Vorrei un pianto,
non capriccioso, insistente,
apparentemente immotivato.
E non lagnoso ed irritante,
né orfano di lacrime
da essere indignante e insulso.
Ma, un pianto vorrei,
prorompente sfogo dell’animo,
temporale di un cielo stanco.
Che rendesse il disagio,
lo sfinimento, il senso di pazzia
che sento dilagare, che m’annulla…
Un intimo pianto, per lavare le ferite,
rilassare le rabbie e che quietasse
come fine pioggerella d’aprile.
Perché, un pianto aspetto,
che, paradossalmente,
mi stringa tra le braccia,
come comprensione che consola…

Commenti
Molto molto sentita Giò
Grazie
Ci leggo un senso di disagio e di solitudine.
Detto ciò (sperando di non aver troppo frainteso)
ti auguro una bella giornata
Forse perché dentro di noi si sta facendo strada -nostro malgrado- l'idea che stanno attaccando la nostra libertà e che presto sarà troppo tardi per riuscire ad impedirlo.
Brava!
Ciao da Ibla.
Bella, cara Giò