S’affacciano
sugli argini pietrosi
dolori
E si cammina mano nella mano
mentre ogni giorno tocca
scorticare il fatidico vuoto
- abisso impunito -
Si perde ogni dignità a stare
senza ciò che dovrebbe colmare
eppure accade
e l’impotenza disintegra
quando steli in divenire
sono incendi spenti
Aride praterie
Ho bisogno di stare da solo
quando il Tempo… è solo un dispetto
sotto i piedi il vuoto,
precipizio assordante
buco nero invincibile.
Camminavi
su un velo di foglie secche
scricchiolanti ad ogni passo,
instabili, vulnerabili.
Mirando le stelle
non udivi il suono delle orme,
cicatrici silenziose sulla pelle,
ma il vento.
D'improvviso
lo specchio di ghiaccio in frantumi,
vorresti nuotare in superficie
ma il gelo ti sorprende
Resti lì immobile.
D'improvviso.
Il mondo fuori è un tribunale
La legge è uguale per tutti
(dedicata a tutti i poeti)
è stato ed è danzare tra le stelle..
Persa tra realtà e
misterioso universo,
amarti mi regala
sorrisi dal profondo.
Accanto alla luna,
i miei sogni,
raccolti ed esauditi,
adesso sono
farfalle libere nel cielo.
Si appoggiano su un fiore
e si colorano del tuo amore.
Amore semplice,
ma di grande e nobile cuore,
le tue carezze
allontanano ogni tempesta.
Avvolta solo dal tuo profumo,
mi allontano dalla fredda grotta
e trovo conforto tra le tue braccia calde
e sulle tue labbra.
Sei il mio arcobaleno di felicità!
il giorno e la notte in cui
mi alternerò alla vista
dell’ultima mia insonnia,
del mio caffè perfetto.
Lasciatemi solo
coi piedi incastrati nello scoglio,
il mio foulard sette colori
da sventolare con rispetto
all'alba che mi sveglierà.
Lasciatemi solo
se i miei occhi voi vedrete
affondare nel sottostante mare
mentre concluso é lo sbadiglio
al primo affiorare dei colori.
Lasciatemi solo
nel corso del mio lungo mattino
indaffarato come io sarò
nella ricerca di un sorriso uno
o di un bambino che la mano porge.
Lasciatemi solo
durante il pranzo mio migliore,
fortuna brio e malinconia
disposti a cerchio sul piatto
e in mezzo il fico d’india da sbucciare.
Lasciatemi solo
se mi assopisco un mezzo pomeriggio
giacché non è che dormir riesco
pensando già alla sera che verrà
o alla stella che s’accenderà per prima.
Lasciatemi solo
al primo vecchio lampione acceso
quando il suo cono risucchia la mia vita
e Icaro spettrale nella sua luce volo
per poi scagliarmi sull’asfalto nero.
Lasciatemi solo
al caldo plaid che voglio benedetto
e invece è così fredda la sua lana
che tutto il corpo addosso gli strofino
quasi che sia io a dover dare tepore.
Lasciatemi solo
quando alla fine è tutto a posto,
quando assomiglio a un figlio
che ad alta voce chiama mamma
e ad alta voce si domanda dove sarà.
Lasciatemi solo
nelle mie ore del riposo atteso
quando tra un sonno e l’altro ancora
mi sforzo di sognare in grande,
di ritrovare le persone amate.
Sono una piuma,
volteggio nell’aria leggera
e non sento più il peso e quella forza che mi spinge inesorabilmente giù
e non sento più quel senso di costrizione, quella morsa che mi paralizza.
Sono una piuma
e sono libera,
di cadere,
di farmi sospingere dal vento senza una meta
Fino a quando l’aria sarà calma
e lentamente mi avvicinerò al suolo,
come in una danza
Sfiorerò la terra e mi abbandonerò completamente
Lasciandomi accogliere dolcemente
Lascia che il sole
possa stupirci
non c'è niente di irreale
di falso in quel tempo
che finirà
vedremo l'orizzonte
più vicino lo prenderemo
con le mani al volo
nelle notti sveglie
la finestra aperta sarà
finchè il freddo
non sentiremo
e l'angoscia non sparirà
da quei pensieri stanchi
fatti di immense parole
senza un punto decisivo
per arrivare alla fine
di una strada sterrata
sotto la neve indurita
schiacciata finemente
Mi spengo
nel nocciolo della sera
come infranta promessa,
come piuma d’atmosfera
calzata da un campo di grano
ed un rifugio di strofe
si scuce in lontananza
in un battito di noi.
E l’universo balbetta
squarci d’infinito,
furti d’incerti domani,
ed io divorzio dal difetto
d’un ritorno inesperto:
son mareggiata di luna
su scarabocchi d’orizzonte.
Se questo ballo
me lo concedi,
accompagnarti sarà
come sognare con i tuoi piedi.
Sei quella che titubano gli occhi, quella
che il tempo lo ferma in adagi stupendi.
Qualcosa tipo una ballerina sulle punte.
Quando balli non sudi, risplendi.
Quel che avvicina non è la comunanza delle opinioni, è la consanguineità degli spiriti.
Marcel Proust
sono lì per essere il tempo stesso
stupendo il lato nord dal rigoglio di selva
che invita brezze a svelamenti d’ombra
senz’ordine i pensieri, e sopiti i tormenti
per vecchie strade che tutte lì conducono
a vuotare coppe all’essenza del mirto.
mancanze non si tacciono, più volte sfiorate
ad accenno di luna. luce colta di sorpresa
-di chi la presenza che l'assenza comincia a tracciare?
offre un dolcetto, l’ospite, unico e semplice
alla fanciulla in fiore -perché si ravveda Albertine
le cui risa bruciano nevi lontane-
un sapore che la giovane non ha incontrato
su nessun tavolo, porto da nessun’altra mano
dal nome magico che evoca sogni infantili
ma non pronunciato. solo successive parole
alla leggiadra rivolte -perché non t’ha chiamata,
tua madre, Madèl? s’intona
tale morbido lemma al tuo passo.
la radiosa si leva via uno stivale
e il piede -provocante? sì
ma dolce nel contempo senza lacci
lo bagna nel laghetto, come
la piuma rosea di un cigno.
balzano gli occhi di ognuno sulle acque cangianti
seguono a discorrere, rapiti e taciti
vi affiorano amori perduti
qualcuno ritrovato.
sorride la musa di Vermeer
da una natura morta destata
-chi è costei davvero, dov’era in viaggio?per costruire immagini e profumi,
una vita
distrutta in due minuti,
una vita finita...
Un muro caduto sotto la dinamite
volato via
come un soffio di vento,
volato via
come un aquilone.
Una chiave rotta
nella toppa di una porta
troppo vecchia per aprirsi.
Frammenti di ricordi
quasi trasparenti,
contorni ingialliti dal tempo
che corre veloce.
Tra la folla ti aggiri infelice
condizionata
tra la pace che vorresti trovare
e dal tuo spirito libero
che ti fa viaggiare
fra la realtà e la fantasia.
Il tuo spirito libero
e la passione dell'avventura,
la gioia di vivere nuove esperienze.
Ti accompagnano verso l'orizzonte
a trovare ogni giorno
un sole nuovo, diverso...
Ma il tuo coraggio può ferire
come un pugnale
lanciato dietro le spalle.











