Puddles quiet among weeds and streets
As my feet and eyes pass nearby
Blue sky stain around the clouds
Reflected into the puddle mirror
Sudden concentric circles of waves
Change the mirror of skies and clouds
There I'm waiting
I'd guess a wing...
Of an Angel to the earth descending
But nooo! It's just two eyes and a cap
A terrible voice croaking its bliss
Staring stoutly standing stupidly
Or at least that's what it seems
Are we sure Angels manifest by wings?
Are we sure Frogs stupidly stare?
Should an organist announce the Angel
Or we simply don't catch
The sense of the croak?
RANE
Silenziose pozzanghere tra strada e erbacce
Al passaggio dei miei piedi e dei miei occhi
Colore azzurro cielo intorno alle nuvole
Riflessi nello specchio delle pozzanghere
Improvvisi cerchi concentrici di onde
Mutano lo specchio di cieli e nuvole
E li aspetto....
Indovino un'ala
Di Angeli in discesa sulla terra
E invece no! Sono solo due occhi e una capoccetta
Una terribile voce gracida la sua beatitudine
Lo sguardo fisso e stupidamente immobile
O almeno questo è quello che sembra
Siamo sicuri che gli Angeli si presentano con le ali?
Siamo sicuri che le Rane fissano stupidamente?
È l'angelo che deve essere annunciato dall'organista
O noi semplicemente non cogliamo
Il significato di gracidare?
Un giorno
di tanti anni fa
c'era la neve
e l'estati eran
leggere...
Ora il rivo soffoca
e le pianti urlano
a noi - gente -
quell'arcana
compassione:
che genera
partecipazione.
La siccità
ci fa piangere
come comune cordoglio
ci fa uniti.
Come potremo
ignorare il pasto
rubato al fratello
o l'acqua
che al sorella
aità....
Come? come
ci siamo finiti così?
Per avidità o peccato?
E' senz'altro Lunedì...
Non ho la forza di piangere
il tempo mi attraversa
senza che io lo percepisca
la mia ombra è forma
scissa dal corpo
credere senza capire
trasforma in fantasmi
le cui forme impercettibili
sfiorano la superficie dell’esistere
senza essere.
C’è una parte di me
che non conosco
che respira senza naso
parla senza voce
vola senza ali.
C’è una parte di me
che non capisco
abita tutti gli angoli del mondo
soffre e piange per ogni dolore interiore
passeggia nelle trappole
sopravvive , si difende ,
scrive per non morire .
C’è una parte di me
ancora bambina
lei saltella, non cammina,
sempre allegra, spensierata,
fatta di latte caldo e
mani di carezze
ha bisogno di certezze
con le sue cinquantaquattro primavere
viaggia leggera
fa cuore
con i tramonti in controluce
affronta le
tempeste
sogna in pace
sospira
desidera
prega .
ad ogni morir del giorno
sei lassù, impagina
il mio desio
nella regalità
del voluttuoso regno.
A me, teatrante
del librato scoglio,
l'animo s’allieta, al figurar
nella mente, che tu sia
ad adottar i travagli miei.
Nella tarda sera sei
fascinazione gitana, che
lo scenario trasla:
magia gli tributi
e lo nobiliti.
Da ove lucciole
danzano al di là
delle nubi, mia intimità
a te evasa non v'è.
Oh luna, tuo il sapere
che sol nei sogni
ho sentore d’essere
in mia patria.
Separarsi
A volte si vede il sole
anche senza guardare,
ma gli occhi si aprono nel silenzio
e intorno la fredda notte tace.
La volontà di amare
passa attraverso la coscienza
e la sofferenza conduce all’unità.
Il buio dell’abisso è palpabile
e le paure e lo sconforto
dilaniano il pensiero.
Separarsi dall’amore è
come pregustare la morte
ma la vita è fatta di incontri e divisioni.
Nell’essenza dell’uomo vivere è il principio
e la resurrezione dopo un disastro è lo scopo.
Adesso sorridiamo e dimentichiamo
perché il ricordo è tormento.
tastando il terreno
accorre l'inganno
per non dimenticarSi
- "furbo"! questo modo di vivere: prevedibile/scontato -
Un sistema che lega
e vincola il presente, demandando
ad altri personaggi
il tuo esistere
- così, non sarai mai libero
- od altri centomila
mi discosto dal mondo,
mi basto, senza chiedere nulla.
Tra lune e soli, tramonti e albe nuove,
ritorno alla vita, pregustando
sapori e certezze.
Soddisfo la mia sete d'amore
con sguardi pieni di mare,
e notturne stelle che
scorrono il cielo.
Porto dentro fardelli
ma il peso è leggero,
e le mani stringeranno
ancora ricordando,
il respiro di una vita,
la mia vita, che sta logorandosi.
Distante tante stanze
Nel cuore una frana
È bello immaginare
Le tue dita scalze
La tua chioma pesante
Il tuo sorriso fresco e ristorante
Come il mare
Distante tante stanze
Dal mio cuore
E vederti sedere come sagoma
Alle soglie del mio letto
Facendo, come ne, il meglio
Che è in nostro potere
Aspettare

Entran ed escon persone a volontà,
Non si bada di certo a spese,
Anche se lontano è il fine mese.
Ma oggi non importa certo il danaro,
Occorre riempir pancia a mo' di panaro,
Lasagne agnello unitamente a patate,
Senz'altro le portate più gettonate.
Le tavolate rettangolari son pronte,
Un parente o un amico si ha di fronte,
Qualcuno in cuore suo però gia' sa,
Che si da il via a un'altra estate che se ne va.
Qualche bicchier di birra in più,
Allor si decide di mandar giù,
Si annebbia così un pò la ragione,
Che vede il Settembre incomber sulle persone.
sono nei pressi di Origgio,
vorrei continuare fino a Saronno,
ma ho già tanto sonno.
Dove andare non lo so,
quasi quasi mi fermo a Rho,
senza meta sono in giro come un pazzo,
d'improvviso mi ritrovo a Mazzo.
Non mi convince come paese,
alloro mi dirigo verso Arese,
Qui c'è un grande centro commerciale,
ma entrarvi mi sembra un pò banale.
Allora proseguo per Garbagnate,
ma cose particolari non ne ho trovate,
ogni paese all'altro qui sembra uguale,
decido quindi di prender la tangenziale.
Mi fermo ad un 'area di servizio,
di fumare purtroppo ho ancora il vizio,
intanto la sera arriva piano,
e me ne torno mesto a Milano.










