a singhiozzo sulla strada del tavolo
gli stuzzicadenti alla deriva
verso il bordo
e il via vai dei bicchieri ,le forchette
a riposo ignorano
l'ultimo pezzo di pane zuppo
ma ti dicevo giusto della sorpresa,
la lavatrice si è allagata per metà
e l'altra metà si nasconde dietro la porta.
Il mio turno con lo straccio
e la coperta di Linus sguscia fra le mani
i piedi nudi, la benda agli occhi
schizzano cocci, fili elettrici da asciugare
col phon.
Il dolore che avvicina a Dio, persi in un oceano di lacrime, ci si attacca all'onnipotente, per imparare ad essere guida di se stessi.
Ancorati al desiderio di capire perché manca quell'equilibrio...
Tutte banali questioni perché l'Altissimo prega con noi da sempre...
Nello spirito non esiste abbandono;
che il peccato mangi se stesso,che la nostra mente sia disposta alla conoscenza, perché l'amore è comprensione e dove c'è amore c'è pace.
Dio...insegnaci a rispettare ciò che ci hai già dato,così che il nostro sguardo si volga a te per sempre. Amen.
che si nasconde il dubbio di una verità mai trovata
in cui si può uccidere ed essere uccisi
in cui la fine è inevitabile.
Dove si può amare qualsiasi cosa e qualsiasi essere
dove amando una pesca essa darà alla luce altre pesche
dove amando una donna essa darà alla luce salici sconosciuti
che piantero' nella terra del mio giardino
crescendoli e curandoli
perché essi possano rinascere nel prossimo delirio.
La sintassi dei tuoi baci
trabocca d’aurore
sul petto offeso
della mia anima in disuso.
Un pentagramma d’iris
morde il nostro tempo,
sottrae le pinacoteche del cuore
al leggio spoglio dei miei battiti
ed il silenzio degli inganni
sviene in bucce di mare.
Colori i miei sguardi,
racimoli carezze d’esistenza
nascoste in un soffio d’estate
ed il pensiero abita
nell’abbraccio del nostro amore,
in quel furto di cielo
autografo del nostro presente.
Mi si deve, come premio fedeltà,
ritagliare uno scampolo di cielo
per poi farne esclusivo fazzoletto.
Ai primi indizi di malinconia,
lo accosterò ai miei occhi scuri
e di ricordi, soltanto di ricordi,
intaccherò l’azzurro persistente.
Lo laverò nell'acqua immacolata,
lo stenderò sul filo dei rimpianti,
lo asciugherò al caldo del suo sole.
Lo stirerò nel verso dell’aurora,
lo piegherò in due mosse appena
così che all'occorrenza io l’abbia pronto.
La mia mano carezzava il vento
Il suo mantello li tra i miei vestiti nuovi
La sua falce appoggiata al muro
Noi abbracciati a far l'amore
Lei così bella come neve al sole
E sorridente il suo sguardo
Mi chiedeva ancora ancora e ancora
Di stringerla a me...
Venne poi la notte sulla città
Lei si vestì in fretta se ne andò
Non l'ho rivista mai
Mai più...
Noi soli
Noi poveri cristi levati al cielo,
noi anime perse per il mondo,
ognuno coi suoi guai,
ognuno coi suoi
problemi,
con l’igiene mentale,
che ci soffoca,
ci asfissia,
ci castra mentalmente,
ci segna per tutta la vita,
e niente,
è più come prima,
e dobbiamo faticare il doppio,
per dimostrare che non siamo
menomati,
siamo pure diplomati,
ma la gente è stupida e cieca,
e non capisce,
sa solo ridere,
e giudicare,
e cacciarci come le streghe,
noi soli con noi stessi,
noi.
Ho annullato me stessa.
Ho curato le ferite mie
buttandoci sù il sale che mi desti tu.
La fragilità è arrivata.
E volevi toccarla con mano.
Immobile in quella grande stanza invernale
dove intorno a me c'era il male.
Il male che non potevo sconfiggere,
avevo unicamente le forze di una ingenua colomba.
Fui ingannata.....
Giustizia non ebbi mai,
accuse false,
derisioni,
promesse mai adempiute
e futuro totalmente disintegrato.
Una grande quercia
come unico amico.
Incontrerai poesia
tra le salite e le discese
dove si nasconde il vento
tra i fianchi del sentiero
una vita carica di occhi
di vichi piccoli e stretti ,illuminati ,
nascosti e silenziosi .
Di tempo e di memorie
come un quadro dipinto di storie .
Dai monti di gelida fragilità
con i freschi prati
sparsi tra le vigne e
lo sguardo all’orizzonte.
A sfidare il tempo
gocce di fiume
su ogni singolo filo d’erba
lento alleggerisce le fatiche
e si addormenta.
Era bello il cielo
guardato da un’oscura primavera
le nuvole facevano il loro giro
nell’aria ed i gabbiani ridevano
guardandoci dall’alto
i merli volavano insieme
cantando al domani
io anelavo alla tua schiena bianca
dalla finestra
eri una scogliera di madreperla
su cui avrei voluto naufragare
ma potevo raggiungerti solo
con la fantasia
a noi avevano portato via
anche il sogno di una notte
la natura si riappropria del suo spazio
gelato dall’inverno
noi lontani viviamo dei ricordi
di una vita
delle sensazioni che i nostri corpi
ci tramandano
nell’attesa di liberare i nostri
pensieri
ridare dignità alle nostre anime.
Ricordo in quel vagone letto
Il viaggio
Scesi alla stazione salutasti
Con un cenno della mano e un sorriso
Io mi avviai lento verso casa
Tu guardavi la città fuori dal finestrino
Stesso portone
Un piano più su
Stessa luna quella sera
Ancestrali gli occhi tuoi
Mentre la notte va via
Poi bussai
Mi ricordo
Alla tua porta
Col sorriso m'accogliesti
Ed un bacio solo un bacio
Ed un bacio solo bacio
Tra di noi...
Ho disegnato un cerchio nel grano
fissando un punto imprecisato con
lo sguardo, l’immaginazione da compasso.
Ci avrei messo il mare, e al centro una vela.
Ma da qui si vede la terra che mi è rimasta
tra le dita quando qualcosa accidentalmente
s’è rotta, e l’ho stretta quasi volessi afferrarne
l’essenza: sa di parole pulite dette con cautela.
Di acqua, germogli e radici, profuma d’un
tempo impreciso, di semi, parole e di passi.
Ci avrei messo te dentro, e intorno una fila
di angeli in coda nella luce di una candela
supplicandoli di illuminare il buio dove esisti
solo tu che sai accostare l’orecchio… un tocco.
Un fruscio, forse un gorgo di foglie d’autunno.
Ora voltati, come piroetta nel vento quella vela.
Mi aspetto ad aspettarti
e m’abiti in una lacrima
ferita dal battito del mio eco
e gioco a mendicar primavere,
a rammendar le mie attese,
ad inchinar la mia vita
al perimetro dell’inverno
ma il tempo ti rinnega,
scuce la tua ombra leggera.
M’aspetto ad aspettarti
in un narrar di solitudini
crocifisso al mio petto
ed i petali del silenzio
coloreranno i miei appuntamenti
in questa triste cena d’illusioni
e più non t’aspetto
a carezzarmi nel vento.
Che bello guardare gli uccelli volare
il loro dolce cantare sentire,
che bello guardare un animale
che bello un gatto accarezzare!
È sempre meraviglioso la natura guardare
ma mai da assassinare!
Perché anch'essa Iddio
ha voluto creare.











