mi fermo, e respiro,
rondini iniziano il canto,
tutto è fermo, come scatto
di una foto, ma i rumori
all'orecchio rimbalzano
quasi a ritmo.
Fine estate che non vuole andare,
e i languori d'autunno sono ancora
lontani, quasi dimentichi.
Mattini sospesi, da ascoltare
da mangiare a piene mani,
come more mature, questo
resta ricordo di bambina felice.
A tratti una nuvola oscura il sole.
Mi piace l’odore del caffè
spartire il sonno
e la coda del mio cane
scodinzolare felice .
Mi piace solo il bello del sole e
il mio concentrarmi sul cielo
imbiancato di nuvole .
Mi piace il tentativo bonario
di scendere le scale e
ascoltare il rumore che si produce
sentire decine di persone parlare e
il giorno con il suo peso
prendere vita .
•Le ferite c'erano e sanguinavano ma giovani occhi non vedevano
Il tuo amore dalla pelle alle vene fino all'anima dove continua a rispecchiarsi
•Una stretta tornando al candore del primo giovane amore
•Vorrei resettare incomprensioni, voci alte inutili
•Inerme con immagini che conducono a parole silenziose.
Was the arrow fletched and ready
'Where's the target, reach the center
That will be my unique goal!'
Quiet in its position was the target waiting
To be hit somewhere by arrow...
Was the flight curved but tensed
To the center seemed destined
Will the eye have aimed it well?
Will the arm be held quite still?
Not the eye nor the arm
Was the mind simply focused
The trajectory precise from the bow to the spot
The same fate is for everyone
If your mind keep clean and calm...
La storiella della mente, della freccia e del bersaglio
Nata da legno, temperata e fresata
Era la freccia impennata e pronta
'Dov'è il bersaglio? Diretta al centro
Questo dev'essere il mio unico scopo!'
Fermo in posizione il bersaglio aspettava
Di essere in qualche punto colpito dalla freccia
Il volo fu arcuato ma teso
Sembrava destinato al centro...
Avrà l'occhio mirato bene?
Sarà il braccio rimasto fermo?
Non è l'occhio né il braccio
È la mente messa a fuoco
La precisa traiettoria dall'arco al centro
Stessa sorte per ognuno
Purché a mente chiara e calma...
l'autunno incalza
o forse
sono semplicemente stanca.
Peso sulla bilancia
quello
che ancora ho
e quanto
già mi manca.
Mi manca
il mare,
quella libertà
di andare e venire sulla spiaggia scalza,
quell'immensitá
dove perdersi senza mai affogare,
quella leggerezza
di lasciarsi galleggiare
chiudendo gli occhi
per farsi dolcemente cullare
senza timore
senza guardare
dove la corrente ti potrà portare.
Mi manca
sfiorarti con le mie carezze
stringerti con la mia dolcezza
raccontarti con le mie lacrime
ciò che i sorrisi non sanno dire
strapparmi dal cuore con rabbia
tutto il dolore di quest'amarezza,
amare
come solo i bambini sanno ancora fare,
senza niente attendere
senza contare.
It's closing the eyes
That the whole world fades away
Leaving place to a picture
Many colors together
Bright for the day with its rational mind
Dark for the night with its dreamy nightmares
An effort to hold my eyes open
Indeed a curtain throws shade to the sight
Towards dialogs with gods
And ancestory scenes cross the eyes
Leaving my mind upside down!
What is true? Never mind
Even real life leaves for the night
Free access to the heavens!
Sonno
È mentre gli occhi si chiudono
Che tutto il mondo sfuma via
lasciando posto ad un quadro
Con un insieme di colori
Brillante di giorno nella mente razionale
Scuro di notte con i suoi incubi sognanti
Mi sforzo di tenere gli occhi aperti
Ma un sipario mette in ombra la vista
Verso dialoghi con gli dei
E anche scene ancestrali attraversano gli occhi
Lasciandomi sottosopra la mente
Qual è la verità? Non importa
Anche la realtà lascia alla notte
Libero accesso ai cieli
Tante labbra ho baciato
all’ombra dei cipressi
le tue però erano le più fresche
bagnate dalla rugiada delle foglie
la loro dolce memoria
mi tormentava nella fuga
per non rimanere
rinchiuso nello spazio buio
di un sepolcro
dentro cui il respiro interrotto
della vita soffoca il mio sogno
voglio tornare sotto quei rami cadenti
per rivedere antiche forme
sfocare nel crepuscolo
guardare il nostro addio
nascosto all’ombra di rami piangenti.
Guarda quelle nostre culle
nella notte,
e ogni silenzio ha voce,
ha verità nascoste,
ha tabernacoli e altari,
dov'è pregare.
Eppure grida, senza proferire
verbo ne lamento.
La notte quiete e solitaria
s'appresta vestita di seta scura
e luminose stelle a lasciare,
sogni, malinconie e fervide speranze,
come una madre che accarezza.
I suoi occhi sono chiusi,
ma vede, e a volte, piange.
Un po' come se fosse un meme
quel prato falso bizantino
che di verde alla fine non ha nulla
Vederti incazzata come un bambino
che prende e lancia via la sua culla
E ti vorrei vedere mentre scalpiti
come un cavallo che dicono nero
Ma tanto lo sai, a destra non esistono palpiti
Così complessa che menomale
non sarai mai chi spero
Ti vorrei vedere infrangere il muro del suono
Perché tanto sono sordo
Perché chiunque mi parli è un balordo
E mi perdo mentre affronti a testate
il muro del perdono
Non sai quanto lo vorrei
poter narrar di lei
ma oltre la prima soglia
mai, l’umanità di però si spoglia:
entra nei canoni e spara d’imperfetto
erigendo costruzioni, tutte senza tetto.
- pochi gli eletti a parte
che partecipano alla sua arte -
È tradotta vantaggioso
in maschile oltraggioso, persino vanitoso
che spera di acquisire in saldo al mercato.
Tardi s’accorge del tempo sprecato
mentre sprona all’analfabetismo funzionale
per contare su più vasta marcatura sostanziale.
E predica, predica per le file
il celato profitto del proprio file.
Un cono gelato al fautore migliore
l’attore principe che farà re … ad ore.
Ruba e pentiti, il motto e sarai redento
- protetto, ridendo, del tuo portento -
E scopre busti in piazza
antibiotici, con cui ricopre la sua pazzia.
La maggioranza ci crede
e per Dio, nessuno rimane erede.
Positività però, non altera il messaggio
e insiste, di pollice terso, nel chiederci un passaggio.








