ricordi di un bel passato,
niente vuole ripetersi nella
sua immensa gioia,
niente vuole ripetersi nella
triste felicità di quel tempo
vissuto.
E ora perso nel veloce evolversi
dei tempi, penso a quel parlare
senza nulla nascondere,
penso alla gioia dello sguardo
senza tempo,
cerco di trovare una via,
un viottolo che mi faccia
uscire,
dall'inconscio nascondiglio
in cui ho trovato cattivo
riparo.
Sfonderò un giorno le sue
pareti, ritroverò il suo
sole e la sua pioggia,
ritornerò a vivere perché
questo è giusto che sia.
Vivo undici mesi.
usciva l'eccezione
sul lauro bianco.
Disto da te solo
quel riflesso di luce
che ti brilla nelle mani,
mamma,
mentre
ti trema la voce.
Se una nota ti sfiora
il fiato, e tace
aspettami sulle tue ginocchia
come quando ero bambino.
Quando la matita nera
sui tuoi occhi sembrava felice.
Le intemperie sorridono
alla tua prima vita...
ancora e ancora
si accomodano nella mente
un soffice grido di dolore
senza nuovi ricordi.
Il profilo del capo chino
è una luce trafilata
al bronzo dei capelli
ti accorgi e trasali
al tocco delle dita
che fuggono gli anelli
e gemme sono spente
al balenio dei tuoi occhi.
La sedia ritta e severa
nasconde il corpo le mani
un nastro serra l'indice
che punta alla fessura
d'un segreto domani.
Inchiostro d’orizzonte
cita i suoi solstizi
in un plenilunio d’iris
ed una carezza d’eco
pazienta sull’uscio
dei tuoi sguardi gentili
come cattedrali di stelle
scucite nel silenzio.
Accendimi l’anima
in questo respiro d’inverno,
riscrivi i miei sottraendi
come nevicate di cielo,
scivoliamo sul petto dell’universo
su questo raggio del tempo
che ci sposa d’eterno.
L’affanno del lampadario
Lui scompone la mia ala di naftalina
Amarti
Amarti
E liberare i vecchi sogni
E rivivere le mie notti bianche
Di quell'estate ormai passata
A ridere al tuo fianco
La ricordi?
Vorrei accogliere il tuo corpo
E ricordare il giorno dopo
Come fosse già ieri e vorrei
...
Vorrei correre nel vento
Per rivederti a quindici anni
E farmi dire si...
Ti ricordi? Non ti chiesi mai di noi
Per stare insieme
E ora ti rivedo
Mi riconosci?
...
Vorrei vederti questa notte
Di luna accesa
E liberare i miei ti amo
Che non ti ho detto...
Non ti ho detto
...
Vorrei colorare il mondo
E rivedere un Po
La mia vita fin qui...
....
Vorrei...Non vorrei
Attenzione gli fu data perché
era giardiniere
da inebriarsi
Il bambino che ti ha chiesto solo un amico,
Il bambino che voleva solo un amico.
Tu accettasti, ma non me lo diedi;
Tu mi portasti nella tua casa, ma non me lo diedi;
Fui triste alla vista della porta dell’amicizia:
Era buia, silenziosa, fredda, ma tu mi dissi
Di non preoccuparmi, lì ne avrei trovato qualcuno,
Lì ne avrei trovati a bizzeffe nella sacca di Babbo.
Io non volli aprirla, puzzava troppo, ma tu mi dissi
Di non spaventarmi, era innocuo, immobile,
......addormentato.
Sento ancora la puzza della sacca
Come se ce l’avessi sotto il mio naso,
E sento ancora la tua voce che rideva, rideva,...
Non mi desti un dolcetto per molto tempo,
Mi sentii come rinchiuso in una bara, non nella sacca di Babbo...
Io volevo solo un amico.
Si è fermato il mondo
in un inciso di papaveri
ed un capriccio lunare
s’inginocchia sulle labbra
come a voler rapire
briciole dei tuoi sguardi
in questo eco in declino.
Ho perduto i tuoi silenzi
in un gioco d’infinito,
ho stracciato divisioni
sul crepuscolo dei nostri cuori,
respiro la pioggia del tuo nome
in un inchino d’emozioni,
per sempre saremo
inchiostro della stessa poesia
a racimolar inverni d’illusioni.
Affaccendo rugiada del mio pianto
in questo scorcio d’anima
smarrito d’inverno
ed il solstizio del mio esistere
si spegne nei riflessi del mare
come fuoco lunare
d’ogni mia solitudine.
E mi attraversi nei pensieri
come il vento un campo di papaveri
ed il ritornello dei miei sensi
sazia gli spigoli del passato
in una confessione di sguardi
che più non ferisce
l’indirizzo del tuo tempo:
sfioro l’alba del tuo cuore.
Gradita, appagata e calorosa sia,
al tuo messaggio la risposta mia,
un caro saluto che profuma di rosa.
fiore amato come il tuo nome Rosa.
Grazie per avermi pensato stamattina,
sei bella, riservata ed anche profumata,
come le rose in questa meravigliosa foto
che m’hai mandata presto, appena in moto.
Un’immagine di rose che in un cestino,
il loro profumo non possono far sentire,
lo immagino intenso, dolce e penetrante,
diritto al cuore mi è arrivato inebriante.
Profumo non sentito dal mio olfatto,
ma che ha avvertito chiaro la mia mente,
sensazioni strane, forti ed inspiegabili,
emozioni che scuotono e mai cancellabili.
Sono forza e potenza per i muscoli,
ne sa qualcosa l’anima e lo spirito.
sono poesia, musica, sinfonia ideale,
per lo spirito, coraggio e linfa vitale.
Tranquilla però, amica mia carissima,
queste non sono parole che ho copiate,
non vendo fumo per essere il preferito,
ma esprimo apprezzamento accanito.
su sogni assoluti,
il pensiero
su storie perdute.
Il giorno frenetico
anestetizza la mente,
automi identici
si spostano insieme,
non hanno coscienza,
non hanno un cuore,
importa l'accumulo
di beni terreni.
Scavalcano umanità
scavalcano illusioni.
Non è importante
il respiro vicino,
non è importante
una mano tremante,
non è contemplato
capire l'altro.
Un Io prepotente
sovrasta l'orizzonte e
il terreno inaridisce
in silenzio.
Ed occhi velati
non sento i
lievi sussurri
nel vento.










