articolato
tra mille insidie.
Cronica agonia
sfocia
in perenne empatia.
Sono l'uomo creato
dalla tua fervida fantasia;
non ti perdo di vista un istante;
il bastone roccioso,
atto
a sorreggere
gli incerti passi:
mozzerò il mio respiro
per vederti alitare;
modulerò
serene armonie musicali
per farti beare;
gustoso sapore
di pasto genuino,
saziando
la fame di salute.
Fornace d'amore
sorpassa con forza
la piena di un fiume.
nel fiume in piena
con l’anima ammutolita
e frastornata
incapace di esprimere.
Scorrono libere tra cieli
colorati dall’azzurro
dei tuoi occhi…
o cieli dipinti
di quel grigio cupo
quasi a nasconderti.
In qualunque modo
esse avanzano
avvolte dal tuo calore,
a volte anche sterili,
agli occhi della mente
ma non agli occhi dell’anima.
La rugiada invade occhi.
Vallate gelide, la mente.
lava di rabbia scivolano lente
tra le vene sempre più stanche.
Passi sempre più deboli.
Ma quel sole dentro di te
non tarda a risorgere…
che
quasi non so più chi sono
mi perdo e vago incostante,
nell'esistenza.
Col pensiero che c'è sempre una guerra in corso
animali e persone soffrono
io con loro
finchè morte non ci separi.
La vita è un preludio alla morte.
Ci insegna a morire con dignità.
Buona e serena domenica di Pentecoste,
amici, amiche, parenti e conoscenti!
Sia oggi la discesa dello Spirito Santo
per voi motivo di pace, fede e speranza.
Con questo cupo cielo di stamattina,
la mia malinconia sempre abbonda,
la Chiesa suona ed è grande festa,
ogni rintocco chiama i suoi fedeli.
Mi libera da pensieri noiosi e tristi,
mi ricorda la lunga preparazione
delle domeniche che sempre gioioso
mi portavano ad ascoltar la messa.
Ci andavo insieme alla mia sposa
che ho amata e che ancora amo,
non ne perdevamo una e puntuali,
eravamo sempre primi ad arrivare.
Era molto bello quando ci salutavamo
con un inchino ed una stretta di mano,
spesso con un abbraccio ed un bacio
con parenti, amici, amiche a noi care.
Tutto questo sembra che sia svanito,
ricordi che si allontanano sempre più,
ricordi che forse mai ritorneranno
o forse torneranno fra un solo anno.
Eppure la vita continua, va avanti,
il tempo scorre non si può fermare,
tra ricordi belli e tanta nostalgia,
tornano ricordi brutti e malinconia.
Spicci d’eco si consumano
ad indiziarmi l’alba
delle tue labbra di pioggia
arroccate nel dolore
e se ascolteremo l’amore
fermarsi sulle nostre vite
come altalene di nuvole
cuciremo ogni fiore
all’angolo delle mie illusioni.
E se abiterai nei miei pensieri
dividerò con te il mio io,
parlerò dei tuoi occhi
ad un bozzolo di luna
per dipingere le tue carezze
sui fianchi del mio tempo:
lacrima con me
in questo romanzo d’istanti.
Le parole sussurrate
Così che io possa rileggerle
Dimmi
Indossi l'autunno così che possa
Riconoscerti d'estate
Dove vai a sorridere
A fare l'amore ?
Capelli sciolti accanto a me
E tu Regina d'ogni letto
Io ancora innamorato di te
Ma dove hai lasciato i tuoi anni migliori
Io lo so.
Era il novantatre
Ti ricordi la stanza
Di mare vestita
Di me con lo sguardo basso
E tu mi amavi
Era la mia prima volta
Al mattino poi
Prendesti il meglio di te...
Ti aspettava lui...
per legare al palo
il passato ed il futuro,
stretti stretti fino a imprigionarli.
Farò infiniti giri attorno,
finalmente sveglio,
e aspetterò le piogge pulenti
coprendo solo amori e sogni.
Di qua terrò questi miei giorni
ancora in piedi e quasi orme.
Ne coglierò le ore eccellenti
e le custodirò nel retro dei miei anni.
Se non succederà,
allora dammi una lama
che sciolga e punisca
la mia smania di vivere.
due mondi uguali e diversi.
Come l'oceano
l'animo è profondo
e si tuffa nell'abisso incantato
tra sconosciuti abitanti.
Sperimenta la paura
e lo spirito d'avventura.
L'oceano attrae
con la sua luce
azzurra e verde.
Si appalesano dal mare
cavalloni spumosi e minacciosi;
Sbarcano eserciti crudeli,
pronti ad occupar il bagnasciuga;
Bianche balene intorno
a rallegrar lo sguardo;
affascinati sirene
per ammaliare
con seducente canto.
Ma il core
è più vasto dell'oceano:
perché insegue
la chimera di svelare
il suo mistero.
nel mezzo di tutto, c'eravamo noi...
insieme ma separati da una profonda ferita.
Di male e di fame abbiamo patito e fin qui abbiamo il dolor attutito.
Ora non trovo più nessuno ma il mondo ricorda ancora.
Ti vedo lì alla finestra. L'oscurità ti tradisce, i tuoi boccoli biondi hanno il sangue tra i suoi garbugli.
Lo vedo solo io.
Nascosta dai miei occhi azzurro ghiaccio, ma caldi come l'inferno in cielo.
Ho paura la terra trema.
Io e te per sempre in quell'istante perso nel lontano 1942.
Se ti chiamo senza tempo
a spicciar lacrime d’eco
raccogli il tuo io
dalle terrazze del petto,
riscrivi il mio inverno,
reinventa i miei respiri,
stanca il vuoto che ho dentro.
E sbrigherò alfabeti di mare
dimenticati sull’uscio della vita,
ed accosterò dolci silenzi
alle danze della luna
ed anche gomitoli di luna
scalderanno il nostro battito
svuotando la valigia dei miei ciao
su un prato di stupide risposte.
raggiante d'alloro
migra
su tenere clessidre
di luci in movimento
appassiranno
il ritardo nel momento
il mito e il vagabondo
E ciò che gioia
mi dona il suo ricordo
è il primo mio gridare
d'altalene e pomeriggi
dal languido ritorno.
col sudore sulla pelle
e il profumo di castagne...
Torneremo freschi e pieni
tra i ruscelli incantati
e il sapore di lasagne...
Torneremo per le strade
con la camicia un po' sgualcita
e il carneval tra le contrade...
Torneremo
con un sorriso più sincero
e non ci sarà maschera
a nasconderlo per davvero...








