da quaggiù i botti non fanno
sussultare le nuvole.
Ma se tu potessi venire da me
anche un solo istante,
il tempo di un abbraccio,
mi daresti le risposte
che non ho avuto
perché so che lì si sa tutto.
Domande e dubbi spesso spuntano
come erba selvatica ad attaccare
fiori nel giardino dell’anima mia
che cerco di coltivare e nutrire
con musica e parole.
Ma fa male, tanto male…
ogni singola perplessità ferisce
come spina dritta al cuore
che pulsa ma con affanno.
Un altro anno sta per cominciare
e io temo che quello che è perduto
non potrà più ritornare,
anche se continuo a sperare
nel suo riaffiorare,
rifiorire più rigoglioso…
tra le spine
del giuggiolo
e la nebbia fine.
Fugace e nascosto
uno Scricciolo,
osserva golosamente
i frutti appassiti.
Fugace e nascosto
dietro la finestra,
osservo il pallore
dell'orizzonte a mare.
E si vestono di rosa,
gli alberi e i tetti
e le strade... e i gatti.
Mio padre voleva scrivere poesie
mia zia mi insegnò a cantare
lottai contro le mille ipocrisie...
Iniziai un dì di fronte al mare;
cantai giovanil tra aspri monti;
salmodiavo l'Eros che più che fare...
Tu mi ascolti e allòr ti prenda
quello spirito soave pièn d'amore
- che infante volle fuoco e ammenda -
che è quello di quel mistico fiore.
Costruisce allòr d'ingenio fronti
a muover cortese un caldo invito:
scolpire gli estremi orizzonti.
i miei occhi saranno bui,
il freddo attraverserà la mia salma,
e comincerà la mia eterna calma.
Fuori non cambierà niente,
formicolio ancor ci sarà di gente,
il tram passerà sempre puntuale,
con la gente che ci scende e ci sale.
Un nuovo necrologio verrà affisso,
io sarò in compagnia di un crocifisso,
apparirò come ospite di un dormitorio,
giacente forse in un anonimo obitorio.
Il mondo non si fermerà per me,
continuerà così come è,
si conterà sulle dita di una mano,
chi sentirà nostalgia di me sul divano.
Lacrime che non sentirò cader sulla mia fronte,
ma di cui sin da ora conosco già la fonte,
mani amorevoli accarezzarmi dolcemente,
contro la legge della vita imprecando inutilmente.
Ahahah! Ora però facciamoci una gran risata,
la poesia potrebbe esser mal interpretata,
ciò che scrivo è probabilmente arbitrario,
i mezzi pubblici non sono mai in orario.
sconosciuto,
simile ad una casa
nuova,
vuota,
auguri per una
quotidianità
più serena,
con meno
problemi,
paure.
Che si riesca
a trovare
un accordo
fra noi
per debellare
pandemia,
che si aiuti
la natura
a vivere armoniosa...
È un momento indimenticabile per noi,
che tutto ci diciamo, ogni sacrificio
e tutto ascoltiamo, ogni sofferenza
e ogni sconfitta, tutto nel mondo è diventato
friabile, e delicato, in questa prigione
dell’apparire, fammi godere della tua amicizia,
stammi ancor più vicina, soltanto se mi stai
di fronte non sento la mancanza!!
Se guardo nei tuoi occhi,
riesco a vedere nel profondo del tuo cuore,
l’aumento della mia fede
che cresce soltanto insieme a te,
sei tu il mio Dio, sei tu l’unica ospite
del mio cuore, sei tu che custodisci
la mia sopravvivenza, mettendo in pratica
gli stessi sentimenti di quando ingenui
ragazzini, ci prendevamo per mano,
giocavamo a moglie e marito!!
il nero manto della sera
mentre a cavallo di una stella
sei giunto puntuale
al nostro appuntamento.
Ti presenti come l'anno nuovo
con in mano una valigia piena
di stracci malandati
a ricordare dolori e ferite
in consegna dall'anno passato.
Sicura e decisa li prendo
senza batter ciglio...
ne farò nuova anima
spirito che non s'arrende,
stracci malconci diverranno
veli e pizzi di poesia.
Persistenti vestigia ho cucito
come memoriali sotto abiti,
notevoli lezioni di vita
che aspettavo da tempo...
ora avrà inizio la muta.
Come serpente mi spoglio
del mio vecchio vestito
ricordandone ogni crudo sfregio
ogni ruvida squama ferita
ogni profonda lacerazione.
Nuova pelle indosso
impenetrabile per chi
con malignità proverà
senza indugio a colpirmi,
valicabile per chi
dimostrerà di vivere
con anima e cuore.
Pressoché tutti
potenziali poeti
purtroppo
di una poesia personale.
La poesia
ha ben altra posa
ha le accortezze
di una sposa
tutt’altra l’attesa:
la leggi
e ti senti a casa,
non d’altri
a parlarti
è solo il tuo specchio
- brutti i difetti -
Non primeggia
accomuna
nostra poesia
… non mia.
| Se fosse bastato un pensiero adagiato nella mente l’esiliato ieri sarebbe presto rimpatriato nei sogni. Sogni o sconfinati pensieri funamboli di fantasia camminarono nei fili dei perché. Nell’affannoso delirar dei sensi sentimenti divennero padroni d’amorose schiavitù. Sensi e libertà vibrarono in egual musica come corde di liuto vicine, eppur separate nell’incolmabile distanza, intrappolati dall’ambiguità del mondo. Pensò di poter amare, d’essere amato e così quel pensiero girovagò nel muto desiderio scontrandosi con dubbiosi momenti. Cercò risposte nelle fredde ore che precedono la notte nel desiderio di giacere nell’oblio della sapienza e scoprire l’occulta spiegazione delle cose. |
Dai, vieni con me…
Ti porterò al vecchio castello,
ai piedi della torre delle fate,
tra i roseti impazziti di colori.
Là, dicono, esiste la felicità
o, ad essere del tutto pessimisti,
quel lembo di frammento azzurro
ribattezzato dai sapienti vati
“piccola aiuola”, che di certo la precede.
Tu non mi credi?
Allora devi darmi
il dolce segno che ci vuoi sperare,
fosse anche un minimo sorriso
imposto da questa ingenua preghiera.
*
Buon 2022. SERENO, per lo Staff, i lettori e gli autori e le autrici di Club Poetico
Queste sono le mie prime,
parole dell’Anno Nuovo, sono parole d’amore per te,
perché hai la dolcissima abitudine,
di regalarmi squisite emozioni,
quindi, non c’è niente di più bello e consolante,
del regalarle a te, perché sei così speciale,
nel dedicarti e consegnarti
autentica meraviglia, depositi nel mio cuore!!
Te le offro raggiante come un’alba,
al primo spuntare del sole,
raggiante dal sensibile romanticismo
che soltanto l’amore per te può suscitare,
spero di condividere insieme
l’infinita felicità di questo Anno
entrato dentro, senza neanche
chieder permesso, offre già momenti,
splendidi e suggestivi, all’orizzonte,
ha portato promesse di una nuova alba,
di verdi, serene e rosee atmosfere!!
troppi problemi abbiam dovuto sopportare,
noi con te tra maschere e vaccini
ci siamo sentiti sempre più piccini,
innanzi a una vera pandemia
che tante anime ha portato via
lasciandone altre nello sconforto.
Per il bene che ti porto
vecchio Anno stanco
vai a occupare l'ultimo banco
tra i tanti che ti hanno preceduto.
Dobbiamo dare il benvenuto
a quello Nuovo senza botti e balli
cosi nemmeno le scarpe ci faranno i calli.
In famiglia riuniti brinderemo
qualcuno lo farà da solo
senza che nessuno accusi dolo.
Chi giace al freddo senza un tetto
tremerà più solo nel suo umido cartone
e forse qualcuno gli offrirà l'avanzo d'un panettone.
Poi c'è chi ha sofferto d'allergia
e qualcun altro di sciatalgia
non bastava la pandemia.
In conclusione ci sostiene la speranza
che il Nuovo Anno ci porti la pazienza
di aspettare che il virus presto scompaia
e non replichi perché c'è venuto a noia
indossare mascherine senza carnevale,
d'ora in poi lo scherzo più non vale.
BUON ANNO a tutti.
che questo momento,
questi giorni,
tutto questo tempo;
tutto, fosse come neve
che senza rumore,
piano piano si scioglie
e poi scompare.
E svegliarmi,
come da un torpore.
E sedermi
accanto a te,
in fronte al Sole
e dirti ciao.
Ah, quanto vorrei,
fratello mio,
quanto vorrei...
dirti ancora ciao.






