Grazie mà
Perché quando chiedo,
quando ti cerco,
se ho bisogno,
se ho paura,
e non mi sento di esserci,
tendo la mano e tu ci sei,
mamma,
una vita di sacrifici e di lavoro,
di peripezie e dolori,
fatichi in silenzio,
dai tanto e prendi poco,
e sopporti a volte il mio malumore,
grazie mà.
ora più che mai.
Sei li
a danzare con gli angeli.
Mamma
tu che mi hai
cresciuto con amore.
Ora sei e
rimarrai nel cuore.
Mamma
tu sei nell'anima,
ti voglio bene.
Il desiderio
di riguardati negli occhi...
sperando di poter leggere qualcosa
varcando i limiti forti, profondi,
Ma devo accettare
che tu non ci sei più
che non posso più guardare i tuoi occhi
non posso più leggere niente
non posso vederti sorridere
non posso sentire la tua voce.
Posso solo tenerti nel cuore
cercare di superare il dolore
mamma ora sei in cielo.
Oggi non voglio capire questo Cielo
altalenante e voluttuoso
volubile come l'umore di alcune donne,
sempre in debito con la vita.
Oggi voglio stare con me e i miei pezzi
Ricordi, dovevamo ricomporli insieme?
oggi le note sono molteplici, sfaccettate
come un'anima alla ricerca di se!
Vorrei cancellare questo cielo
cosi sereno , cosi azzurro.
Le nuvole sfrangiate che riesco a raccogliere
sono i miei pensieri.
Cattivi tasselli di un mosaico complesso .
Dalla mia finestra
la notizia del mattino chiude
la sera ,
la distanza degli occhi allontana le mani ,
le attenzioni dei respiri hanno
giorni di pianto .
Abito dove abita la paura
nella carenza delle regole
di un nemico invisibile che
come un re
piega ai suoi voleri
il popolo
e non ha scrupolo.
Pieno di energia dinamica creò la delicatezza.
Dall'insignificante polvere
creò una macchina perfetta
anzi due.
Eravamo un progetto eterno.
Provenienti dall'amore,
dovevamo donare amore.
Creati da un essere giusto,
nelle nostre menti non c'era ingiustizia.
Eravamo esseri forti, bellissimi e creativi
perché lui adora la varietà, il colore, la creatività,
minuzioso era il suo lavoro.
Voleva essere imitato,
chiamato Padre
darci attenzioni, tenera cura
perché siamo i suoi Piccoli figli generati direttamente dalle sue Grandi mani.
Ma poi apparve Lui.
Un essere scintillante e crudele.
Con la sua sete di potere
ci soggiogò,
ci disse menzogne in gran quantità,
ci trascinò nel peccato,
ci fece conoscere cos'era la morte.
Tutto portò alla chiusura dell'Eden
e il suolo maledetto fu a causa nostra.
Dio si dispiacque quando sotto ai suoi occhi
ogni cosa si rovinò.
E detestò Lui, l'essere scintillante e crudele
che ci disse: i vostri occhi davvero si apriranno!
Ora avremmo conosciuto il bene e il male,
anzi di più il male a cui ci eravamo venduti!
I nostri giorni erano contati.
Incapaci di arrivare fino a 1.000 anni.
L'amore diede posto all'odio.
La giustizia diede posto all'ingiustizia.
La potenza diede il posto alla debolezza.
Noi esseri insignificanti e corruttibili.
Non meritavamo più niente?
Non potevamo avere una via d'uscita?
Dio non ci avrebbe più parlato? E tanto meno ascoltato?
Tu non sai quanto Dio soffre quando vede soffrire.
Dio vede anche quello che noi non vediamo.
Dio ascolta i nostri lamenti,
le nostre richieste,
la nostra immensa solitudine,
il nostro desiderio di tornare ad essere quello che eravamo.
Sì, aneliamo essere di nuovo il suo progetto eterno.
Il Creatore che tradito fu dalle sue creature,
tanto amore da donare lui ha.
Il Paradiso farà tornare.
L'armonia ripristinare.
Il suo buon nome,
la gloria sua,
ad Armaghedon combatterà e tutto come in principio tornerà.
dove imparo
a conoscere il silenzio
dentro di me.
Dove la vita
mi dà
ma anche mi toglie.
In questo mondo che ruota
non esistono certezze.
Assaporo ogni singolo giorno
ogni briciola
che la vita mi regala.
La dolcezza di un fiore
che mi accarezza l'anima.
Un pettirosso rallegra
giardini avvizziti,
accompagna
l'allodola nei suoi canti
oltre i boschi,
dove scoiattoli
giocano a nascondino.
la natura aiuta sempre l'uomo
nei momenti difficili,
briciole di vita
che infondono speranza,
lontano da luoghi contaminati.
Sorrido...
il suo ricordo è pensiero.
Delia è la luce della notte
un'amica col cuore d'amante
un coro sommesso di risate
mentre la copro di dolcezza.
Estasi nel sogno sempre viva
una risposta che elude i dubbi
la parola amore che lei ricambia.
Delia è la forza costante
della mia assennatezza.
Nella solidarietà infinita
dei fratelli, non solo d’Italia
più di bara che ci unisce
preferirei una barca
anche con voglie annesse
- sul pescato e sul raccolto -
e, a mal di mare, connessi.
È bisogno che ci unisce
scollegati …
non ci si può certo calpestare.
Lui non guarda per le tasche
tanto quanto per le teste
e s’approfitta a piacimento.
Quale grande amante
ha scelto tradimento
debolezza …
pressoché a parvenza umana.
Non annega la speranza
ma non so se goder l’impatto
o al futuro affrettarmi, ché so
dell’effimero suo momento:
sia per teste, sia per tasche
tacito è l’accordo - Publio Cornelio
da più tempo testimone -
e, come sempre, sarà sciolto
… al primo molo.
Mentre continuerà sale
a permanere al mare.
negli scritti d'inverno
pur sempre a seppellire
la libertà dell'era
nel Continuo
che d'infinito ti ama
non è valicare
se ti prendo le mani
Nostalgie sorridono
del tuo verde leggero
il solo vissuto
che strappano il tempo.
Sono nata sul finire di un febbraio, quando
le primule disegnano in anticipo la primavera.
Ho imparato da subito che con i bambini capirsi è semplice.
Quando ti allungano la mano hanno già
scelto di fidarsi di te… sono angeli che alla prossima corriera
avranno ali che diminuiscono man mano
che le loro orme si allungano, quelli che
vi mettono un mattoncino di lego in tasca rubandovi i confini
che avete accettato, orizzonti dimenticati.
Così li guardo giocare, tra i capelli mattini
liberi di colorare fuori dai bordi dei limiti dell’immaginazione.
E giocano con le sensazioni le vivaci parole
dei bambini, le immagini trasmettono percezioni che prendono
in prestito tutto il possibile… dal tangibile.
Non ho smesso di venire nei giardini delle scuole
o sulle panchine vuote nei parchi, ma ho smesso d’avere un’età.
Alle finestre e dai balconi i bambini hanno steso
arcobaleni nei lenzuoli con su scritto Andrà tutto bene, stasera
dentro a un battito oltremisura il canto salirà tra orme piccole
e grandi col mio, che sono Aria… ma che ne può una capinera?!
Ti darei
Se potessi ti darei la luna,
se potessi camminerei per te,
fino a farmi male,
se potessi,
vedere il sorriso nel tuo volto,
e accendere la gioia nei tuoi occhi,
lo farei,
voglio solo che tu sia felice,
e ti aiuto come posso,
vorrei essere di più,
e avere tanto,
per regalare a te,
quello che vuoi,
che desideri,
darei a te tutto il mio amoreAd essere sinceri con la mente,
il prodigio dei sensi si sente ascetico,
come il primo giorno di mescita
appare all’ultimo attimo della schiusa,
in virtù del proprio operato.
Volontà divinizzatrice ci espone alla certezza
nel mentre il dubbio freddo dell’effetto motore
di Soli e di Mondi sembra il cuneo dell’ennesima tortura.
Eccentrico Spirito ineffabile quanto chiaro
a me compari sopito da fiamme di rimprovero:
non acconsentire la disfatta del refrattario,
ammonisci te stesso sul lume dell’incoerenza.
Della controversia l’equanime si fa ombra
e la porta invinta espone al resto della severa compagnia
i discernimenti dell’esultanza.
Freddo e maniacale il Tempio dell’arroganza
atipico e dissimulatore l’accalappiatore di lepri.
Ma nessuno nel senno diretto altrove
dalla propria vivacità e gaudenza
fu risparmiato dall’occhio indagatore.
Tribolo d’ogni sperare s’innalza l’opera
artificiosa come immediata
si spreca all’ottenebrata luce
che nulla vuole altro da sé.
Se in qualche residuo d’attendibile attitudine
si fa viva l’espressione dell’oltraggiosa certezza
questa diviene ciò che è sempre, in genere, diventata.
Oltraggiose sembianze alchemiche
si vantano del mistico e della sua notte,
campi arsi dal sapore dell’insipido
vani troni decaduti a propria causa.
Demarcatori della sacra sapienza
nulla v’è tolto se non voi stessi
alla nicchia di sale sparso
dove la luna rifletteva i suoi lampi.
Deplorevole alambicco di false speranze
ammicca il fato con e su di te
per ammorbarmi nuovamente,
con ampolle di gesso.
il nero pensiero ed il bianco
di un'essenza che si rifiuta.
Una memoria che follemente ,
riesce sempre a fingere
con un nodo stretto al polso.
Una di quelle memorie che
riesce a spogliare...
emozioni, sensazioni
e lacrime strette al petto.
Nuvole nere sono corvi che coprono
il sole, e del tempo del giorno
si e' sconfitta la certezza,
allora il cuore si perde
dentro bagni di pioggia,
resta il vuoto interiore
a colmare le voci silenziose.
Restano rimasugli di luce,
dove ti perdevi lieve
e si poteva respirare.
Ora non mi pesa la solitudine,
perché ne' ho già avuta troppa,
mi manca solo il contatto,
quei abbracci dove ti perdevi
senza respiro e riuscivo
a diventare unicità.
Quello manca, in questo tempo
rarefatto dove il respiro
e' diventato l'unica via di salvezza.










