Sì contiamo …
i capi di bestiame
del nostro orto.
Io mi ricordo
di quando il capo valeva
manteneva la famiglia
- ci riusciva - di quando
con uno sguardo
non volava più una mosca
e il camino
tutt’intorno voleva.
Poi
d'improvviso
o non visti avvisi
la famiglia
ha perso il capo maglia
e con lui la magia.
Sì, che capo
era per dire, altra
la tiratura delle fila
… il francobollo raro.
Di sottofondo il distributore di bevande,
Gli sguardi delle persone preoccupati,
Per i parenti momentaneamente malandati.
Una porta che si apre a ripetizione,
Scandisce il tempo come in prigione,
Nessun dalla propria sedia si muoverà,
Fino a che il suo cognome non sentirà.
Passano i minuti e anche le ore,
Tra il via vai di qualche dottore,
Un cellulare a far da compagnia,
Qualcuno scrive una mezza poesia.
Parenti parlano a sguardo spento,
Fino a ieri qui non avean appuntamento,
Ora ci si trova vicini fianco a fianco,
Consolandosi a vicenda con occhio stanco.
nel mio cuore scende il gelo,
mi arrendo piuttosto velocemente,
so già che non vedrò niente.
Ogni anno è sempre la stessa storia,
si è persa ormai anche la memoria,
di stelle cadenti negli anni avvistate,
unitamente a speranze mai realizzate.
Ormai l' occhio la notte non scrutera',
di veder stelle muoversi non c 'e' volonta',
peccato perché di un tempo c'è nostalgia,
quando di un astro cercavo la scia.
Oggi una ferma luna mi fa compagnia,
anch'essa solitaria a farmi da spia,
anche lei par di aspettare insieme a me,
una stella cadente che più non c'è.
Un faro brilla sempre di luce
cosi l’anima di ogni uomo
un impasto di sole e di vento
da quell’impasto tutto viene.
Nel mio poco mancare
mi sono persa con cura tra le righe .
Dentro questo rifugio ho avuto conforto
e’ il posto equilibrato dove vengo sempre a trovarmi
capace di essermi cielo
antico come le stelle
capace di essermi spiaggia
con l’aria salmastra fin dentro le narici
capace di essermi cuscino
a riparare le braccia,
la testa,
il cuore.
#1
Mi risveglio
Alberi in processione
Luminosi
Un alba rossa -
Imperlata l’erba
di rugiada bianca -
Un destino
visto durante la notte
- l’uroboro di sé si nutre.
Notte e costellazioni
Alba e mercurio
verso oriente
segue il cammino.
Nuvole adamantine:
immobili
- sullo sfondo:
l’alba rinasce ogni giorno.
Disegna il pittore
a tratti assopito
per la veglia
la nebbia
tra le virenti braccia
di Pan.
Un altro si sveglia:
fugge dalla notte
il suo torpore:
le ali nere del riposo
lo lasciano.
Silenziosi gli alberi
al notturno respiro
come una prece
restano in pace:
come vissero millenni.
Scansioniamo dipendenze
senza le evidenze
di fucili puntati addosso.
E amiamo far finta
non esistano problemi
creando terra fertile
ed il loro prolificare.
Perché non sono nuvole
spostate
a ripresa dal vento
rimangono
e radicano e amplificano
emettendo radicali
liberi di incatenarci
tra nomi che spaventano
o costringono
a vita di penombra.
Raramente
li affrontiamo a dovere
prendendo per le corna
e non in giro.
E tra ridere e scherzare
spostiamo solo cocci
e l’oltremisura
… sebbene nulla
ci sia da festeggiare.
Mentre sulle ali
di facili entusiasmi
più facile è smarrirsi
imboccare strade difficili
ritrovandosi incapaci
dal poterle poi lasciare
senza dover spiccare il volo.
Sotto l'ombrellone assai beato,
Osservo il mio petto mezzo addormentato,
La scoperta che faccio mi lascia sconcertato.
Un colore nuovo sulla mia pelle,
Bianchi peli salgon a catinelle,
L'estate scorsa non c 'eran sicuramente,
Indice che tutto cambia velocemente.
Nella fretta dell'inverno non li ho notati,
Ora si presentano tutti insieme accompagnati,
I capelli ancora resistono al cambiamento,
Anche se vicin appar il lor momento.
Peccato veramente tutto questo,
Per scriver delle quartine è un pretesto,
Anche se però di fatto mi dispiace,
Il ricordo del ner villoso petto non mi da pace.
Scure acque guardo rifluire
Scorrere e bollire
Nella lurida calura
Sono calde le onde
Solitari si fendono nelle ore
Tu mare che rifiuti
Amaramente le alghe
E coi folti flutti
Non colare e deglutire
Nella gola la mia anima mortale
Ma lasciami passare questi venti
Per tornare ai luoghi del mio cuore
Distanti
di loto, e sfiorano l'acqua
stagnante, vi è una rassegnazione
in questo gesto silenzioso
che porta pace.
E tutto attorno è fermento
d'insetti che bucano l'aria,
contrastando con l'azzurro cobalto
del cielo.
Mi faccio piccola, per entrare
in questo quadro, così intenso
di profumi e vita,
mi adatto all'andare del vento
che mi sfiora le labbra,
e mi bacia gli occhi e la fronte
con amore di madre.
Riflessi di luce danzano
e si ristorano le libellule,
come specchi le loro ali,
sono faro e vibrazioni,
mi circondano e iniziano
a ballare.
Mentre la quercia
s’accompagna
con il cri cri dei grilli
mille lanterne
sorvegliano il cielo .
A me ricordano
una collana di perle a forma di conchiglie irregolari e sfuse,
sparse ovunque .
Il vento poi le disperde e
fascia i campi di tenacia .
Più in là, in solitudine ,
sonnecchiano le case .
Tutto dorme .







