conosco il ritmo, l’umiltà,
l’andatura e il gesto
non allineati del coraggio.
Il concetto che si fa attuazione
colore, materia, legno, creta
bronzo. Leghe e legami.
Il pensiero cardato dalla scrittura.
So delle tue mani la carezza
sul viso e dentro. Più a fondo,
a fondo più di quanto appare
la minima luce, il minimo corpo.
Venero le tue mani forti e delicate:
il polso che congiunge alla terra,
il carpo dove si muovono strade,
il metacarpo, più invitante, di sentieri,
le unghie sono richiami felini,
i palmi coppe con miele delle nubi,
le falangi destinazioni per migratori.
Delle tue mani non conosco la rabbia,
il pugno scomposto,
il cambio repentino delle carte,
la falsità del baro.
Conosco l’autentico respiro dei tuoi pori,
la complessità delle articolazioni nervose
che obbediscono a un caso di scelte.
So i muscoli, i gangli e le sinergie celesti.
Celeste
so il caldo tepore delle dita
quando mi prendi per mano
e intrecci tenerezza alla tua.
Sagome di legno e metallo mi circondano, luci al neon;
Aggrappato al silenzio, le mie mani scivolano veloci sui tasti.
Uno specchio capovolto dentro la mia anima, sullo schermo una matrice binaria;
E mentre rincorro un pensiero un altro si affaccia, sulla soglia della mille volontà.
Respiro il ticchettio dei tasti mentre l'abbacinante vuoto mi circonda, e cadono petali di speranza.
scorre il giorno senza schemi,
e nell'aria l'odore della terra umida
si confonde con l'aroma delle lacrime di sale,
così strano questo sapore...
Sa di battaglie perse e delusione,
sa di voglie ancora non dimenticate,
ma il trascorrere delle ore porta
la consapevolezza di un vuoto,
che non si può colmare.
Fredda è l'anima e un po' bagnata,
come questo autunno che non vuol arrivare.
Fredda...come un rimbombo di crepaccio
che spacca il cuore.
Prendo atto ...
non sarò mai famoso
non ho aggiustato il passo
nel tempo. Più che metafore
lancio meteore e la metrica
la lascio sciolta e libera
di vagare sull'onda
tempestosa di
anima rigogliosa
e non m'affanno
sia già stato detto
in proprio ribadisco
pongo in risalto, dico
dev'essere considerato
poi, ognuno resta libero
di interpretarlo o meno
perché lo scritto, domani
avrà bisogno d'ossigeno...
Io dalla toppa, controllerò
Dove vanno questi occhi
quando la tua pelle si spoglia?
Dove volano questi pensieri
quando i tuoi occhi l'amano?
Dove toccano queste mani
quando la malizia le seduce?
E la bocca... si la bocca!
Dove brama questa bocca verace
quando la tua assaggia i sensi impavidi
della mia pelle in sussulto?
Vanno li... tutti i sensi vanno li!
Vanno dove due anime spiccano il volo!
Vanno dove due corpi prendono fuoco!
Vorrei nutrirmi solo di te
Dei tuoi pensieri al tramonto
Della tua pelle sotto le lenzuola
Della tua carne umida sotto la pioggia
Vorrei che mi bastasse il tuo silenzio
Che le parole fossero inutili mentre scopiamo
Che il senso fosse prestampato nel modulo
Di quello che firmiamo quando diciamo si
Dovrei farmi bastare le tue paranoie
I tuoi sorrisi di schermo e le tue emicranie
Voltarmi dall'altra parte del letto sfatto
Forse basterebbe davvero una capanna per il nostro cuore
Anche se non bastasse, potremmo sempre chiedere un mutuo
Per comprare i nostri sogni
Per comprare sentimenti a buon mercato
Per illuderci che in fondo tutto si puo' comprare
Sarei allora come un cannibale vegano
Che mangia una carne finta fatta di foglie
Che crede di essere amato da una stronza
Ma che alla fine non ha che foglie verdi sotto i denti
E la fame vera lo divora dal di dentro e lui
Muore senza
Amore
L’alba nelle trasparenti sfumature
di cielo, come quelle dell’iride
che apre al sorriso, chi ha scelto
il percorso ha sbagliato rotta,
perché riservare alla seconda
età di Saturno la trama, l’onda,
il gusto tosto e dolce di ricotta
e pistacchio a forma di confetto?
Reti del caso che ci governa, nitide
all’occhio ma disconnesse dalle figure.
Avresti voluto una scala a ritroso?
Un fulmine leggero cui arrampicarti
per guadare il tempo? Un fiume
alla sorgente del bisogno d’amare?
Siamo rive di rami, scriviamo
di dive che lanciano dadi,
di stami di sentimenti, di richiami
attraenti, con fauci di braci
a incrociare bocche incandescenti,
coscienti che altrimenti tutto
sarebbe stasi d’accenti,
strali di tormenti vuoti.
Siamo astrali comete in ascesa, spazi
invertiti di rotta, strati di ricotta
e zucchero, sospesi nello scavo
di uno sguardo che, dal balcone
dell’infinito guarda adagi di silenzi
e scrosci di fiato anticato.
E a lato del nostro riparo della notte
tra le note della canzone del sussurro,
c’è l’azzurro e il blu di Chagall,
l’oro travestito da rame, la fame
di ogni peccato della carne. L’insonne
delle quattro del mattino è indenne
da colpe da espiare, se c’è un esame
da superare può chiedere a Chantal
di darle una mano con uova e burro,
sino a quando le torte non saranno cotte.
spogliati del mondo troppo freddo
circondati di passione,
di amore, di sogni.
Non rischiare
di andare oltre le emozioni,
respingi le incomprensioni
e accendi
quella luce di donna forte
e coraggiosa.
Rivolgi gli occhi al cielo,
reagisci.
Ascolta quel raggio di sole,
che colora l'anima
corri
non perdere la speranza
la serenità
splendera' nel tuo cuore.
Per i diritti miei hanno lottato
Lacrime hanno versato
E oggi spensierato vado
calpesto con un sol colpo
I frutti del bel campo coltivato.
Hanno spento la luce?
Non disperare
La torcia del telefono
Posso attivare.
La morte di Dio
Gli hanno sparato
Come ha fatto il proiettile?
L'ha perforato?
Odi anche tu questa marcia?
Battono i piedi a terra.
La gente che urla
La folla che salta
Niente più silenzio in questo mondo.
O luce eterna che sola in te sidi,
L' incanto lucente da lungi hai smarrito.
Il tuo atomo opaco del male
Pian piano si va distruggendo.
Le docili bestie
Col cuore hai creato
Diamo loro la nostra plastica quotidiana.
Anime perse nelle tenebre,
Guardano in basso
E trovano schermi lucenti,
I soli che all'angosciante buio
Un senso riescono a dare.
Cercare il desiderio che si schermisce
osare perdere la parola che gorgoglia
infangare a piene mani i buoni ricordi.
La sera si sorprende del buio interiore
lascia una fiaccola accesa tra le mani.
Potremmo mangiare pace
e bere armonia, potremmo
aver per casa il mondo
ma il caso ce l'ha escluso
potremmo stare
a contemplare il mare
inebriarci in fiori
parlare con gli uccelli
e gli animali tutti
e a mani nude
raccogliere pesci
... potremmo stare
a parlar d'amore
ma senza infierire sul nulla
sul peccato originale
e i suoi fratelli
noi proprio
non sappiamo restare
è come ...
se mancasse il sale
eppur si muore
ancor prima che faccia sera.
Potremmo ...
purtroppo preferiamo
gustare guerra
e sputare l'amaro suo veleno
ché non abbiamo
paura della notte noi, noi
siamo esseri superiori.
A fatica cerco di rassegnarmi
a questa punizione malefica,
che lascia il suo sarcastico sorriso
nella vastità di ogni mia azione.
Non mi capacito all'assenza...
e nelle mie malinconiche fantasie
faccio ritorno tra le tue braccia,
ma trovo il tuo sguardo distratto e,
intorno a me, la tua indifferenza...
fa spegnere tutte le luci.






