Ricordo quel blu mattino
uno dei tanti, lì, tra i campi
dove nacqui per morire
più volte, ormai abituato,
con la fredda compagna
che insisteva nel volermi
mi prese, almeno cinque
o sei volte, ero giovane
insistevo, combattevo
ora impavido ora indomito
ora rassegnato, oggi
vento d'azzurro, crepuscolare
quando avevo ancora davanti
la vita, nel tramonto il sole
infiammava le visioni, e io
facevo spallucce, ogni volta
che morivo, per sogni troppo
alti, menomato son restato vivo
in attesa di un'altra nuova fine
ho pagato ogni istante, sempre
ed ora resto, condannato, a vivere.

Commenti
Vivere costa fatica e tu l'hai descritta cosi bene questa faticosa lotta.
Molto bella condivisa e sentita.