“Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.”
(Italo Calvino)
Anche
durante
la pioggia forte
le tue ali lunghe e strette
ti permettevano voli senza soste.
Ben oltre le casa di campagna
-il mio sforzo di rimanere
racchiuso in un nome-
mi portava invece
a fischi frivoli
e singhiozzi
libertini.
Mai
-però-
alla nidificazione
o alle questioni della fede.
Quando scapperò sul mare
sarà un passo alla volta
-e non mi adagerò
su un fianco
a tredici
minuti
dalla costa-
ma mi diraderò
come la nebbia al sole
e ti osserverò dall’orizzonte
mentre salterai da uno scoglio all’altro
per raccogliere i miei 1638 lingotti di rame.
Quattordici miglia in balia delle correnti oceaniche
e se vorrai potrai raggiungermi per coprirmi di improperi,
per la mia anarchia (di altro tipo) e per le mie indecisioni,
che alla fine sono valse solo per chi le ha accettate.
Forse domani mi dissocerò da me stesso
-al ritmo di tre pensieri al secondo-
e chi lo sa
se tu rincorrerai
il mio nome, il mio ricordo
o la mia smisurata preziosa immaginazione.
“Tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia.”
(Italo Calvino)
