre tutte fronte mare,
la mano strinsi a gente che m’amava
e diedi un bacio a una donna vera.
Sul pavimento fresco satinato,
mi rotolai con dei bambini immensi
e su di un letto diventato un forte
feci con loro la guerra dei cuscini.
Si addormentarono così felici
da non escludermi dai loro miti.
Io li guardai con meraviglia uguale
a meraviglia quando tutta esplode.
Mi affacciai a controllare bene
che fosse retta la linea d’orizzonte
e vele vidi… vele e vele colorate
l’un dietro l’altra a consumare sole.
Ne scelsi una, scelsi la più verde
e col mio tifo la portai davanti
fino a sospingerla col vento amico
a un traguardo posto non so dove.
Indi il silenzio scese nella stanza:
tutti zittiti, quasi per comando
di un lungo assolo fatto dall'onda
nel suo morire contro la scogliera.
Di sale l’aria intanto diveniva.
Non più pareti a fare da confini,
mi ritrovai nel mezzo dell’evento
di una vita per una volta al centro.
Mi tramutai in un buffo paguro,
poi scavalcai la cocente roccia
andando a guadagnar la via del mare
dove m’immersi in cerca d’un abisso.
............................................................
Nel chiuder quella porta d’alabastro
pensai a ritrovar d’oggi la strada
e a tal punto poi l’ho ritrovata
che, sì, di un bel sogno ero stato preda.
Ci sono sogni che sotterri
nelle notti senza luna
nessuna croce a custodirli
ci cresce sopra erba nuova.
Finché il sole ti consola
e ti governa leggiadria
i tuoi passi smemorati
non riprendono la via.
Poi ci torni in altre notti
tu, spettro di te, ad ascoltare
eco di voci amate, abbandonate
come sirene alla deriva.
La dea bianca ora è tornata
a governare nel suo cielo.
Non ti dirà qual è la strada.
Sotto il suo regno nessuna pietà.
la montagna più alta del mondo!
Per te affronterei la tempesta
più tremenda dell'oceano!
Combatterei l'esercito più agguerrito a mani nude!
Entrerei nel fuoco per recuperare
il tuo cellulare o negli abissi
piu profondi per riprendere la tua
borsetta!
Farei da scudo a tutte le malattie
a tutte le cattiverie e a tutte le
invidie della terra nei tuoi confronti!
Cara, per te riparerei anche il
buco dell'ozono.......
allora d'accordo ci vediamo giovedi
......solo se non piove però!
i' mme ce tuffo faccenne 'o palummaro.
'Stu mare ca s'atturciglia 'int'a ll'onne,
mentre è na tavola, po' struppea 'e ssponne.
Quanno tengo dinto 'e mmariggiate,
schiaffeo e vvotto cavece p'e scoglie.
'O cielo se fa scuro...niro, se ncupisce
e tutto chello ca vede ll'arravoglia.
Sott'a luna chiena abbrillo e me sfezzeo,
si me ncazzo, chello ca trovo 'o sbrunzuleo.
Quanno mme sento dinto 'o ffuoco:
s'appiccene ncielo 'e llumminarie,
po' pigliene culore e poco a ppoco,
se tegne 'e arcobaleno tutta ll'aria.
Nun 'o pozzo cuntrullà tutto 'stu mare,
ca m'affonna e mme fa spisso tremmà:
s'agita, me cazzea, m'accavalla
dint'â spumma janca mme fa annaspà.
Quanno so' felice e 'o mare è cchiaro,
i' lasso a rriva cunchiglie e stelletelle.
Se ne regnene sicchie chine 'e ffigliole,
pe nne fa bracciale, ricchine e ccullanelle.
'E notte po'...quanno 'o mare se fa' scuro,
llà...pur'i me metto assaje paura.
Mme ne vaco ncerca 'e nu miraggio,
m'attacco a n'ancora pe mme fa' curaggio.
Nun ô saccio cuntrullà tutto 'stu mare,
ca se sfezzea a me da strattune e scosse.
Ma nfino a quanno ll'anema vo' sfrennesià,
continuo a mbarcà acqua e scansà fuosse.













