Penombra
Fuori la notte,
colora strane forme,
e sagome abnormi,
accanto alle luci tremule dei lampioni,
silenzio strano,
non un rumore,nonostante sia
il tempo di primavera,
nonostante il risveglio del creato,
almeno la notte,
da un po’ di pace,
alla mente,
e scaccia i pensieri,
stai con te stesso,
domani è lontano,adesso.
Volevo scrivere l’Amore ma
non ho parole
per questi giorni
che lenti sfilano
sommessi, sommossa
d’ a n i m i
che senza messa
passano altrove
Non un saluto
non un lamento
a corteo
fuori porta
dove il bianco e le croci
si uniscono in preghiera
Sfilano rondini in abito nero
questa volta senza gridare
Al secondo piano
primavera lo è per prassi
ma quest’anno …
scende ben oltre
in una ribalta
da l’assolo rubata
del parassita
replicante assoluto
di un quadro esposto
a sgomento infinito
astratto nemico
strumento di guerra
che suona la carica e stona
continua … e peggiora
però migliora la forma
il mondo si ferma
svolta, in calda ricerca
… e tanta speranza.
Il sapore di un amaro ricordo
s'insinua e stordisce pensieri
e ogni parte di un soave sogno,
dove il mare coi suoi tramonti
influisce a non lasciarmi andare.
Sospeso, tra le inquiete onde,
infierisce per non abbandonarmi,
battendomi sul cuore e sui sensi.
Sinuoso e stonato come sempre,
lascia sensazioni di un solo brivido.
Il sapore di un amaro ricordo mi tiene,
ormai, in ostaggio da sempre.
All’indirizzo della solitudine
regalai il vuoto dei miei giorni
e stancai le ferite del mondo
che m’abitavano nel petto
come letteratura d’anima
rubata al tempo del mio ero.
E fu ladra di silenzi
questa mia grafia d’illusioni
fiorita fra gli aquiloni del dolor
e telefonò alle scrivanie dei miei echi
questo rossetto di cielo
lasciato a morder la confusione
del battito dei miei pensieri,
son crepuscolo in ascolto
colato sulle geografie del mio ritorno.
salmonella infida
che ad infettarci
per te è ormai una sfida
risparmiaci, orsù
dell'ospedal la stanza
per quei problemi
dovuti al mal di panza
Tu che ti annidi
tra i pesci ed i molluschi
lascia da parte, dai,
i tuoi modi bruschi
Sii più gentile
non fare la monella
tu che ci provochi
ahimè, la cagarella !
E se proprio non vuoi
sentir ragione
ti stordirò
col buon piramidone
e presto finirai
la tua carriera
tu e tutti i virus
del colera !!
stelle inesplorate,
lontani anni-luce dai miei
rubini rosso sangue
topazi
animati da candida luce solare
verdi smeraldi
figli della grande Madre Terra;
origine primordiale di tutto
sale della vita
ricchezza infinita
fonte di ogni tipo di felicità e gioia
mai accolta da mente umana alcuna.
Rilucevano d'un gran lume
d'un gran bagliore
che produce
un eterno accecamento dell'anima
stupefatta
imprigionata
nelle dolci ragnatele
intessute dal tuo sguardo,
che come un ragno
aspetta l'arrivo d'una mosca
da cogliere alla sprovvista.
Volai tranquillo per un po'
poi sentii il tuo caldo
abbraccio
chiudersi amaramente sulle mie piccoli ali logore.
colpiscono dentro,
sere fumose
ricordano il centro.
Pur malinconica
la luna ci accoglie,
giochi di luci
colpiscono sveglie.
C'era una volta,
una volta c'era,
ognuno un ricordo
ogni atmosfera.
Non si è perso
l'umore gioioso,
in questo momento
solo congelato.
Torneranno giorni
di pura allegria,
per far scorrere
Il tempo
un po' di follia.
Tornerà un bacio
un abbraccio fraterno
tornerà il paradiso
dopo l'inferno.
Tornerai a brillare di sole
tornerai a far luce
nel cuore
due parole al cielo lassù’
Italia mia
sola sei tu .
Vuota di parole
vuota di magia
vuota di profumi nella via
vuota nelle piazze
vuota nei musei
vuota nei pensieri miei.
Troppe lacrime
oggi germogliano
un sussurro di baci
arcobaleni appesi al sole
aquiloni forse
solo illusioni .
Ti ascolto e mi culla la musica
mentre il vento
sposta lo sguardo
ed ora abito
dove tu abiti
malinconia .
Torneranno le stagioni
torneranno gli amori
tornerà la frenesia
tornerai a vivere
Italia mia.
con premura sciocca,
non sono per omaggio alla bellezza
né per mostrarti sintomi d’amore.
Lo sguardo che ti porgo
con qualche ansia in più,
trascini ai tuoi piedi le antiche pene
e al tuo perché le mie nuove paure.
Se ora ascolti queste grida,
non aprire il tuo sorriso amaro
in un’amorfa smorfia nera
e lascia cantare la mia speranza.
Accogli le rose che ho sottratto
alle narici d’una donna ignara.
Annusa il retrogusto della vita
e, per un istante, scopriti inutile.
Poi, rimani ancora più lontana
e non seguire presto le mie orme.
Assaporo tardi le gioie della vita
ed oggi io ti rifiuto, o morte…
che impazziscono per la brama.
❀
Se vuoi tenermi per sempre,
prendimi e portami lontano,
dove una poesia possa darmi
un piacere peccaminoso...
fino al pulsare delle sue parole.
❀
Se per il cuore ti attraversa la paura
e non vuoi che io perda la testa,
allora pensami soltanto,
con il rimorso nell'anima...
di non aver potuto fare altro.









