Il riposo
d'un pensiero vagante,
si muta
in notti d' impatto violento...
meteora di memoria,
esplosione di sogno.
Vivo
sanguigno delirio...
voglia intensa
di quei tuoi baci di fuoco
allargando le braccia
come ali di grifone,
abbracci d'intenso appartenere....
per finire
in riflessi d' iride
dilatata d'estasi.
Corpi
in dolce abbandono,
mio per sempre ricordo
brivido d'anima.

Quando il sempre odiato vento
per una volta vorrei al mio fianco,
pronto a spazzare con una folata
inquietudine che insulto arreca,
se l’aria non è l’aria voluta
ma è solo odor d’agonizzanti rose
chiuse nel metro imposto dal tempo
col cuore recluso ch’evadere tenta,
mentre più non distinguo il mio sole
e il tramonto io confondo con l’alba
intanto che il blu del mare non guardo
facendo svanire il sogno di sempre,
ho bisogno di credermi. Ancora!
*
E' una mia vecchia poesia e la dedico a MANUELE, autore all'interno di questo sito.
Oggi sto chiuso dentro un caverna,
non vedo niente, tutto quanto è scuro
e spero che in un prossimo futuro
si accenda in me una fulgida lanterna
*
che mi ridoni un brivido alla pelle;
mi faccia rifiorir le idee, ma… tante.
E come tempo fa scriveva Dante
che mi riporti “a riveder le stelle”.
*
Ho percorso le vie dell’esistenza
e ancor non ho raggiunto la mia mèta
ho vissuto una vita da poeta
troppi pensieri senza consistenza.
*
Pensieri vuoti o colmi di passione
spinto da indiscutibile energia
volendo tramutarli in poesia
a volte ho quasi perso la ragione.
***
Pepp o scupator
si sent o patron de fior
Addure comme nu' ciore
gli dicen e femmen briacat d'ammore
e a tutt uommn m'rius
Pepp
spiega comme stann le cose
"Trasenn p' cas
in un iuorn e llummat ( di festa)
dint a na chies
nu frat
gli dice che l'anima va semp lavat
sinno fa a fino ro pesc
che dopp tre iuorn
te puzz attuorn "
Pepp che nunn e pazz
ogni tre iuorn
p na lavata e cazz
na pret e sapon
a fa comme na pezz
e sentenn a prereca do vescov
ten l'anima semp fresc!!!!
Non cambierei la mia vita
con nessuna al mondo
pur provata, ho imparato ad amarla
compiacendo di ogni cosa e senza nulla a desiderare
se non lo stesso identico percorso .
Un tempo incantata
dall'ingenua freschezza,
quando i giochi
fiorivano dal cuore .
Custodita dal crepuscolo
quando tingeva le stelle e
una ruota di carbone pervadeva la stanza .
Di altri tempi era l’odore, il rispetto
l’allegria, la semplicità , la magia .
Oggi ho tanta nostalgia
di quelle mani che hanno dato un nido sicuro
alla vita mia .
Lei mi ha insegnato
che siamo un soffio di sentimenti ,
mi ha insegnato a tessere il bene ,
a come prendermi cura di un fiore,
a raccogliere due gocce nello sguardo del cielo,
due foglie ambrate alle radici,
il chiaroscuro di un raggio di sole .
E ogni volta che cado e rinasco
meravigliosamente un cielo mi avvolge.
leggerò
nei tuoi occhi
una storia diversa,
il profumo del vento
racconterà la vita
danzando
tra gomitoli
di strade
ormai disperse…
e poi forse
la luna si tufferà
nel mare
e le luci
argentee
sfioreranno
con un soffio
i bianchi
capelli
come i rami
cullano
le foglie
ancora
esitanti…
Per le vie di Gianturco la nostra adolescenza
Dei sapori, gli odori, i colori ne resta l’essenza,
non servivano cellulari e foto con effetti
la felicità era giocare insieme ai giardinetti,
era una Napoli che ci tutelava
nessuna minaccia ci spaventava,
adesso e grande uno di quei bambini
il destino a voluto rimetterci vicini,
la vita a volte fa cose strane
di quei tempi poco rimane,
negli abbracci non c’era malizia
un bacio,una carezza era pura amicizia,
qualcosa di sicuro si è perso
quando mi abbracci adesso è diverso,
è una strana ma bella complicità
mi piace questa sensazione senza identità,
perché davvero non la so spiegare
la magia di un contatto che bene mi fa stare,
quei due bambini ingenui e giocosi
se si toccano adesso diventano pericolosi,
ci avvolge una chimica inspiegabile
che capitasse a noi era davvero improbabile,
Gianturco adesso è tetra e fredda più del ghiaccio
Eppure ci ritorno per godere di un tuo abbraccio,
da piccoli litigavamo per un pezzo di panino
ora se il mio primo pensiero del mattino,
non so dove questa cosa ci porterà
forse questo dolce peccato mai evolverà,
so solo che ciò che ci accade non mi dispiace
e l’idea di noi due oltre un abbraccio… Mi piace.
ancora di lambirci e d'arrivare,
noi con i nostri peccati e gli sdegni
di chi neppure sé prova ad amare,
tu cadi con la grazia di altri regni
dalle tue altezzosità dulcamare
veli di purezza il mondo e i convegni
di pettirossi e genti bieche o rare.
Oh neve leggerissima e soave
fa che codesto mondo si ridesti
da un tal incubo perdurante e grave
trovi la strada, del bene la chiave-
lo stesso mondo che tu sopravvesti
di sfumature angeliche e celesti.
In attesa di quel silenzio
che tanto mi piace ascoltare
con i piedi scalzi e gli occhi
di soffice ovatta puntati al cielo .
A cercare una nota di sole
l’aria umida che scompone le foglie
la felicità dei bimbi sull'erba
i giorni a perdersi
sospesi dall’invisibile.
E in un letto di papaveri rossi precipitare ,
correre e sbucciare le ginocchia sui sassi
ritrovare la rugiada con le mani fin dentro ogni crepa
incontrare tra le sponde
l'antico scorrere del fiume.
Tuttavia la leggerezza si è persa
l’angoscia mura la bocca ,
il denaro acceca gli occhi ,
desta l'apparenza, la superficialità ,
l’invidia, la vanità .
Ma io mi rifugio dentro le parole
nell'aria che ancora profuma di rose
nella mescolanza dei crepuscoli
nella chiarezza dei giorni
nel respiro del mare
nella transumanza dei fiori
nella speranza
nella magia di un sorriso sulle labbra
nel gioco armonioso del vento
in una preghiera .
Possa Dio darmi versi in abbondanza
e un brivido leggero
al lato infinito del cuore.
nata vota!!
No, no, comme si mo'
femmen pe l'omm
che t'ha scigliut a sciort
e mamm
cu nu pare e scugnizziell
che nunn te fann durmi
a nott
T'vurria incuntra'
comme ir allor
quann ancora piccirella
teniv e capill
arravigliati attuorn a na furcinell
e schiattusell
comme ira te glive sul sciuglienn
allora mamma toia
infuriosa
aizzava a voce
e tu t'annascunniv
arret a chiull uocch infuso!
Mo si Femmen
uocch hanno vist
e hann intis
e nu si infonnun chiu'
comme allora
Quann Ancora piccerella
ciaciusell
a ogni scusa
t'ha annucunniv arret a chill
Uocch infuso!!!!
Io anduvin
Io ancora nient
m'annosconn arret a sti parole
facenn fint che so vers
e Rummanc accussi !!!!
cu sti pensier mìrius
a quann tu
ancora piccerella
T'ha annuscunniv arret
a chill uocch infuso!!
Complimenti per i segni dei cigni
che si sviluppano
lungo il perimetro
di una maledetta follia…
e i villaggi sono ricoperti
da vegetazione folgorante
che acceca il sole pallido.
Ma nulla può ora cambiare
i pascoli redivivi,
che sono pronti a combattere…
contro le barriere di paglia.










