E l'interminabile finisceNulla verrà esclusoIl tolto torna abbondanteE il rapinato si arricchisce
Così il traditore faràDel bene al tradito E quel che si crede furboMorirà di certo istupiditoTutto si unisce e il vuotoRiempie quel che mancaMentre il pieno si svuotaOgni Eos diventerà tramonto.
Troppo poco ho provato
A morire in questa nebbia
Quando al tocco suo ho sognato
Di lanciarmi dentro l'alba
Quando il solo fuoco sorge
E in me mesce il suo amore
E scioglie l'amaro nel mio cuore
Mi scorge con la mano
Nell'animo s'immerge
Finché mi spacco in due dal bello
E mi bruciano gli occhi
Senza di te non avrei di certo qualità,
per emergere, non potrei di certo puntare
a condizioni e conseguenze di progresso,
da poter sperare in un futuro migliore,
insieme a te, che hai gli occhi
più dolci del mondo, e abiti
a piano sopra del mio cuore,
perché anche a te sta a cuore il nostro futuro!!
Tu occupi il mio cuore,
credi abbiamo lo stesso bisogno di aiuto,
e una montagna d’amore nel cuore,
amore che indossiamo con una certa eleganza,
e occhiate alle possibilità economiche!!
Io mi fermo sulla soglia, un attimo perché
c’è una gioia intraducibile, quando mi appresto
a varcarla, la dolcezza di una bellezza straordinaria,
annuncia che è arrivato il momento,
ho veramente bisogno di un’amica, sempre mi sussurra;
quando vuoi, conta pure su di me!!
Naviga
in
me
il
Natale
tutto
l'anno,
divenendo
pausa
di
riflessione
il
suo
arrivo,
m' adorna
armonicamente
il
cuore,
come
nastro
rosso
d'amore.
Fragili
i
balocchi,
di fine
cristallo
nostalgici,
discendono
al
viso,
stelle
cadenti
mancanti.
Lacrime
di
ricordi
gelidi
come
neve,
al
sapore
intenso
di
mandorle
amare,
che
posano
sul
fil
delle
mie
labbra
calde
evaporando
come
goccioline,
risalgono
al cielo.
Consapevole
ne
creo
costellazione
di
memoria
e
crescita
che
riscopro
all'occorrenza
alzando
il
mio
guardo.
Tra
tempo,
spazio
e
luce,
la
mia
vita.
Volge
ora
ai
sapori
concreti,
pensieri
che
divengono
mandorle
dolci
come
il mio
sorriso
nello
scartare
il
grande
dono
d'amore: "Il cuore."
Crisalide Bianca
come gli altri
ma pur Natale sarà
si festeggerà come sempre
tra alti e bassi
con le luci che brilleranno
e canzoni si ascolteranno
dev'essere così, tra luci
colori e canzoni di speranza
che riempiono i cuori
sperare ad un risveglio migliore
che sia verità, luce negli occhi
nelle valli del pianto
di esseri spariti in cose perdute
addii, soltanto, senza la vita
a rincuorarli, dandogli la mano
soli, nell'aldilà, un viaggio
infinito
Ancora a settant’anni compiuti,
resto ancora dominato dall’attrazione,
del Santo Natale, allegramente,
coinvolge, ed io lascio andare i pensieri
nelle stesse onde, tengono legato
e di poesia avvolto, ai ricordi più belli!!
Ricordi lussuosi legati all’ambiente familiare,
per nulla ci si accennava il più smagliante sorriso,
tanto cosa costa, se riesci a vedere felici
i volti vicini già felicemente chiassosi
perché avvolti dalla stessa e disinvolta felicità
che di gioia colora anche l’imprevedibile,
si rallegrano le considerazioni, le parole i gesti,
tutto cambia intensità e colore nell’ospitare
la commozione antica del Natale
che alimenta di ghiotta speranza
ogni tavola sulla terra, unite per parlare soltanto
di felicità che tiene uniti teneramente,
dall’ armoniosa Attesa, che rende tutti sereni
e più buoni, nell’intonare le antiche canzoni!!
VIPERA SILENZIOSA
SSSSS ...
È IL SUO SUONO:
LO RICONOSCO DAL SUO SORRISO.
ATTENTA!
QUESTA VIPERA T'AVVOLGE,
MA NON T'ILLUDERE:
SORRIDE PER DIVORARTI.
I SUOI BACI SONO ACIDI,
PEGGIORI DI QUELLI DI GIUDA.
GUARDATI
E NON ABBASSAR LA GUARDIA.
PERCHÉ FINGE DI ESSERE INNOCENTE,
SOLO PER CONFONDERE
LA SUA PREDA. 
non sono pronta stavolta
a respirare canti di festa.
Come le luci i battiti del cuore
rimbalzano a intermittenza
fra i Natali passati e il presente.
Scrivo nella mia camera
al sol chiarore d’una candela
con mano stanca che stringe
ciò che di te mi resta.
Oro, incenso e mirra
portano su cammelli i tre Re
al dolce Bambin Gesù.
Tormento, furia e lacrime
nascondo con fatica in seno
da quando manchi tu.
E mentre nuovi sogni
cercano di accendersi come stelle
una fioca voce nasce
su labbra tremolanti intonando
melodia d’un Bianco Natale.
La mano ora è ferma,
le labbra ben serrate,
vita e voce sono comparse
su foglio adesso pieno.
Il nero inchiostro ha dato
libertà d’esistere
a sentimenti di rinascita.
In fondo stavolta, forse,
sono pronta a rivivere
il Natale nel suo infinito.
Rispetto le tendenze, anche io aspetto il Natale,
è di un dolce l’aria di buono suggerita dal cielo,
anche i più apprezzati sensi dell’anima,
cambiano colore in base
alla dolcezza dell’Evento!!
Sdogo tutti i sogni ormai freddi,
della stagione invernale, e mi lego alle riflessioni,
necessarie, il Natale, dà ancora una mano!!
se resto un pò in silenzio ad ascoltare,
offre un bonifico di forze necessarie
l’invito a decidermi a fare il gran passo,
diventando più buono e disponibile,
per dare una mano d’aiuto ai fratelli!!
O è stato l'aereo che fatale si è perduto?
Non so, ma il solo annegare
Nel tuo occhio immortale
Mi fa ardere quel cuore ormai canuto
Che quella patria fantasma
Senza alba e senza vespro
Ha già derubato del suo fuoco
E del suo estro
Oh, bella mia Atlantide
Perla che orna il collo d'Europa
Venerea, elevata come monte si cela
Gelata, Nostra Dama nel sogno della morte
Mi scorre il senno sul soffice suo seno
Dove scappa in eterno la scura Senna nera
Terra babelica, si desta, forte
Balena la tua torre
Alla destra del tuo sole
E mille strane strade s' intersecano
Celate tra arti rinate e arenate
E se giovane furia il cuore avrà in sé
A sospirare, assaporare i cordogli di sfollati
E fuoco scolpirà gli occhi assaltati
Dalle fiere vesti delle muse a Le Marais
Di interrarmi chiederò, tra gli urbani ritratti
Per vedere i Campi Elisi
E assaggiare un ultimo caffè
Distratti alla vita
l’indecente.
Infine prosciolti, si va
con formula piena.
Il grande schermo
ci scorre
pressoché tutti invisibili
nel palcoscenico primario
ai titoli di coda
su canali familiari.
Eh facciamoci un bel regalo:
il magico Natale
… non rimanga sempre solo.
dagli affetti più cari,
si attende lo scoccar
della Mezzanotte...
si attende l’arrivar
della Divin Luce.
Si è pronti ad aprirsi
a nuovi abbracci,
a caldi baci
tra cuori scalpitanti,
ascoltando campane
in festa.
Non emozionano
regali maestosi,
attenzioni eclatanti.
Conta un sol gesto che
può sembrar banale,
e invece
racchiude in sé
un gran valore
perché donato
col cuore.
Amor che
non si compra...
Amor che
si sente...
si vive!
E così...
in armonia coinvolgente,
con ardor avvolgente
esordisce il Natale,
magicamente...
tra risa scoppiettanti
e felicità condivisa!
Anch’io di queste notti guardo al cielo.
Del tempo mio le fitte nebbie scanso
e le nubi - inopportune al mio presepe -
e le piogge di un acido dicembre.
E cerco stella ch’anima rischiari,
lembo di coda che mi posizioni
dentro il sentiero che so complicato
verso la grotta che calda mi accolga.
Oro non ho, né incenso, né mirra.
Porto con me i segreti del cuore,
i sorrisi non del tutto capiti.
Sono i miei doni per questo Natale.







