avrò il corpo disteso al sole,
avrò non so...
un mal d’amore!
Avrò un mare e un ombrellone
dove nascondere il mio rossore.
E poi avrò un sogno
tra la sabbia e la gente ignara,
tra castelli fatti di parole
e occhi attenti ma distratti,
ma ciò che conta
è che avrò un bel malincuore
che orgogliosamente ondeggerà
nell’oceano di questa estate
tra coralli, conghiglie, stelle marine,
e dei camaleonti nell’anima
a farmi compagnia in riva al mare,
mentre la vela del destino
va lontano dove l’orizzonte
fa l’amore col celeste immenso
riflesso nei tuoi occhi innocenti.
Avrò, avrò e ancora avrò
tutto questo in quel tuffo
nella mia vita,
ove ogni emozione
avrà solo il tuo bel nome
scolpito nel mio destino
per restarci in perpetuo.
Avrò con te,
solo se tu avrai con me
neve nel ciel d’agosto
a sorprenderci d’incanto irreale
nella stagione della felice libertà
che ci sospinge più in là
via dalla realtà.
Avrò ad occhi chiusi,
io libera nel cuore
viaggiando con ardore
sognando con stupore,
e tutto questo
nella sottopelle mia
che bramante sotto al sorriso
del sol che mi scalda
e poi ancora ne avrò
cuore e amore,
e sarà meraviglioso!
il canto melodioso
della notte
vedo le prime luci
dell’alba
colorare
gli alberi solitari
appoggiati pensosi
sulle case addormentate…
Immagino la voce del
risveglio,
mi trasporta lontano
nel tempo
quando i sogni
parlavano di giorno
e la mente alzava
lo sguardo
su un mondo
da scoprire…
Ascolto in silenzio
il canto melodioso
della notte
e i sogni svaniscono
lentamente
le luci della città
si accendono
anche oggi
ma forse
da qualche parte
nascoste
a mia insaputa
germogliano
coraggiose
le immagini
del passato
cariche
di antiche
promesse.
Sei stata Mamma o Madre
o qual che tu sia
tu voglia o volessi
essere da noi chiamata.
Ti penso, a volte
e ti ricordo, sempre.
E ti ricordo quando
a noi bambini,
io, il più grande,
sgridavi a voce alta
(ma non poi così tanto)
e mi guardavi accigliata
come a dire, a dirmi:
- Anche tu, quello grande?
E scappavo, scappavamo,
complici dei misfatti.
E tornavo solo io,
perché più grande
e bastava una carezza...
Sei stata Mamma e Madre
e ti ho amata e ti amo
e ti amerei, sopra ogni cosa.
sopra questo penoso ricordo di noi due
che abbiamo riempito moltissimi giorni
lungo il viale delle fiacche promesse.
Il tuo amore è solo marmo
e il bene e il male dentro di me
urlano ancora per salvare apparenze.
Mettiamo almeno coraggio in quest’addio!
Le nuvole portano grigie novelle
e sul tetto della mia testa
la morte s’aggrappa pesante
per ritardare l’arrivo.
Nella giusta bufera
che intorno si abbatte
è troppo tardi riavere
l’amore che ha diviso l’amore.
Guardando la pioggia che picchia
o la melma che accumula melma là presso il ciglio,
rimane in comune, oltre all’affanno,
girare di scatto le spalle
magari ammucchiando i nostri ricordi
ai sassi lavati dal fango,
alla nebbia che intanto scende,
alle foglie, ingiallite d’autunno.
Vorrei un pianto,
non capriccioso, insistente,
apparentemente immotivato.
E non lagnoso ed irritante,
né orfano di lacrime
da essere indignante e insulso.
Ma, un pianto vorrei,
prorompente sfogo dell’animo,
temporale di un cielo stanco.
Che rendesse il disagio,
lo sfinimento, il senso di pazzia
che sento dilagare, che m’annulla…
Un intimo pianto, per lavare le ferite,
rilassare le rabbie e che quietasse
come fine pioggerella d’aprile.
Perché, un pianto aspetto,
che, paradossalmente,
mi stringa tra le braccia,
come comprensione che consola…
amo il cielo
quando si tinge di blu
- quasi nero
amo la solitudine
amo ciò che amo
perché in tutto ciò
volano i miei pensieri
- quasi neri
amo il valere dell'amore
e volere a più non posso baci
tanti... silenziosi
notturni, celesti
dipinti di blu
- quasi neri
e di me, la profondità
- quasi nera
Dentro di me
Arde lo sai
Forza tu sei
Io e te, divisi
E lontani
Troppe le mie fragilità
Scelte sbagliate
Di un età
Io so che lotterò
Per riaverti
Sogno che
Sei qui con me
Tornerò
Nei giorni tuoi
Prendimi ancora la mano per andare lontano
No non esiste rimborso per il mio rimorso.
Sarai il mio punto di forza non ne avrò mai abbasta. Passerà il tempo ma aprivarci di noi, non sarà mai.
Piccola mia
Tu non lo sai
Tanti i miei guai
Nei giorni miei
Ma con te la vita
È rinata.
Sogno che
Sei qui con me
Tornerò nei giorni tuoi
Prendimi ancora la mano per andare lontano
No non esiste rimborso per il mio rimorso
Sarai il mio punto di forza non ne avrò mai abbastanza, riavrò quel tempo per ripartire da noi.
Sarai il mio punto di forza non né avrò mai abbasta , riavrò quel tempo per ascoltare, darò più spazio alle parole e vivremo di nuovo insieme.
E il sole, che non smette di brillare
come se il mondo non stesse per finire.
Un'intima voglia di piangere s'annida
nello specchio dei pensieri.
Ora che anch'io devo nascondere il mio viso,
non posso non pensare a quelle donne
costrette alle prigioni che si fingono vestiti.
Dalle fitte sbarre di stoffa
sbirciano curiose il mondo degli uomini padroni.
Non ci sarà mai un Dio -misericordioso
opppur guerriero- che scenda dal suo cielo
Per dire "BASTA!" ed esigere il rispetto
dovuto ad ogni figlio ,di qualunque sesso sia,
con pari dignità.
In questa vita, sono certa, nessuno lo vedrà.
Ti amo per i brividi
che mi attraversano il cuore,
ti amo come non mai
ti amo per le parole d'amore
che teneramente mi sussurri
in penombra
sul ciglio dei nostri sogni.
Ti amo,
per le mani che baci con trepidazione
mentre mi giuri amore eterno
in ginocchio come un principe azzurro,
ai piedi della sua amata principessa.
Ti amo,
per tutte quelle volte
nella quale il mio corpo
perso nel tuo,
raggiunge l'universo mai inventato prima.
Ti amo, tanto,
quando i tuoi occhi
profondi come il bene
chiusi vedono in segreto
i miei ammirandoli amandoli,
quando ti guardo
implorandoti lodi
di pura inaudita sensualità.
Ti amo,
ti amo, e ti amo ancora,
ogniqualvolta che ti amo
e per sempre unicamente
come la prima volta,
perché io,
ti amo e basta!
brilla sospeso
con finte scintille
che attirano stelle,
promesse sterili
coperte di zucchero
divertono
mosche striscianti.
Cadere è semplice
nella tela del ragno,
si sporcano i vestiti
nuovi di zecca,
si spengono pensieri
appena germogliati.
Quando si capisce
la triste verità,
la polvere sulle ali
lentamente svanisce,
i desideri più veri
si sciolgono
nel fango.
Il senso di vuoto
diventa reale
sporcando i sogni
inabbissati nel mare.
infinito mi circondi
nei secondi senza età.
Turbine emotivo,
la mente si srotola
guardo la luna a metà.
Lucciole danzano immobili sulla tela nera,
falangi vibrano al cielo cercando un tocco divino.
Pizzico le stelle,
giocoliere di pianeti,
estraggo i desideri e li cucio lì,
dove nessuno può,
dove nessuno sa.
Il tempo che rallenta,
lo spazio che si amplifica.
Rugiada scivola dai miei occhi come eclissi,
muovo i primi passi verso il cielo a piedi scalzi.
Brucio di estasi mentre raggiungo le stelle solitarie laggiù.
A un passo dal mistero.
Da chi sono, da chi ero.
A un passo da me.









