Ricordo
Quando penso alla luce dei tuoi occhi
Specchio dell’inafferrabile amore
Ti cerco anima della mia anima
La strada che insieme percorremmo mano nella mano
Unica armonia dei nostri pensieri
Pronuncio il tuo nome in questa notte buia
Ed io mi sento vuoto di emozioni
Una luminosa quiete
Nel silenzio profondo della notte
Palpita il mio cuore
Null’altro.
l'oscura tentazione...
- Il mondo è dolore:
ma del vino cogliamo
come del frutto proibito
surge anelito
con le sue campane azzure
aspetta il nostro cielo.
Ma nella terra avida dell'acqua
il tempo che scorre
a cui si ribella velle
sempre temendo
del fotogramma
di Mamma che cucina.
Mentre della stirpe borghese
si instaura prostituzione
stacco un altro pezzo secco
di quel velle che risurge
nella poesia: il porto.
Ed ancora clandestino
nella mia nazione
per gli aità che non verran...
che non cerco solo
come di un pettirosso
che non può volar
- non può trovar il modo.
Ed ancora il tempo
che vigila e sorveglia
l'inutilità del tutto
della vita medesima
e di pure ricorda nella vecchiaia
il bagno che non è verità.
Ma solo, un rimpianto all'indietro.
Ed ora è notte: il tempo del sogno
scrivo e mi amorbo di mille veleni
per il silenzio osceno di chi non combatte
combatte chi cambia
come di un otre pieno
il cimbalo dionisiaco espanda
e lugubre a se stesso: domanda.
Immeritato del suo stesso ideale
che volle la passione non distribuir
a se stesso: come di funeree cineree
- vitali: essenze.
come i segreti che fanno paura:
ma non rigirar sopra i sofismi
il demone l'hai scelto
- l'hai scelto: naviga.
e tutto risplende ma non di luce,
vegliano le antiche voci,
che accarezzano con mano
e tutto si risveglia.
Mattina di settembre che non ha
ancora profumo d'autunno
ti avvolge come scialle.
Odore di pioggia arriva alle narici
e le apre umettando la mente.
I rumori soliti s'acquetano e il grigio
del cielo ti penetra l'anima
ma non la rattrista.
Il tuo animo è pronto ad accogliere
nostalgie che ritornano,
sotto a quel cielo che promette
lacrime le ferite non danno più pena.
la sveglia mi trafigge
dopo solo tre ore
Sara e Nada
dormono abbracciate
l’acqua mi risveglia
non riesco a vedere
quello che vedo
pulisco i mei occhiali
una maglietta con un numero
Sandro è aperto
e mi saluta
un’ucraina tira un cane
una ragazza seminuda
innaffia le piantine
nel cortile del notaio
corridori, venti di metro
i senegalesi
caricano i vetri
un rigurgito acido
nella notte di alcool
Surang è all’entrata
col solito cappello
non l’ho mai visto
in un posto diverso
dentro fa caldo
i colleghi si aggirano isolati
nelle corsie pochi vecchi
ma c’è Antonella
e per un istante scivolo
e il direttore mi afferra
e lo odio come sempre
sto per chiedergli dei turni
ma mi indica le buste
verdi reggiseni
mi giro appena
e un cliente mi sommerge
latte, uova...
- puzza di morte
pane, galletti....
- salvami terra!
finto vino, pesce in plastica...
sono trenta e venti
ha venti centesimi?
L’onda si ritira.
La rena alita fasci di luce.
Biancheggia la spuma
nell’azzurro del mare
e, nel splendente velo
ecco un raggio
nel terso cielo.
La limpidezza di questo azzurro
e, l’infinito sussurro del mare azzurro
tra brezze incolte e, amabili rimpianti
rimane un l’indelebile scritto
d’un perenne conflitto
tra il ricordo e il rimpianto
nel vasto oceano di un cuore infranto.
M’intristiva quel fiore
che mesto appassiva
senza un segno di vita.
Quel fiore
che con orgoglio gentile
ritto sul gambo stava
e, nutrito dal sole
che lo riscaldava,lo colsi
per farlo rifiorire nel cuore,
stringendolo al petto
con paterno affetto.
Un lamento dalla sua
alla mia radice
impone alla mia
pietà gentile
di non strapparlo più
con prepotente affetto.
è quel maledetto specchio
Con un passo ti darò una gomitata; tu viceversa.
si fan pieni i fossi:
dalle tombe dei polli
ritornano gli ossi.
E pozzi di sborre celate,
nei vicoli di carriole agitate;
e lo nasconde: che puttana l'Estate!
Ora la soglia della porta chiusa:
nera l'angoscia di pagine bianche
sui è scritto del demonio e la musa.
Così la gola si stringe,
per non fare tacere gli altri respiri:
per capirne la giostra
non ne basta l'eternità dei giri.
Così si rabbuia la mia segreta miseria.
Così mai saprò di questa cosa
che poi dicono poco seria.
Insisto. Ancora ci credo
nella costruzione del destino.
A occhi aperti lo sogno
quel mondo capace di attrarre
i suoi poli opposti
dai poveri cristi alle cisti estreme.
Potrebbe servire sangue
procaccino - non uno
ma sangue vaccino - specifico
per la legge del taglione, tagliato
su misura per ognuno di noi.
Deve scorrerci dentro
invadere ogni antro remoto
e scavare anima e carne
entrare nella mente e flipperare
(rimbalzare) a qualunque pensiero.
A spettri di luci bianche
dare l’allarme
per contrastare i fantasmi
del rosso eccessivo e del nero
criterio zero.
Contro atti aberranti
sotterfugi barbini
bande abbrancanti
per evitare altre bende
rimorsi e pentimenti
le colpe dei padri e i privilegi
di pochi figli.
Per il permesso
di essere liberi di amare.
che mi soffermo a guardare il cielo
a notare quello che ieri mi sfuggiva
il volo di una capinera
e l’eco
dello spettro e dell’infinito
la voce di mia madre
incastonata tra le nuvole
le mani di mio padre
a forgiar le stelle
il canto della notte e le maree
il gioco dei bambini
il Paradiso.
Sono questi i giorni che speravo
non arrivassero davvero
quando ero lucciola, fiore, aria, sparviero...
Sono questi i giorni della muta
del silenzio
del rumore in un battito di ciglia
sono i giorni che sento sulla pelle
conficcati nel cranio e nella carne
i giorni dei fantasmi e delle ombre
delle immagini sbiadite del passato
delle lacrime sparse sul sagrato.
Sono i giorni di fugaci apparizioni
mio figlio appena nato
il ciao con la mano
le strade percorse a perdifiato
per cercare il nulla, Dio, me stesso
il tempo sprecato.
Sono questi i giorni da incorniciare
vivere l’attimo e respirare
i giorni che il tempo porta il conto
e giri lo sguardo verso l’ultimo abbaglio
come fosse l’ultimo colpo, l’ultimo inganno
l’ultima gioia, l’ultimo sbaglio.
La ragazza davanti
nelle note di una canzone









