senza te
non vuole più finire;
vorrei poter dormire
per sognarti.
Un dolce tormento
mi assale...
mi sento
lentamente
lacerare dentro
non potendoti dire
che sei già Amore.
Due soli istanti
affinché
le lacrime
dell’Anima
diventassero
sorrisi.
Due soli giorni
perché dietro
ai tanti
“Ti voglio bene”
si celasse
“Ti amo”.
Un tuo abbraccio,
un tuo sorriso,
un tuo bacio...
cosa darei
per averli ora!
Forte a me
ti stringerei
senza esitare
“Ti amo”
ti sussurrerei!
e se nell'ombra le mani cedono
sole non restano
qualunque sforzo sostengono vengono prese
neanche in cielo si sentiranno perse
se la paura le avvolge un miracolo accadrà
per loro nessuna prigione per sempre ci sarà
ma meraviglie d'amore sì
verranno liberate e poi amate intensamente
difetti non avranno
I pregi sul podio in evidenza con l'acqua che li nutre
lo stesso trattamento di alberi secolari
Assorbono respiri albe chiare
germogliate nei silenzi trasparenti
simili a quelle della Madonna
Ella santa, bellissima e pura
che con maestria sa essere donna
perdonando le impurità del cuore
che si dà al vento minaccioso
quando si sente, finito
corre lieta per le strade.
Ti trascina nei negozi anche se non devi acquistare nulla.
Una battuta, una smorfia, uno scherzo...
Una crepes variopinta nelle mani e i saldali sudati cinti ai piedi.
I capelli raccolti con un grande elastico...
Un costume bagnato da asciugare al vento caldo di meriggio.
Quel bagnino della spiaggia accanto che ti saluta come se ti conoscesse già.
E i bambini che si perdono puntualmente tra le bolle di sapone.
Il cocco che non sa più di niente ma lo assaggi lo stesso.
Una medusa che sembra innocua.
Un'ape sul tuo asciugamano.
Un motorino che sfreccia vicino...
La notte non ti fa paura.
Non si dorme.
Si canta e si balla.
C'è curiosità, c'è voglia di esplorare.
Nuovi propositi.
Nuove giornate.
Nuove amicizie.
Percorrere i stretti vialetti.
Fermarsi alle bancarelle.
Un salto al porto.
Un giro sulla panoramica e tanta voglia di scendere.
Una nave che porta nuovi turisti.
Un murales dipinto di fresco.
I fiori su ogni balcone.
Ti fai un selfie per mostrare a tutti la tua nuova collanina.
Cerchi qualcuno per giocare a Burraco...
In autunno tutto si spegnerà si chiuderà si fermerà.
La nota canzone che correva lieta per le strade sentirai che forse non è mai esistita.
la bellezza del lago non smentisce,
un diamante lei disegna,
il mio animo di bellezza s'impregna.
Un tragitto molto quieto,
dapprima impressionati da Oliveto,
in seguito ancor più adagio,
si giunge nella splendida Bellagio.
Qui e lì palazzi faraonici,
per le strade ammirati son i teutonici,
poi si passa nella parte orientale,
che appare ancora più speciale.
Le cascate di Nesso son le padrone,
il suo ponte in pietra affollato di persone,
il capoluogo lariano è ormai dietro le colline,
e il mio canto giunge alla sua fine.
Da questi luoghi si rimane estasiato,
chi ci passa è senz'altro un privilegiato,
e io che scrivo con le dovute proporzioni,
un po' mi sento Alessandro Manzoni.
fermare il tempo
avrei fermato
ogni istante che
insieme a te
mi ha visto felice,
ogni tuo sorriso
ogni tuo bacio
che mi hai donato.
Se avessi potuto
fermare il tempo
avrei fermato
ogni tuo sguardo
che nei miei occhi
hai fissato.
Se avessi potuto
davvero
fermare il tempo
avrei fermato
l’attimo in cui
il destino
ti portava
via da me.
"Sti cardia"
Questo cuore immerso
suona nella terra.
Scuro il canto
quando si spezza l’anima.
Quanto camminai sui viali
piangendo nella sera.
More sti cardia…
Chiude la melodia
nei versi senza madre
e non cerco il sapere.
Spengo l'arte,
lascio che il mare sussurri
nel mistero dei perché.
Addio onda che nutristi.
Il fuoco non brucerà
fioche le luci
si spegneranno nell'acqua
lasciando parole ardenti.
Io devo andare.
E piango lacrime che non ho più
in un luogo che non so.
Fu gioia
ciò che sarà silente
e s'addorme già l’alba.
Eppure tutto vive sempre,
sopra di noi,
oltre le risacche delle tempeste.
Eppure se vissi nelle notti dei grilli
spezzando calamai
lascerò l'inchiostro sul foglio
e qualcuno scriverà,
vivrà negli infiniti attimi
nutrendo il mio dolore,
lasciando alla vita
tutta la meraviglia del vivere.
«Sti cardia stae cu more
ma ieu sarò
intra l'anima te lu ientu
intra lu rusciu e lu mare
Intra ogni chianto figghiu de la terra
ca mai more senza prima cu la chiami madre»
Circoli sono circoli, circuiti chiusi.
Aperti ai pochi volti
che sanno relegare all’angolo
le aperture del mondo intero.
Dov‘è promosso a socio
lo sfociare ambiguo
nel poco male e meno bene:
inconsistenza in peso delle imprese.
Dove quel che piace
non risulta dolce o salato
si esulta solo per il sacro piatto
dello chef stellato. E s’insulta.
Dove lo scambio di figurine
si fa evidente, in rime
- aborrime pretese -
Nulla di reale ai voti.
Eppure, sono anche loro
istruita costruzione, sì
appunto, costruita istruzione
di un genere umano
quello che ancora
non ha imparato a nuotare
e preferisce una tinozza
corredata da braccioli
… all‘acqua vera.
all'ora di un'ombra di
sera certa,
mi annienta ancora.
Eppure non piango,
che se le lacrime poi fossero
come le tue,
io ci cadrei dentro
come
le idee in una testa vuota.
E mi abbraccio tutta,
contro le gambe mie che
servono ancora a dilaniare
il piccolo
passo di danza,
il cielo scuro,
la notte amara.
E la ballerina non parla quasi,
ma la notte sembra quasi amica,
quasi sorella di crisi e di affanno.
Che questa sera triste d'amore malato
offra resilienza ai cuori più forti,
come sa essere dura la notte!
Annualità si sommano
a decenni armoniosi e lievi
di un cammino irto
di sorrisi e qualche pianto
incomprensione del momento
mano nella mano.
Ci ha lavorato ai fianchi
il tempo, smussando angoli.
Resi ancor più belli. Dicono
aggiunga rughe, ch‘io non vedo
sento solo pressante
l‘esigenza festante
di averti accanto
ancora un millennio.
Perché ripida
la nostra vita in salita
con te si è fatta discesa
pur nelle sue alture
- normale contrasto del fato -
È divenuta piedistallo, un podio
… una medaglia perenne.
per mostrare il mare
di serenità in cui vivi,
mentre, invece,
dentro hai
un oceano di dolore.
E se prima pregavi
affinché ogni tuo sogno
diventasse realtà,
e se prima pregavi
purché la vita con lui
cambiasse in meglio...
ora preghi
di poter mettere fine
a quei sogni
diventati ormai incubi,
chiare allucinazioni.
Ora preghi
di trovare l’attimo
per terminare
ciò che ormai
è, da troppo,
sopravvivenza.
E preghi…
preghi...
mentre la tua anima affoga
in un mare di amarezza
il tuo cuore annega
in un oceano di sofferenza.
mi trafigge il volto tuo
impossibile
Tutto adesso è anelito,
affanno, eterno ansimare.
Salvami
dalla stortura del Tempo.
Soffia
in questo orrendo ultimo velo
incendi i miei giorni di
parole che
bagnano i desii
stesi al sole a crogiolarsi
sulla sabbia infuocata?
Sei forse tu
quel palpitio
che bussò poco fa
alla mia porta silenziosa?
Si infrangono
gli attimi del cuore,
sospesi...
lungo la strada,
con caldi ... respiri
con passi silenziosi
attraversavano
il mare che
non finiva più...
chi sei tu!
Sfuggente riverbero di serenità
al tuo capezzale
il tuo viso liberato dalle fatiche
di un viaggio terreno
fa trasparire l’ambizione di eternare
la tua bellezza incantata
divenuta incontaminata sfida agli dei
incapaci di contemplare
la tua luce irradiata
dalla terra che ti ha creato
lontano dal cielo da loro governato
è stato un attimo un solo attimo di meraviglia
aprire gli occhi e guardarti
nell’epoca in cui divampa la guerra
tra gli angeli custodi del cielo
e i diavoli che divorano la terra.






