Sulla linea tratteggiata,
è una zipline di timori
e donnine a bordo strada.
Un corvo mi parla ma non l'ascolto nemmeno,
continuo a destreggiarmi nelle curve di chi ero,
Veleno, burroni, voragini, gran canyon, scalate, rincorrendo uno sparviero.
Per poi raggiungere le vette del mio ego.
E cado giù.
Monossido,
le idee come caverne,
è tutto un saliscendi ,
annuso le calendule.
Ma le getto via.
Rifiuto, conati, tremori.
Certe volte è molto meglio starne fuori,
dalla normalità che ti sgola,che ti assale,
mentre scrivo mi ribalto in tangenziale.
E resto lì.
È scaduto il tempo,
Sorrido mentre brucio.
Un ultimo saluto.
Chernobyl.
cianfrusaglie di una
malinconia senza nome
dentro queste notti insonni
che soffocano il respiro.
E mi copro il cuore,
col freddo che ritorna
a gelarmi i ricordi
di una vita cucita,
scucita e rammendata...
Albe senza coraggio,
pomeriggi troppo stanchi,
notti lunghe come una nave
che impiega troppo
tempo ad affondare...
Mi sorrido,
ad un viso stanco,
nell’indifferenza
di ogni mio respiro,
che allo sfogliarsi dei giorni
dove la luce ormai s’è spenta,
vivo... d’un amore più che finito.
Ed io ancora qui,
tra gazze e tortore innamorate
a stupirmi e a chiedermi
della sua perseveranza.
Chissà se, mai, s’immalinconisce,
come quando un figlio
è lontano, come quando causa
è già persa. Chissà se, mai,
vacilla sotto il peso
della sua grandezza. Come
ad essere uomo e donna,
al contempo, madre e padre
insieme...
Ma, al mare non fai domande,
lui non ha risposte, a lui
tristezza non coglie
se non la nostra. Lui è quel che è,
meraviglioso giardino segreto
ad accogliere…
L’ultima poesia la scrivo
tenendo il cuore in mano
tanto poi a che mi servirà
se dovrò gettarlo via
assieme alle parole
che non avrei mai
voluto scrivere
pescate nel fango
di ingiurie gratuite
vomitate da una penna
colma di rabbia
per non avere saputo
anteporre al suo inchiostro
quello del cuore.
Che nonostante tutto
batte imperterrito.
Magari un giorno
se avrò tempo
o forse la voglia
mi scuserò con lui
per averlo fatto soffrire
nell’essere stato un poeta.
Ci sono cose che non si possono dire,
che non si devono dire,
che non vanno dette mai!
Ci sono parole che non devono uscire,
che devono restare imprigionate tra i denti,
che devono essere rispedite al mittente,
laggiù, nel centro del petto,
dove batte, furiosamente
al pensiero di te.
Ci sono cose che non si devono fare,
che non si possono fare,
che non vanno fatte mai!
Ci sono passioni che devono stare nascoste,
che devono essere con forza represse,
che devono essere cancellate dai sensi
che in tutto il corpo vibrano, furiosamente,
al pensiero di te.
Ci sono cose che sono indimenticabili,
irripetibili, irrinunciabili,
che non si cancelleranno mai!
Sensazioni che resteranno
fisse nelle dita, nelle labbra,
negli occhi, nella pelle.
Che rivivranno ogni giorno, ogni notte,
in ogni luogo, per sempre,
al pensiero di te.
con infradito chiodati
Ho mangiato tonno all'olio solare
con pomodori sardi ed anche sordi
Ho usato dentifricio catramato
al sapore di cetriolo
Ho giocato con aquiloni bucati
e palle da tennis rivestite di piombo
Ho sezionato cuori di carciofo
ma non ho trovato l'aorta
Ho rotto duecento uova
ma non ho trovato nessun pelo
Mi hanno arrestato perché avevo
giocato a tressette col morto
Penso che presto dovrò
cambiare spacciatore !!
Aspetterò questa notte soltanto
e mai più ti dirò il senso del quanto.
Annidato tra le cose nascoste
dove solo chi sa può trovare,
metterò insieme un domani che non conosco.
Chi mai mi detterà gli inverni
e le stagioni del cuore?
Io a me stesso!
Scrivendole, sulle pareti
di una casa bianca vicina al mare.
Aspetterò questa notte soltanto
e mai più ti dirò il canto,
quel canto imparato per te.
Tra queste mie verdi, abbondanti follie
tra questi sogni che non sanno volare
metterò l’augurio che possano imparare
a camminare.
Chi mai gli detterà gli inverni
e le stagioni del cuore?
Io stesso!
Scrivendole, sulle pareti bianche
di una casa vicina al mare.
Il ricordo di te
Ad Oriana Fallaci
Quando il tempo
precipita lento
dentro la sera
portando con sé
tutti i suoi colori.
Quando poi la sera
prova a nascondersi
dietro le ombre
allungate dalla luce
di mille lampioni.
E quando infine
il buio della notte
impollina i pensieri
che piano, sbocciano
e fioriscono e girano
e girano e parlano e...
Ed è allora che scrivo!
l’universo e le sfere della gente;
per scatenarla basta quasi niente
ma se parte non la puoi più fermare.
Troppo facile, questo lo so anch’io,
invidiarmi pel fisico stupendo,
l’animo nobile e, se no mi offendo,
l’alta cultura e l’ingegno mio.
Per non parlar del fascino che emano,
accentuato dal capello grigio:
tutte le donne metto a loro agio
e so ben carezzarle con la mano.
Non potete negarlo, o vado in bestia,
il mio pregio più grande è la modestia!

ed un uomo
fai sussultare
le tue labbra
sono come le onde del mare.
Bacialo ancora
continua così
seducente come non mai.
Sei come l'aria
portata dal vento
in una notte
che vento non c'era
ma il tuo respiro
ha fatto di tutto.
Lui ha respirato
quel tuo sorriso.
Bacialo ancora
e respira il suo respiro
senza parlare
perché non serve
devi solo capire
chi è quest'uomo
che per un attimo
parla d'amore...
Chi decide chi può tenerlo e chi no?
È una delle domande che mi faccio spesso
Le solite frasi, andrà meglio, il tempo passa, la rivedrai, e pure non c'è nessuno che quando torno mi chiama Papà
Non ci sono più le domeniche insieme a dare da mangiare ai piccioni
Non mi addormento più con uno scricciolo a dosso
È una vita meno piena, con un senso in meno,
È un tunnel buio con poca luce,
Il coraggio a volte è ben nascosto
Quando la tristezza e l'impotenza prendono la stessa via danno forma a un'amara verità,
A oggi aspetto un tuo ritorno,
Tiro su le spalle mi rialzo con quella forza che solo tu puoi darmi
Quella forza di non mollare, di essere gentile, calmo, fermo, stabile, scegliendo sempre la via più dura...
È come quando sei consapevole di essere il giocatore più forte della tua squadra,
scegliendo ogni partita di non giocarla, di lasciare spazi ad altri, continuando ad allenarti sempre di più... Sempre di più... Sempre di più...
Consapevole del fatto che arriverà quel giorno in cui tu sarai negli spalti a guardare la partita,
Stai pur sicura che quel giorno giocherò e sarò quello che farà più goal di tutti, portando la squadra alla vittoria....
ti amo
Onde onde ed ancora onde
in un susseguirsi infinito
contro le coste d’un paese dall’anima morta
velieri all’orizzonte non se ne vedono
nessuna vedetta segnalerà quel dolce paesaggio
meritevole di un pietoso aiuto
forse qualche nave di predoni passerà
per sfogare un po’della sua rabbia
sugli antichi tesori reclamando un’eredità
di cui pochi ormai osano pretendere il rispetto
avendone perso il ricordo
il vento sferza le tombe dei Cesari spargendo
il loro lamento fin sulla cima più alta di disperati monti
laddove lo spirito antico può solo guardare
la sua memoria disperdersi nel vuoto
di una storia a cui si è voluto girar le spalle
la polvere come pudico velo scende a coprire
il cimitero vivente dove i morti si riscaldano
davanti ad un fuoco fatuo continuando a tremare
non riconoscendo più il calore
di una vera fiamma di vita e libertà
rimane solo il rumore delle onde
di un Mediterraneo beffardo
a smuovere ricordi.











