Quando sono nato il grano
in quel campo già non c'era più
Le lucertole sulla mia mano
e la tua finestra da lassù
Sconosciuti da un'eternità
salutano imbarazzati accarezzando il cane
dandogli qualche nome fa
Una pioggia a far l'estate
e viavai fatti per scordare e non dimenticare
Viavai vecchi come il mare
e la sua barba ricolma di fate perdute
La camicia rossa a quadri è vuota
e ad una certa fa pure troppo caldo
come il giro senza attrito di una ruota
la tengo improvvisandomi testardo
Quando sono nato l'erba
era la tua storia di quella lumaca:
che così timida e acerba
si guardò dentro, trovando casa
