Per via di queste gambe malferme
sarebbe prima o poi dovuto capitare.
Cerca solo d’uscire amico mio, lo stridio
dei tuoi lamenti non ci serve, e col naso
all’insù mi sopraggiunge un inaspettato
magone che mi coglie divisando
le scie lassù siano le lacrime di Dio.
La finestra dello scalone è chiusa,
e un bambino fuori nel cortile bestemmia
Cristo con un dito nel naso.
Dal tuo guaito verso il vetro impataccato
mi distolgono ciurmaglie di ragazzotti
che orinano nelle bottiglie vuote di birra.
E intanto il sole volge in ultimo all’occaso.
Proprio come un tempo.
Devo toccare una foto per poterti accarezzare.
Tu che eri la sola a comprendere il linguaggio del mio cuore.
Nessuno lo comprenderebbe.
Strappata via dai quei giorni meravigliosi che avevamo programmato insieme.
costruiscono muri,
accettare le delusioni
senza dargli troppo peso
andare avanti
anche quando
vorresti morire
a dispetto di
chi ti ha ferito
ignorare
i vuoti che mi opprimono ma
non possono essere colmati
ricordarsi dei sogni
fatti da bambina
la distanza mi strappa
gli occhi
nuvole alte
come fantasmi si avvicinano
l'orizzonte e irraggiungibile,
guardo dietro di me
sulle labbra
ancora urlo il tuo nome
sento ancora quell'abbraccio
ci ritroveremo in un'altra vita
e con voce tremante
affronto un'altra salita.

Albori, anni e secoli distinti,
anime inermi ad aggirar le stanze,
dipinti a raccontar storia,
senso di riscatto che il tempo dona,
storie di memore bellezze
scritte in calco d' amori e dolori eretti
sogni aperti ad altri sogni da far sognare.
oh Palazzo Odescalchi a dominar la piazza
con le finestre aperte ad osservar passanti.
Maestosa visuale, solenne e cordiale
a salutar giorni, mesi e anni,
ad aprir danze e banchetti,
battute di caccia nel giardino all'italiana,
alberi, piante e fiori a contornar il viale..
Vivesti e vivi ad immagine presente
quel fu di Principesca vita
ove possente è ancor la visione e
fa calco con il cuore,
ed ogni lato del maestoso palazzo
dona gloria agli occhi
un cenno di lievezza ad anima gentile,
tocco d'allegria a rallegrar storia.
Fantasmi indisturbati ad abitar dentro le mura
parlano e sorridono e lì dimorano
anime e storie!
canterà all'orecchio,
e il giorno sì aprirà ai nostri limiti.
Se devo ascoltarlo per potermi lavare,
allora sentirò la sua voce,
quanto costa una fine che non era...
Ma ora cancello ogni rimanenza,
che mi attraversa l'anima,
nessun posto sarà più come prima,
dove il tuo carma mi completava,
aspettavo solo, il tuo amore
che parlasse come la pioggia mattutina,
così fresca e leggera,
così leggera che fa solo bene.
Ma ora le parole sono morte sul tuo labbro,
che forse vorrebbero ancora dire
quale amore ti è rimasto dentro
per me...
Chiudi la bocca
sbagli a parlare!
Chiudi gli occhi
sbagli a guardare!
Frena le mani
sbagli a fare!
Blocca la mente
sbagli a pensare!
Neanche te ne accorgi
di spegnermi ogni volta.
Getti acqua fredda sul mio fuoco.
Ed io mi sento sempre più piccola.
Sempre più sola.
Sempre più distante.
alle luci dell' alba?
Prendimi per mano
e corriamo insieme
lungo quella via,
tra il sapore dei nostri baci
e risate profonde,
i primi raggi del sole
stanno arrivando.
Illuminano il nostro viso,
che rimane incantato,
ascoltando la melodia
dei nostri battiti.
Siamo miriadi stelle
nell' infinito.
Una barca
che ci raccoglie,
tra le acque splendenti
con cigni bianchi.
Una rosa splendida,
in un giardino,
da riconoscere
anche ad occhi chiusi.
dentro vortici di rabbia
Lenza tesa dentro il cuore
pronta a coglierne l'amaro
Sfugge mente dai confini
a cercare mondi ignoti
sopra oceani di mistero
come uccelli migratori
Ho svuotato le mie tasche
dai ricordi di una vita
consumati già dal tempo
in un limbo ormai confuso
Via col vento come sabbia
a disperdersi nel mondo
Via dal buio e dai suoi tarli
verso luce e mari aperti
Ebbi gocce salmastre ad
imperlar corolle e
falene ad impollinarle,
cantavano cicale ad ascoltarle e
sognai, prati immensi a
correr nell'erba fresca e mattutina,
boschi dalle risa fragorose in
cerca di funghi a
cuor d'autentica amicizia,
battito a tamburo a
scandir il tempo dell'amore
vortice a soffocar aria.
Ebbi e raccolsi emozioni sincere e
pensieri a vincere sul cuore,
buoni propositi da proporre e
condurli a destinazione..
Ebbi notti insonni e
sospiri a sospirar mattini e
vagabonda luna a sussurrar opinioni.
Oh luna parlammo e parlandoci ci comprendemmo!
Ebbi parole a completar opinioni
amorevoli sensazioni a fin di bene,
frasi ad enfasi serena e
spazi fioriti ad anima volatile.
Ebbi amore a coniugar anima e cuore,
mosaico a comporre ad incessante battito e
scandir umana sensazione.
Cuore avranno udito il tuo battito d'amore?
Ugual cura ebbi di te cuore che
disinteressatamente amor doni e ricevi!
Cosa volevi tu
da quel petalo
cercavi il suo sguardo
proteso altrove
reciderlo sarebbe significato
farlo morire
e lo hai lasciato li
austero tra le foglie
e ti parlava di vento
ti parlava di sole
girava le parole
affinché tu le ascoltassi
quanta meraviglia
in poche righe.
Il verde
il giallo
l’azzurro del cielo
appagato di stelle.
spera di vederla
colma di desideri
che addormentandoti
ti accontenterà
dopo tienila stretta
Nei sogni che farai
lei ti conquisterà
e sorridendole
saprà donare al cuore
la speranza nei tuoi occhi
sfiduciati quando ascolti
un presente affaticato
dove iniziano una serie
di complicazioni
trascorrendo il tempo
nei parchi solitari
Fotografa quella storia
e dimenticala.
Le tracce spariranno
solo piume resteranno
e felice sarai
senza sentirti inseguita
spinta dal vento
in bianco e nero,
palazzoni,
meta
di povera gente
che ogni giorno
lottava
per sopravvivere.
Quasi tutti
arrivati da piccoli
paesi,
dove la fame
faceva da padrone.
Tanti drammi nascosti
o dimenticati.
la speranza di una
vita migliore,
la speranza rivolta
verso il futuro.
Poche macchine
da molti desiderate,
un'organetto
regalava canzoni
in cambio di una
semplice moneta.
Come semplici
erano le speranze
dei nostri nonni,
senza pretese.
Con la voglia
di creare un
mondo nuovo,
migliore per tutti.
Vedo muri di pietra profumare
come degli alberi da frutto in fiore
E un mare verde di prati parlare
come un dipinto senza pittore
Dovrei forse io, stremata ragione
Veder quel che è tangibile e reale?
Un morto è un morto e il cielo un'illusione
e la vita uno scherzo ad un funerale.
Mia insana ragione, cosa puoi darmi?
Forse il fragore di macchine in corsa?
O quest'anima che bacia con armi
Cumuli di pensieri indotti a forza?
Almeno lasciami il silenzio
Dei miei occhi accecati
Sul pensiero medito mentre
Intrecci dei miei capelli si lasciano
Pigramente
Ammaliare dal
Vento.
Odo cio che non odo,
Le mie braccia distese sul prato.
Vedo formecoloriarcobaleni
Che incessantemente
Nella tela fluttuano.
Il mio volto disteso di lato sull'erba.
Tu solo,
Verdevero
Fresco e
Odoroso.
Noi in cerca di tesori, in vascelli e galeoni.
Noi che ci aggrappiamo a chimere per non affondare.
Noi sempre scontenti, ché nulla mai ci sa bastare.
Noi gabbiani in volo su spiagge e lidi.
Noi che simili a uccelli costruiamo nidi.
Noi che osserviamo il cielo, per capire fin dove possiamo arrivare.
Noi che guardiamo fin dove si riesce a guardare.
Noi che quando ci emozioniamo, le parole si bloccano in gola.
Noi che ci piace amar tanto...e non una volta sola.
Noi che ogni sera speriamo di ritornar domani
e lo facciamo tenendo giunte le mani.
Noi che quando invecchiamo, ci nascondiamo dietro le colline...come fa il sole.
Noi che quando piangiamo ci duole il cuore.
Noi che con gli occhi fotografiamo il mondo.
Noi che speriamo nell'amore più profondo.
Noi che conserviamo immagini negli album della memoria.
Noi che rinverdiamo coi ricordi qualche vecchia storia.
Noi che ci corichiamo quando il giorno va a dormire.
Noi che chiudiamo gli occhi più volte prima di morire.
Noi, che in balia di eventi che non possono mutare,
ci tuffiamo nella vita...e moriamo come le onde...nel mare.










