Il sole ha completato il lungo turno
e già in disparte da un po’ si è messo
per dare cielo alla strada della luna,
per dare accesso a chi si innamora.

La dolce sera m’è sempre più vicina,
si posa senza danni sui tuoi occhi,
si sdraia lungo i fianchi della nostra ora
e chiede solo d’essere vissuta, tutta.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Vi è quel pelago
di pensieri erranti
tra i fili danzanti d'erba
coi suoi petali svelleri,
nel soffio del vento
nel polline fecondo
di lacrime di catarsi,
e con essi si innalzano
mute voci del mio io
braccando congrue braccia,
per raccontare sottovoce
fiabe di realtà nascoste
e nimuti sogni
che come evanescenti astri
svaniscono pian piano,
piccoli atolli lontani
ove io come piccola indigena
dispersa nel tempo
non regno in ilarità
ma disperdo i miei anni
nei gomitoli delle esperienze,
nel fiato lacunoso
di quelle congetture
che sanno arrestare
la bellezza più pura
del volto del mio cuore,
una cinerea fine
colorata di disincanto.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Profumo di erba tagliata
ricorda i prati bambini,
le corse ansimando
sotto tigli fioriti.
E nube sei, trasportata
da quel vento che non
lascia nostalgie.
Fine estate che sa di passate
certezze che erano sole propizio.
Veleggi nel profondo della tua mente,
e ritornano i sapori, gli odori
di quel tempo, ritornano
le voci che chiamavano.
Il fluire di una acerba vita,
che doveva ancora sbocciare.
Circondata dal calore di tenere braccia.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Do' al tuo cuore, che mi sente
Respiri distanti, su scale sterminate

Mi diè, sì, speranza
Fantasticare sul tuo tocco, ma
Sol l'averlo mi dà l'orlo e la pienezza

La viva terra, l'orbe molle terrà
Sicura, pur se lontani, i nostri spiriti spartiti 
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Profilo Autore: Ealain  

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Speciale evoluzione
specie
in giochi di prestigio
- per futilità di applausi -
utili solo a nasconderci
ai nostri stessi occhi
ed evitare commenti
opportuni giudizi
e doveri di sorta
e proseguire
a giocare con la sorte
mentre l’estate
resta alle porte.

 

Impossibile
svernare sulla terra
senza esser santi, né eroi.

 

Ma s’insiste.
Ancora non abbiamo compreso
il nostro reale peso. Ipertesi
viviamo di ipotesi, pronti
a stupirci in tesi, appesi
a fili d'ipocrisia. Incapaci
di  difendere il forte
del nostro coraggio
sotto pressione

 

da indiani inesistenti.

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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Si sta fermi seduti a pensare,
Qualcosa nell'aria par debba capitare,
È una sensazione di calma apparente,
Mentre ignaro osservi muoversi la gente.

Non sai esattamente cosa accadrà,
Ma sai che il destino la sua strada farà,
Impotente assisterai agli accadimenti,
Rimpiangendo ahimè proprio questi momenti.

Poi volgi lo sguardo all'orizzonte lontano,
Quasi a cercare li una risposta invano,
Niente e nessuno ti darà consolazione,
Per questa infausta e instabile situazione.

Eppur devi trovare il bandolo della matassa,
Ti starà aspettando proprio come una tassa,
Intanto cala la notte con mille quesiti,
Che sotto un ciel senza stelle ti vengon serviti.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Di passi forbiti
e pensieri felpati, ognuno

il proprio fiore coltivi
con fiera tenacia

e forza affrancata

- senza forbici -


l'unicità di massa, sacra
che, ora, scorre nella valle
sotto il peso delle lacrime

nell’arduo percorso
di un deserto sabbioso

e, quale finto mobilio,

immobile affonda.

 

È condizione unica

e irrinunciabile
indispensabile

ad acquisire serenità

quella benzina al motore

che nessun soldo

potrà mai comprare.


Sacra come sacre sono la vita
l’amore, amicizia e famiglia

nel meglio o peggio relativo

 

al solo soffio del vento

al sorriso del sole

 

… al pianto di Dio.

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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Candore sinfonico
di foriero del giorno
mormora al cuor note d'oriente,
nenie diuturne che euritmicano
riecheggiando dentro
celando trepidazioni proscritte
in danzanti strofe
nei meandri d'eternità,
lasciandomi incerti trasogni
in minuscole poesie connesse
come intrecci di fili d'oro
in mille metafore come fiori sparsi nel turchese prato
di questo immenso mare
dallo sguardo ondulato!
Un panorama intenso
nella sua estesa di fine Agosto,
e come lieve brezza accarezza
la mia anima in fuga e persa
nel mistero del suo effluvio,
disegna ricordi da vivere
nel futuro che non vuol avanzare!
Oh incanto di luce sei, amor mio,
dove sei o vibrazione divina?!
Oggidì che pigramente scorri
tra le linee del mio destino
per poi traboccare nei colori
del tramonto sfumato d'amore,
colori l'orizzonte di sussulti
in quei sbuffi di nugoli gridellini,
suvvia raccontami una favola
sulle sue labbra come rose
in fiammelle di passione
sulle mie altrettanto infuocate,
e del suo respiro nel mio
che come musica ci sospinge
nel più alto dei cieli,
raccontami ti prego oggidì,
ancor chimera per i miei occhi
sarà il suo cuore per me?!
Ancora la sogno ad occhi aperti
sulle ali del destino
che ancor mi seppellisce
nel profondo delle mie lacrime
di questa realtà che triste
si spegne lenta disperdendo
ogni velleità d'amore,
come scuri coriandoli al vento!
Io chiudo il mio viso tra le mani
nel disincanto di poterla
un giorno veder arrivare,
poterla venerare
e godere d'amore al suo fianco,
fino all'estremo del mio
veemente ardente sentimento
che non si esaurisce
alla fine della notte
senza luna che sorride,
mentre io disteso
sullo scoglio mi assopisco
nel più bel sogno
che lei possa esser qui
mia per sempre,
esprimo desideri alle stelle
che brillanti sorridono
facendomi da trapunta
scaldandomi il cuor
morente d'amore per lei,
che ancor mistero è per me!



© Laura Lapietra
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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E’ sera!

Seduto sulla sabbia

contemplo il mare.

Accanto, la mia compagna

e il cane Tutù,

 il mio amico inseparabile.

 

Guardo le leggere onde

che spingono l’acqua a riva.

L’acqua che scivola sulla sabbia,

con un suono dolce e piacevole

che mi dà pace e tranquillità.

 

La luna

dà luce alla spiaggia,

le stelle

 colorano il cielo scuro della notte.

In lontananza,

barche con pescatori

che calano e tirano le reti.

 

E’ tardi!

Cala il fresco della sera,

l’orologio segna l’ora di andare.

Mano nella mano ci incamminiamo

sulla strada che porta in paese,

Tutù è più avanti,

ogni tanto si gira,

si assicura che gli stiamo dietro.

 

Sulla strada

 la luce dei lampioni,

le case tutte illuminate,

la luna ci accompagna.

E’ sera!

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Profilo Autore: Antonio Crispino  

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Pensavo il gran fuoco d'estate
fachiro mangiare le paure l’amaro nelle ossa
la sabbia molle estirpare dai passi
il tempo il vuoto l’inutilità degli echi
e la brezza credevo riparatrice di mancanze
quelle ferite di meduse troppo addosso.
Troppo addosso ogni cosa che vorrei lontana
troppo lontana l’aurora bella
ora che solo sento strascicar le onde
battere buio nel respiro,
così lontana quell’aurora
senza misura senza senso
tutta spalancata –
– una fuga infinita
con la sua gemma.
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Endsummer lights

Bright prolonged daylight in May
As a young promise to the day
Then fullfilled by midsummer colors
Through wide range green mantles
Paradise turquoise skies cover
Fading in long lasting red dawns.
What to think of the heavy lights
Densely colouring late august time
Subtly implying next sudden changes
To grey and to dazzling flashing storms
To put summertime dreams to an end?
Hand in hand with light my mind
Young in spring, strong in june
Mature soon, yet old in fall
Every twelve months born to life
Only four months to decline,
once again and once again...

Luci di fine estate

Si allunga la brillante luce diurna in Maggio
Come una giovane promessa al dì
Si colma quindi di colore a mezza estate
Con le vaste varietà di manti verdi
Paradisi di cieli coperti di turchese
Le lunghe sfumature dei rossi tramonti
Che dire di quelle luci pesanti
Che subdole portano improvvisi cambi
Al grigio e ai violenti abbagli dei temporali 
Per mettere fine ai sogni del tempo d'estate?
Mano nella mano va la mia mente con la luce
Giovane in primavera, forte in giugno
Presto matura, già vecchia in autunno
Rinata alla vita ogni dodici mesi
Ma solo quattro per deperire,
E ancora una volta...e ancora una volta
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Profilo Autore: Axel  

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Macchine brulicano, colori tenui tremano
Nella piccola notte del più piccolo angolo di mondo
Della profonda città

Macchine brancolano in silenzio narcotizzato 
Sordo fondersi nella vastità, ci sono solo
I vestiti neon della sera, ammantellati 
Di una strada, di un parco o di un museo

Quando i turisti sono dipartiti
Ci siamo solo noi: gli occhi, le orecchie
E le bocche senza sonno
Con occhiali, orecchini e boccali di vini
Intorno a un tavolo nel fondo

Siamo i compagni di un uomo solitario
Che distende la sete nei liquidi
Nelle ore nottambule e annegate

E quando tra le strade intrecciate
Come vimini
Nelle ore blu e asciutte 
Niente più voci, niente più vestiti
Niente destini, vite e lingue sconosciute
Rimangono

Allora andiamo
Dove il mondo si scioglie
E ci accoglie, amorevole
Nel nero


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Profilo Autore: Ealain  

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Addorano 'e fatica 'e mmane d' 'o piscatore,
quanno s'arretira sott'â luce d' 'a lampara.
Sardulelle e alice astrette 'int'ê cceste,
stanno ammiscate a quacche frutt'e mare.

Nu ventariello scioscia 'a varca sulagna
n'onna leggiera vucanno ll'accumpagna.
'A varchetella se riflette dint'ô mare
e ll'acqua lucente abbrilla sott'a luna.

'Int'ô scuro pigliene forma ll'ombre,
ogni cosa ca se move è ttutta bruna.
S'appapagna 'o marenariello stanco,
ncopp'ô llegno ummedo 'e na panca.

A ll'intrasatto chiena 'e sicummera,
a ppilo d'acqua sponta na capa nera.
Ll'uocchie celeste chine 'e guccetelle
s'arrapeno e se nzerrano comm'a ffeneste.

Bbella e annura comme mammà ll'ha fatta,
accumpare na femmena priva 'e ogni veste.
Sulamente 'o pietto è a mmalapena,
cupierto per mmità 'a na cunchiglia.

Capille luonghe ondulate e cchine 'e sale,
lle cummogliano nu poco 'o naso, 'e cciglie.
Ncuollo na cullanella fatta 'e curallo,
assaje longa...ll'arriva abbascio ê sspalle.

Comme ricchine tene ddoje stelle marine,
'o polso nu vraccialetto giallo e tturchino.
Mpruvvisamente comme pe ncanto,
se leva ncielo 'a melodia 'e nu canto.

È 'a vocia 'e chella femmena misteriosa,
ca mentre canta ncopp'â varca s'arreposa.
Chianu chiano s'avvicina ô piscatore,
ll'accarezza mentr'isso dorme ancora.

S'avota 'o tiempo, 'a varca s'arravoglia:
lampe e ttronnele vatteno forte 'e scoglie.
Accussì 'o piscatore, 'a varca cu 'a lampara,
vanno a fernì deritte nfunno ô mare.

Nun se sape si fuje opera 'e chella criatura
o si se trattaje sulo 'e nu sfogo d' 'a natura.
Na cosa è certa, quann' 'a luna è cchiena,
mmiez'ô mare se sent' 'o canto 'e na sirena.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Speravo fosse mal de vivere
il fattore ereditario non l’avevo considerato,
è un peccato dire
“non sento più niente”
la danza  respiri
e il rumore della bocca
non piove da tempo
e non ho sete.
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Profilo Autore: Babi  

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Ormai...
è un profumo
di viole essiccate
schiacciate
tra due pagine di ricordi
un effluvio di gioie passate
il sudore di anime amate
il calore di mille carezze
il dolore di antiche certezze.

Ormai...
è un coltello sottile e affilato
che ti dilania
e ti ammorba il fiato
con il fetore
di un futuro sbiadito.

Ormai...
non mi resti che tu
scintilla evanescente
di ciò che fu.


https://youtu.be/QASvM9H412s?si=DWx3h5dgJJfaxoKz


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Profilo Autore: Maria Teresa Zanca  

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