un rosario stringe in mano,
gli occhi si aggirano pensanti,
con i suoi pensieri assai pesanti.
Problemi di danaro lui non ha,
soldi ne possiede a volonta',
neanche ha problemi di salute,
il suo referto ottimismo incute.
Ma i suoi occhi parlano chiaro,
simili a quelli di un lupo mannaro,
che nella vita ha visto tanto,
ma che ignora cosa sia il pianto.
Sa che la sua parabola è discendente,
guarda la gente indifferente,
non sa più cosa sia un sorriso,
sempre corrucciato appar in viso.
Mi avvicino chiedendo: 'Come andiamo?'
mi risponde pacato: 'Ci difendiamo',
da lì capisco il suo malumore,
di chi non potra' più tirar un rigore.
Non mi sarei mai sognato di vivere insieme,
a te questa lunga vita,
sei riuscita ad avverare tutti i miei sogni,
prima di te, non sono serviti a niente,
provenienti dalla stagione più romantica,
croccanti e profumati
con l’unico intento di nutrirmi il cuore!!
Tanto amore, profuma di bene,
quel bene buono,
che dedico soltanto a te,
per quanto, non riuscivo a superare,
le infinite difficoltà che fanno
vacillare ogni santo giorno,
hai sorpreso, riuscendo a consolidare
ed equilibrare il mio cuore,
concedendomi di realizzare questo sogno!!
Al cielo interessano i risultati,
ha dato a tutti indistintamente i doni necessari
per costruirci la felicità, lo vedo dispiaciuto
per alcuni amici che sprecano la loro giovinezza,
i giorni migliori della nostra vita
passando da un bar all’altro divertendosi del niente,
buttando uno splendido periodo al vento!!
In certi momenti, mi vanta, spendo al meglio
le mie risorse, anche per questo, mi prepara
un destino tutto speciale da seguire!!
Si compiace con me, perché seguo dei pazienti
più sfortunati di me, e da loro non accetto
mai ricompense per le mie prestazioni,
perché sminuiscono il bene fatto!!
Bravo, mi dice, con il sorriso che prendi quando riesci a far star bene una persona, è di già il più speciale regalo,
se lascia un buon segno nel profondo del cuore!!
cerco pace su questo
E pace cerco
Un ristoro cerco
sui carboni ci brucio.
Voglio pace...per me...
Come ci si sente..
Il sommo Poeta scrisse il suo capolavoro durante la Settimana Santa di un anno, che egli riteneva più o meno alla metà della propria esperienza umana.
Momento cruciale di un'esistenza straordinaria...
Scrisse alacremente e con maestria impareggiabile dei tormenti dell'anima, del corpo e dello spirito, che nella mezza età probabilmente investono tutti gli uomini, senza eccezioni, ma che soltanto pochi sanno interpretare come la propria crisi esistenziale, ed ancor meno sanno meditare, riflettere e restituire all'Umanità, affinchè lungo le generazioni essa ci si possa rispecchiare e riconoscere.
Soltanto i Grandi riescono a dare gestazione e nuova forma al tormento ed alle ferite della propria esistenza, lasciando un'eredità degna di memoria e cresimata di saggezza.
Non sono semplicemente capace di tanto zelo, sebbene ammiri con tutto il mio cuore, e con tutta l'anima, chi ha potuto deliziare i posteri di tanta Arte!
Non scrivo perciò per nessun altro...Questa volta sono io medesima l'autrice e la destinataria, dentro un canale di comunicazione impallato in un circuito chiuso, che si fa cappio e non trasferisce nulla a nessuno, ma tenta disperatamente di disperdere l'energia distruttrice che devasta senza tregua.
E' il 13 dicembre. Santa Lucia protegge gli occhi, ma era, secondo la tradizione contadina, il giorno con meno luce di tutto l'anno. Due osservazioni, allora: oggi potrebbe essere il punto più scuro dello strapiombo, ma preludere ad una lenta risalita della luce; oppure oggi potrebbe rappresentare la metafora, dell'ennesimo inciampo in zona buia, dove conviene fermarsi, raggomitolarsi e guardare l'ultimo fiammifero, nel gelo della notte.
La stanchezza, l'astenia, le tenebre fitte intorno, e la coscienza del deserto deporrebbero per questo secondo scenario da favola gotica, ma anche da semplice fine-corsa, dove non rimane che lo spazio per un'ora di pietà e per un pugno di cenere.
Come ci si sente dentro la crisi in fondo lo so da sempre.
Ho avuto un Incontro. Abbiamo parlato, camminando.
Ho ammirato, atteso, amato fino a meravigliarmi; ho creduto, sperato e disperato fino agli asintoti dell'infinito.
Ho guardato di spalle Chi aveva preso al bivio l'altra strada e mi sono impalata ad attenderne un ritorno improbabile, fino a che il vento salmasto mi ha imbalsamato il cuore e gli occhi.
Ho raccolto una zolla ed ho piantato un fiore, angelo custode di una Poesia dei sensi..e delle lacrime calde sulle gote.
Ho ripreso a non vivere ed a respirare affanno.
Ho avuto il Silenzio. Mi ha posseduta la notte e stordita il giorno.
Ho avuto il Vuoto. Mi ha stuprata, padrone di ogni mia resistenza, e solo il velo delle palpebre chiuse mi ha protetta da ogni memoria del suo volto.
Ho avuto la Tentazione. Mi ha medicata un po' mentre stavo morendo; poi se n'è andata, beffarda, a godersi lo spettacolo dal palco d'onore.
Ho avuto un Incontro. Abbiamo camminato, parlando.
Ho avuto cura di ferite in tutto simili alle mie. Ho ascoltato e parlato; ci siamo fatti Compagnia.
Ho amato, nel tepore di primavera; ho posato lo sguardo su magnolie vestite da sposa.
Ho abbracciato e baciato sorrisi spenti da dolori antichi e sguardi in bilico tra la notte e il giorno.
Ho formulato voti e promesso ogni mio Bene ed ho saziato di mare di cielo e di ogni mio umore l'Uomo. Il dono.
Infine, ho raccolto da terra la mia anima scucita.
Ci si sente così, quando ti è donato di amare, senza essere amata; quando gli è donato di amare, senza essere amato; quando Amare è una tentazione disperata, alla quale non sai rinunciare, ma che è lì a portata di mano e ti aspetta per un nuovo massacro.
si guarda ricordandola vagamente
sopprimendola nel cuore
Con lei ci parli, domandandole perchè
sono accaduti certi fatti
Il destino fa quel che deve fare
Egli si impunta, dev'essere cosi
anche se positivo non è
Nonostante l'impegno, brutto rimane
Accettalo comunque, pensando che c'è di peggio
In questo modo non soffrirai, fissa le stelle
e la natura che ti sorridono lo stesso
Amale, in te troveranno la brillantezza
che regala serenità
ed insieme felici sarete solo voi
semplici ma veri
puri, come l'acqua di un fiume
per i saldi apro il mio salvadanaio,
quell'abito visto a dicembre in vetrina,
diventa l'obiettivo della mia mattina.
Il mese scorso lo avevo già provato,
l'acquisto avevo solo rimandato,
Il portafoglio a quel prezzo non era pronto,
avrebbe atteso l'agognato sconto.
Metto la sveglia e faccio la barba,
così la mia faccia or più mi garba,
nella mia auto mi metto dentro,
alla clemente mi dirigo in centro.
Parcheggio velocemente senza guardare,
vorrei essere tra i primi a poter entrare.
da lontano non c è fila dopotutto,
ma l'ingresso recita 'chiuso per lutto'.
Torno mestamente alla mia vettura,
Il mio abito rimane a prender l'abbronzatura,
cerco di trovar altrove consolazione,
ma sulla mia auto or campeggia una contravvenzione.
Amaramente multa alla mano mi rendo conto,
che l'importo è pari proprio all'atteso sconto,
purtroppo questa cosa avrei voluto non dirla,
ma ho fatto proprio la figura del pirla.
scivulente, nu cursune
lu ciercu cu 'nsistenza
è 'na forza 'era natura
pè daveru 'na potenza.
Quannu dici l'aju perdutu
è la vota ch'illu vene,
piensu allura s'è acquetatu
un c'è pensieru chiù sbagliatu,
è n'attimu, è veloce, sbrinchie
e nun c'è corda c'allu core 'u'rringe.
Mò però un'aviti 'e malepensare,
e criditime vossignoria
chillu ca ve cuntu
è sulu l'amure pè la mugliere mia.
Tradotto:
Ora l'acchiappo, ma fugge via
scivola come un serpentello
lo cerco con insistenza
è una forza della natura
davvero una potenza.
Quando pensi di averlo perduto
è la volta buona che arriva
pensi allora che si sia calmato
non c'è però pensiero più sbagliato
è un attimo, è veloce, sguscia
e non c'è corda che lo possa legare al cuore.
Ma non vi fate strani pensieri
credetemi lor signori
ciò che vi racconto
è soltanto l'amore che nutro per mia moglie.
di come si fa a non raggiungerla
noi prigionieri del tempo che spegne
ogni fantasia di toccare il bello.
Lei esiste.
Come una farfalla volteggia
intorno al primo fiore sottostante
e a distanza di un battito d’ali.
Lascia che ti dica delle onde,
di come si sta bene in mezzo al mare
noi domatori del tempo che si piega
al profumo d’acqua e sale intorno.
Lei esiste.
Beccheggia sopra un cono di luce
forgiato dal lento tramontar del sole
e tu lo insegui eppure ci stai dentro.
*
Stesura 13/09/2021
Vedi illustri celebri San Martino e Pianto Antico di Carducci.
Beata Madre di Dio
sei bel fiore verace;
d’amor vento che tace:
umiltà ch’amore arcàn.
Sei ultima speranza
di chi peccator fianza
gli sì rea tracotanza
l’abisso vien altopiàn.
Amor, altro: Fé nuda
piacevole sorgente
in fra messa virente
beltà tra messe di gràn!
Nobile Madre dell’uomo
fiel per chi ha segreti
fortezza dei arcipreti!
...fecondo imo melogràn.









