E son qui, col peso degli anni
che greve al crepuscolo appare
e lieve diventa al sorgere del sole.
Qui - tra le braccia dell’oggi -
conquisto le ore del declino
in esse versando aria frizzante.
Aprirò tutti i pori al pensiero
di volerli riempir di frescura,
ossigeno del nuovo sogno.
Fermo l'istante che procura ferite,
è vivo il dolore e le grida di vendetta.
Lotto in segreto, ma fiacca... mi arrendo
incapace di persuadere quell'invasione
di rossa amarezza, che lascia sulla pelle
una scia immortale di litanie e lamenti.
Percepisco il calore di due gocce
che lentamente scendono sul viso,
una è una lacrima che luccica,
un altra è una stilla di sangue.
Le guardo in un riflesso di me e
sarcasticamente fiorisce un sorriso...
pensando che tutto questo l'ho voluto io.
aspetto che nuvole lievi
mi conducano fuori dallo
spazio del nostro mondo.
Eternità è il mio essere nuovo,
porta invisibile oltre
l'umano scandire dei giorni.
Dimentica sarò del mio futuro,
finta pagina bianca inchiostrata
fin dalla nascita.
Vaghero' astro bianco
tra luci smaglianti, pregherò
per alleggerire fardelli
di una vita ormai
non più mia.
Gli angeli ci invidiano
di non sentirsi chiamare papà e mamma,
mentre vegliano da sopra la capanna.
Sembra pensare Giuseppe dal suo posto
vista ala, come impietrito a caldo nella colla.
Così strascicati coi passi accalcati della folla
i miei pensieri, e nei pochi centimetri per le
gambe e di cielo scoperto una lacrima dal volto
di Maria scivola sulle vesti fin all’asfalto
dove la sofferenza appartiene a degli altri angeli.
La raccoglie per sé un magio nella sua grolla
insieme alle altre, intanto sfumatura tra la folla
un pastorello conta le briciole di indifferenza
-ma oggi che è Natale- tra quelle di pane…
è una signora perbene pure la carezza della fame.
la strada verso un sogno.
Le foglie autunnali scricchiolano
sotto i piedi.
Anche se vedi lo stesso colore,
guarda l'orizzonte.
Il vento ora soffia meno forte,
i passi così diventano danza.
Ed ecco che il sole ti sfiora la pelle.
Le ginocchia sbucciate,
non sanguinano più.
Ora che credi in te,
puoi raggiungere ogni obiettivo
e ricorda di non girarti indietro,
non guardare più il tuo passato,
ma solo il tuo futuro!
della voce che strazia
torace e mente mia.
Si odono movimenti
delle foglie mosse
dalla tempesta del vento
e dai taciti pensieri
dove in preghiera invoco
il nome tuo in eterno.
È un sopravvissuto cuore
che l'amore ha raccolto
e nascosto nel suo centro...
nel suo universo perduto.
Nel silenzio assordante
tutto si disperde e si raccoglie
in un amaro pianto in gola
fermo li ad aspettare
la fine di quell'eterno.
Sgombro il campo
dall'assedio e tende
di ogni inutile battaglia
così da percepire
il battito del tempo.
Tutte si son perse
ancor prima d'iniziare
perché comunque sia
l'amore cede il passo
all'egoismo umano
per costante privilegio
d'aver tensione accesa
- e qualcuno c'è sempre
a pagare la bolletta -
All'armistizio mi costringo
d'amicizia un ampio sodalizio
con e per la vita mia
per poi perdermi nell'anima
e poter ...
contemplare il mondo.
nel vicino scuro fiume
trascinando i miei pensieri
arrotati come pietre
e nella notte spenta di rumori
accartoccio nelle mani
scritte lettere incomplete
lasciando nello specchio
le mie prime tristi rughe
... e resto così attonito
con le parole impigliate
nella bocca...
in questo strano
oscuro
afasico sentire..
A volte par amaro ottenere dalla natura
questo quale semplice sesso
Se già la creatrice, atea naturale
ha creato corpi di diversa forma.
Senza spiegazioni, diranno, l’abbiamo tradita.
Giudici di altri, di sesso, ossessionati
ho i genitali ribelli, crudi, gonfi.
In continuo e frenetico vivere
fatico le risposte, le sudo,
ma credo nella prole feconda di cultura.
Amore e sesso.
E dai genitali romantici, prole è
questa, futura, con la speranza
di equità.
Ho i capelli corti e sono donna.

Tra le querce ingombre
di ricordi
ti chiedi dove siano
le tue incastonate
furbe bugie
...
come ghiande
da dare ai porci
marciscono...
...
a gara frenetica
disseminati semi
d'innata follia...
ti ricordi?
eri quella che cadeva
dall'alto dell'Olimpo
segnata donna
che baciava Giove
sui calzari dorati
...
un'impresa salire
e ricadere ferita
tra le aguzze rocce
della presunzione
...
tra le foglie immote
non il vento che vince
solo un aspide che sale
a mordere il cuore...
...
a rinnovare la dose
mai sazia
del veleno in corpo...

senza nessuna sbarra.
Ordine nel disordine,
disordine nell'ordine,
disordine delle
emozioni, in conflitto
con la ragione.
C'è solo confusione,
confusione ovunque.
Non importa,
mi hai fatto capire,
cara confusione,
che non sono
una macchina
che esegue
semplicemente
i comandi,
ma una persona
con bisogni
e desideri anche
contrastanti.
Mi hai insegnato
che non sempre
chi corre arriva primo.
Mi hai insegnato
che a volte fermarsi
è il modo migliore
per arrivare
da qualche parte
o almeno per capire
dove si vuole arrivare.








