Lo sguardo inerte, fisso verso il vuoto

la mente assente, senza sentimenti

è solo un corpo vuoto che a momenti

sembra stia per cader ma resta immoto.

*

Il cuore batte ancora, lentamente

come un ultimo rantolo di vita.

Lieve il respiro, un anima assopita

senza pensieri, totalmente assente.

*

Ma è in trasferta, in altra dimensione;

la mente abbraccia tutto l’universo

sta navigando verso un cielo terso

parte di un tutto, sta in contemplazione.

*

L’anima appesa al filo del compiuto

in estasi, rapito, cuore e mente

fuori da ogni passato, ogni presente

per raggiunger infine l’assoluto.

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Profilo Autore: enio  

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Possenti braccia

che spingono pensieri esili

leggeri come foglie

che perdono le proprie radici

e si fanno strada 

guidate da un vento di passione

e di illusione

che le ha costrette a scegliere 

se germogliare piano

o appassire rapidamente.


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Profilo Autore: Invisibilia  

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Siamo film proiettati
nell'universo

deboli granelli
in viaggio
nella realtà

della finzione
risucchiata
dal buco nero.

Immensità
dell'essere
affacciato
sulla falsa
onnipotenza.

Vano il tentativo
di
esorcizzare la
morte
che resta l'unica
verità.
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Profilo Autore: Pietrina Lorito  

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Si sente che il cielo
non è come prima
hanno visto pure una stella
non brillare più
piangeva, voleva guarire
senza morire di dolore.
Ci manca la pioggia
che non c’è
ed il vento chissà dové.
Si sente il cuore
perché non ve rumore
la gente l’odore delle prime viole.
Ci manca il sorriso
ma non manca la voglia
di urlare e tornare a rifare.
Si sente e ci manca
che non è primavera
e di notte la luna accompagna le ombre
come dentro nel limbo.
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Quando poi tutto questo avrà una fine
sarà bello ridere ancora a squarciagola
cedere, nudi, alle braccia protese
con l'eterno che spalanca le sue porte.

Sarà gioioso ascoltar l’erba che cresce
bevendo ambrosia da grappoli dorati
nell’aria rarefatta dell’empireo
con stelle fortunate a farci strada


Ma dove saremo, dove saremo noi,
quando tutto questo avrà una fine?
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Profilo Autore: Andrea Guidi  

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Pe sconfigge’ ‘sta iella dilagante

che da quanno so’ nato me vie’ appresso

me so’ detto: annamo, nun fa’ er fesso

va’ a consurta’ ‘na brava chiromante.

Così ciannai. Lei stava ar terzo piano

e cominciò cor leggeme la mano.

*

Come la vidde cambiò de colore

diventò rossa quasi paonazza

me disse: vedo un fiore de regazza

che aspetta te sortanto pe’ l’amore

e questa qua è la linea de l’affetti.

Adesso, sempre se me lo permetti

*

a ‘st’artra linea vojo da’ ‘n occhiata

quella de la fortuna. E in un momento

-chisà se me volesse fa’ contento

ne la speranza poi d’esse’ pagata-

la lesse e disse: ‘mbè, pòi sta’ beato

perché te vedo proprio fortunato.

*

Che vò da di? Pe’ nun resta’ deluso

je pagai tutto, comprese le tasse

poi perché la fortuna nun scappasse

scesi le scale ma cor pugno chiuso.

Questo è successo che ormai so’ du’ anni…

Ma, la fortuna ‘mbè, che dio me scanni

*

Se l’ho mai vista ma, comunque sia…

ieri sera ar bare da Romano

me so’ deciso a ‘n tratto a opri’ la mano

e la fortuna se n’è annata via

poiché pe poco nun me la fò sotto

ho fatto ‘n cinque ar super enalotto.

*

De ‘sti ladroni se po’ avecce fede?

du’ anni co’ la mano sempre chiusa.

Mbè quanno uno è imbecille nun c’è scusa

po’ anna’ a ammoriammazzato chi ce crede!

Oggi so’ annato subbito a riscòte’

e domani in vacanza a Lanzarote.

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Profilo Autore: enio  

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Il cadere

della polvere

sul davanzale

morta

raccogli cenere
pozzanghera
    sigaretta spezzata 
    scheggia 
    vento
    frastorno

spiaggia
rosa stanca
tintinnio di labbra 
stelle cadute

buco
steppa

Gola fredda
circolo

Fine, no
Corda
Sì e no
Prova
Mani 
Occhi chiusi

Pozzanghera di smog
È la tua pelle 



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Profilo Autore: ilaria  

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Non riesco a non pensare

Al tuo umorismo peculiare,

una leggerezza che mi stupisce

molto di te mi incuriosisce,

fuori dal coro dei dilettanti

con cautela fai passi da giganti,

quel modo buffo ma anche audace

devo ammetterlo mi piace,

difficile sorridere ad un difetto

ancora di più trovarlo perfetto,

scavo dentro la tua follia

una parte di te è anche la mia,

a volte cerchiamo il consenso di qualcuno

ma le nostre scelte non dipendono da nessuno,

diamo troppo peso a giudizi effimeri

ma infondo siamo tutti liberi,

dietro l’impossibile sai cosa vedo?

La nostra possibilità ad un noi ci credo,

io l’improbabile non lo prendo a calci

ci sbatto la testa voglio provarci.

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Profilo Autore: GENNY CAIAZZO  

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Nitido

ed inconfutabile

il silenzio di cuore.

Lo avverto

quando la notte

apre il  suo sipario

sull’immenso

sacrario

delle stelle.

Dove nel loro battito
io mi annullo

in un silenzio di cuore

ammalato
di vita.

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

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Svanisce il miraggio d’una fata
vestita coi colori d’oltremare
protesa a coglier cenni del tramonto
e non dormire per salutare l’alba.

E pur svanisce il sogno del bambino
a consumare suole nel viaggio
per giungere a bussare al bronzeo uscio
di un futuro spoglio di dolore.

Silenzi si confondono ai ricordi
e brividi di pura ingenuità
modellano cristalli in sospensione
al centro della sala resoconti.

È forse giunta l’ora di assettare
sconnessi cuori ed anime confuse
nel tempo intriso di veleni e pene,
distratto, che chimere disconosce.



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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Incontrerai un altro sogno
magari chissà sarà quello migliore
vorrai navigare in mezzo alle nuvole
ad occhi chiusi per non svegliarti.
Portati il cuore ed apri la porta
Chiusa da un po’ per vecchi malanni
così incontrerai la parte migliore
quella che sa e può perdonare.
Dopo una tempesta
ritorna la quiete
fatta di musica e dolce poesia
sembra irreale, ma ad occhi chiusi
diventa il tuo mondo
quello fatto e rifatto
in milioni di stelle.
Incontrerai un giorno
quello che a te pare un giorno qualunque
ed allora sì non smetterai di cercarlo.
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Sembra
che il cielo
raccolga le nuvole
intorno,

si circondi
di sussulti
laboriosi,
un dolore spaurito
di raggi in fuga
per il mondo,

si sollevi
a cercare il dono
dei sogni
perché sia
un desiderio raro
sulle palpebre
che amo,

io adulatore
di bianche mani,
di occhi
sulle case di paese
di falso effetto,
un miscuglio
dei miei baci
che arrossano
la tua pelle,

sembra
che il lato buio
della stanza
nasconda le risate
d’infanzia,

c’è un trastullo
di voci di donne
ridenti
prima che gli occhi
si aprano.


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Profilo Autore: Libero  

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Le comiche
*
Ier’sera so’ annato a l’osteria

pe’ beve un goccio, e  pe’ smorza’ la sete.

Lì er vino nun lo danno a porta’ via

così so’ entrato e me so’ messo a sede’.

*

Siccome er cammeriere nun veniva,

pure si me sentivo così stanco,

ho capito che lì me conveniva

d’arzamme in piede e d’anna’ a beve ar banco

*

e dissi a l’oste: -Si nun bevo casco,

tengo tutta la lingua appiccicata.

A sor Ora’, passateme quer fiasco

che me lo scolo tutto ‘na tirata.-

*

E me lo so’ bevuto per davero

co’ ‘na tirata. Doppo chiesi a Orazio:

-Dammene un artro litro ar vetro, e spero

doppo de quello de sentimme sazzio.-

*

Ma sazzio nun ce fui manco pe’ gnente.

E chiesi: -Un artro mezzo litro!-  Allora

la sete era passata veramente.

Ma er sor Orazzio me rispose: -Ancora?

*

-Ma scusa Ora’,  a te che te ne frega

si vojo beve, che nun te lo pago?

Poi che ce fai te drento ‘sta bottega,

ce venni er vino o ce tiri lo spago?-

*

-Io te ne posso da’ quanto ne vòi

che ciai raggione, io sto qua pe’ venne’.

Tiè, bevi. Si te senti male poi

vedrai ch’abbasserai tutte le penne.-

*

Ma siccome nun ce pagavo er dazzio                               

e quer vinello era bòno assai,

je dissi: -Un artro quarto a sor Orazio,

bòno così nun l’ho bevuto mai!

*

Finito er quarto: -Famme un po’ er piacere,

-tanto pe’ fa’ completa la misura-

de famme beve un urtimo bicchiere

armeno spegno ‘st’artra po’ d’arsura.-

*

Ma, er bicchiere l’avevo ancora in mano

quanno la vista me se fece nera.

Piegai le cianche e allora piano piano

co’ un botto so’ cascato giù per tera.

*

A riarzamme su, so’ stati in troppi.

Così me dissi: è mejo beve a fiaschi!

Lo vedi ? Meno bevi e più te intoppi;

come te fai un bicchiere imbriaco caschi !

***

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Profilo Autore: enio  

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Entro in cucina
per rubare un biscotto
e l'occhio cade sempre su quella foto,
avevi diciotto o diciannove anni
sembravi un attore di Hollywood.
Ti dico sempre che la vorrei io,
un giorno,quella foto.
Ah se potessero vedere tutti 
com'eri bello! Coi tuoi capelli 
alla brillantina, puro anni cinquanta!
Come potrò non vederti più seduto
vicino alla stufa?O fuori sulla panchina in estate?
A scaldare le tue vecchie ossa
rimproverando nonna di non stare mai ferma.
Come potrò non sentire più le tue storie 
e gli aneddoti di quegli anni?
Mi dici sempre che eravate poveri ma felici.
Anni che avrei voluto vivere,
che ho imparato a conoscere
attraverso le tue parole e immaginato,
guardando i tuoi occhi lucidi.
Gli anni al tempo di quella foto,
in cui eri più bello di James Dean.
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Profilo Autore: Mark  

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Dedicata

Sono nato quanto t’ho incontrata
nella gioia dei corpi insieme

Canterà il tuo pensiero ogni giorno
e io sognerò ogni notte il calore

Di cuori mani sguardi e parole
sì, noi sappiamo cos’è l’amore

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Profilo Autore: Marulli  

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