Quando mi manca il mare
Prendo una conchiglia.
È fredda, ma tra le mie mani
Lentamente si riscalda;
come quando mi tuffo nell’acqua gelida dell’oceano
e la sento tiepida a poco a poco.
Ha i bordi rovinati e quasi taglienti;
lo scoglio su cui l’ho raccolta da piccina.
Basta passarle sopra un dito
e fuori diventa un mare in tempesta:
il vento forte ha increspato la sua superficie
che ora è piena di brusche onde
che ora è piena di brusche onde
su cui navigano le dita.
Adesso la giro:
è leggera come le piume dei gabbiani.
Il mare s’è quietato.
ci sono ancora le onde, ma sono dolci e morbide
solcarle è rilassante.
Sono quelle onde che cullano
la barchetta di un pescatore
andato a pescare insieme al Sole,
che non si preoccupa delle sirene:
per lui ci sono solo
il mare e la rete

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