E...
nelle note di una canzone 
che continua a ripetersi e che
sembra penetrare dentro di me sempre più in profondità 
mentre sono qui con te in questo bar pieno di gente 
ma.....
per me non esistono 
perché ho occhi solo per te
e mentre tu parli parli
io mi immergo nel tuo sguardo 
e fisso le tue labbra così sensuali
e che sembrano gridarmi....
baciami....baciami...
e allora così.... d'impeto
in un respiro
in un sospiro
ti bacio con quell' intensità 
a me fino ad ora sconosciuta
e nel tuo completo abbandono
a questo bacio improvviso
è dipinto il quadro dell' amore
dipinto con i colori
della tua anima
e mentre ti stacchi per
un attimo da me
 mi accarezzi il viso
 mi sorridi
e con voce colma di brividi
mi sussurri un ti amo 
che grida l'intensità 
di un sentimento 
senza alcun tipo di barriere
E....
le nostre labbra si uniscono
di nuovo in un bacio che canta le note...... dell' eternità.
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Profilo Autore: Maurizio Gaibazzi  

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Profilo Autore: sasha  

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che di te non rimangono che lacrime in pioggia.

In questo bigio di cielo in cui funereo scompare

allargo cosce del mio vagito

implodente

incolume

implume

ed è un lume che apre gola a corde

e tu che stenti mentre ti lego a lenzuola




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Profilo Autore: Aita Carla  

Questo autore ha pubblicato 251 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


L'aria è piena di mosche
appiccicosa
annuvolata
ho paura che inquini
la quiete che vorrei.
E la mia bocca resta chiusa
‐ honeymouth
sul tuo sapore che
non voglio perdere.
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 786 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Tu sei un delirio d'arte
quel vibrante affresco su tela,
intrepida sinfonia dell'anima
esploso in un mosaico
di brillanti tessere decorative.
Frammenti di cuore mio!
Tu sei quel vivido tripudio
che si fonda nella più tenera
e conturbante invenzione
che il potere dell'tere
abbia mai osservato.
Tu sei mistero confessato
alle mie percezioni
originandoti tra le dita.
Oh folgorazione eccelsa!
Capolavoro pittorico
in un qui pro quo schiarito
con imponenti emozioni,
lasciati catturare
dalle mie fantasie imaginifiche
affinché scaglie di tempo
parlino di te ininterrottamente.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

Questo autore ha pubblicato 445 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La bellezza si fermò ai lati della strada
E sui balconi
La bellezza coprì l'erba e la rugiada
Si distese nel fumo dei lampioni

Arrampicandosi sui palazzi
Come un esercito di ragni
Lasciò pezzi e polveri di giorni e notti
Ricoprire
Sì trascinò e distese su edifici stagni
Senza movimenti, sui vetri rotti

La bellezza fece capolino
Da una finestra, con sigaretta accesa
E si mise a guardare le luci
In un odore di gelsomino estivo
E nell'autunno, poi, un albero corroso
Poi d'inverno la cenere che muore dal camino
Silenziosa e senza peso

La luna, che fora coi suoi occhi
L'aria nebulosa
Pallida sonnambula che giace sulle acque
Febbrile e ossosa
Tese le braccia a distanze eque
Sulle case tisiche e i crocicchi
Spandendo fumi e luci di lampioni

Tumida luna, che incendia coi suoi occhi
L'aria scarlattina
E dona oscura luce al campo
Andiamo intorno all'albero di maggio
Prima di mattina

Volano i tuoi raggi come lucciole
Nelle mie costole stanche
Sui miei capelli di paglia
E per vederti ho piccole
Nere pupille corvine

O luna che abbaglia
Le mie ossa bianche
Di spaventapasseri

Il tempio dei tuoi occhi
Odori soavi di lampade ad olio
L'attesa di quel tutto
Che mi schiaccia il cranio in un bel suono

Le cose si aprono e dipartono 
Le cose crollano e si sostituiscono
La luna si apre in voragini
E buchi neri e infiniti
Che bucano il cielo, divampano
I fiori si chiudono nei silenzi notturni
Come vergini appartate

Lampade, lampade ad olio
In attesa a mezzanotte

È una luminosa notte
Da un luminoso pomeriggio senza stelle
E con la luce che ti si versa addosso
Mi tendo e contemplo con mano tremante

Poi la bellezza passò nella città
Su strade di visi e di visiere
Che nascondono le facce

Che fanno capolino fra le cartacce
E le scritte bianche e nere

È un luminoso pomeriggio
Quello sul tuo viso
Che distende i suoi veli in un raggio
Per accarezzarlo sereno
E vanitosamente si specchia
Sulla tua pelle, sul tuo riso
Sui tuoi respiri e il tuo seno
Prima della fine della scollatura

È un veloce pomeriggio
Che si stira stanco e affaticato
Poi cala il crepuscolo
E tutto si fa grigio
Cala sulla fogna e sullo scolo
Cala sulla casa e sul prato
Cala sui lampioni e le serrande
E tutto si assopisce
Prima della fine, nella città grande

Sentiamo, dopo i bar
La musica e i ristoranti
I suoni dissestarsi e incominciar
A fare spazio alle piccole cose della notte
Pensai
Che prima della fine tutto dorme

E dunque la giornata si esaurisce
Resta inerme
Tu ed io, giriamo e rigiriamo
Notiamo e annotiamo cose negli occhi
E nuotiamo e anneghiamo nella notte informe
Tutti i suoni, le immagini e i colori
Sono infermi
Tutta la città e le ore e le luci
Sono inferme
Tutte le cose che brillavano nel sole
Prima o poi, sono morte

La bellezza è eterna
Prima di finire sepolta
Con le braccia rotte
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Profilo Autore: Ealain  

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E' notte
l'officina del poeta
in silenzio
l'aureo martello
il verso
tratteggia.

La città
dorme.

L'urbo
natale
si riposa.

Intanto
incastonato
nella poesia
imberbe
si declina
il saggio:
che uscendo
nei boschi
sotto pendi
di biancospini
trova declivi
di rose
e maturi
i ciclamini.

Con una grappa
di viole corregge
il poeta
che nulla sa
mentre in cielo
la luna armeggia
conoscenza
e pietas.

Calda la notte
settembrina
e silente
un torvo riposa
s'è accesa una luce
si sveglia;
si spegne.

Intanto
sulle aeree corde
il nubile
per malattia
rischiara
gli strumenti
dell'officio
che del mattino fan:
checché Serena
accomoda il cuscino
ed il vegliardo
in cantina
saggia
il novello vino.
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Profilo Autore: Fone  

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Chiove...'o cielo è cchin'e nuvole sperciose,
tanta gocce 'e pioggia cadeno piccianno.
Scenneno ncopp'ê nnoce, ê ccastagne:
ll'uva jonna e nnera vanno tuculianno.

Ntanto ca Uttombre allonga 'o passo
e 'o cauro chianu chiano nce lassa...
nu lampo putente ll'aria abbaglia:
è nu fulmine ca 'o cielo squarcia e ttaglia.

Nu tuono ncazzuso allucca 'a luntano,
na pioggia fitta fitta 'a terra nfonne.
Tremmano ll'animale 'int'ê casulare:
'o lampo chiamma, 'a tronnola risponne.

Songo chiacchiere e appicciche 'e cielo:
pe ttramento ca se nne va 'a staggione;
'o tiempo s'allampea, trunnulea, allucca
e ncoppa 'a terra scenne ll'acquazzone.

'A pioggia cadenno tuculea 'a terra, 'o mare,
ll'aria se fa fresca, ogni ccosa se nfonne.
Sott'ô cielo cupo, niro, futo e scuro scuro,
tremmano 'e rame, chiagneno 'e ffronne.

Dopp'a pioggia 'a terra nfosa lassa n'addore
ca addrecrea, delizia e ncanta ogni ccore.
Nu tappeto 'e foglie d' 'o sole appicciate,
s'ammescano ô culore verde d' 'o prato.

Ll'aria è ffresca, frizzante, mprufummata
A lluongo, a lluongo tutte 'e viale alberate,
pareno tanta paisagge magiche e affatate.
Vestuto cu 'e culure cchiù belle d''o munno
doce doce, chianu chiano...trase ll'autunno.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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E mai tempo fu così ladro... 
Qui ora in riva a questo mare 
dove le onde sembrano bambini 
gioiosi che si rincorrono 
cercando disperatamente
quell'abbraccio per poter 
 raggiungere la felicità 
che il sole all'orizzonte
disegna sopra a queste acque 
che si riflettono tra i monti
che sembrano tuffarsi 
tra i sospiri di questa brezza
dove risuona quella melodia 
del canto di una sirena 
malata d'amore 
dove le tante lacrime versate 
si nascondono 
nell'infinito di queste acque 
dove tutto si perde 
e il nulla sembra prevalere
sull'anima e sui cuori
sofferenti d'amore.
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Profilo Autore: Maurizio Gaibazzi  

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Quanti chilometri dividono un'amicizia 
vedono nelle notti buie la stessa luna
allora non sono così lontani
sentono la stessa musica
I loro cuori battono allo stesso ritmo 
e danzano nei loro sogni 
Quanti chilometri delle loro voci percorrono 
di discorsi e sorrisi e quante volte dietro ad un telefono scende una lacrima nel silenzio di una voce 
E quanti chilometri sarebbe nel nostro cuore per tutta l'eternità
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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E poi
nell'inferno di questa notte...
di tutte le notti.....
che non passano mai
con questo letto sempre vuoto
e questo amore che non
vuole lasciarmi
mi sembra di morire a poco a poco
e di impazzire in questa malinconia che non mi abbandona
E allora ti chiamo....
Amore!!!!....Amore!!!.....
Amore che non vola
e ti continua ad accarezzare
Amore che ti chiede
e ti fa respirare
e ti uccide lentamente
e sembra dimenticarti
Ma è sempre lì
e tu vorresti sparire
perché senti una voragine
dentro di te
Con quel vuote di te
e del tuo amore
che non mi libera
e mi fa precipitare all'inferno
Con quel fuoco di te
che mi consuma
E vorrei che questo amore
potesse volare da te
e potesse baciarti all' infinito
Ma il mio albatros
è rimasta senza ali
e questo amore
continua ad uccidermi
e non mi abbandona più.
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Profilo Autore: Maurizio Gaibazzi  

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Looking at the notes as they are being played
The black dots running through five lines
Magically singing as my fingers move
Slipping up and down the four strings!

There's a crowd of notes together
That make me feel a fool who follows
Desperately trying not to miss even one of them
And build to organize harmonicly the tune

In a simple or compoud modality
Descending or ascending golden stairways
So poor they live like in a cage
Obeying strict mathematical rules

There's another figure, just a line of small black dots
Queueing softly creating the melody
Thus driving my mind to a peaceful way
To reach the end and...start the ritornello!

Guardando le note mentre vengono suonate
Quei punti neri che corrono tra cinque righe
Cantando con magia mentre le mie dita si muovono 
Scivolando su e giù sulle quattro corde

C'è un affollamento di note insieme
Che mi fanno sentire come un pazzo che segua
Cercando disperatamente di non perderne una sola
E ricostruire organizzando l'armonia del suono

In modalità semplice o composta
Su dorate scale discendenti o ascendenti
Le poverine vivono come chiuse in gabbia
Obbedendo a strette regole matematiche 

C'è un'altra immagine, una fila di piccoli punti neri
In fila dolcemente per creare la melodia
Che guida la mia mente su una strada di pace
Per arrivare alla fine e...ripartire col ritornello!
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Profilo Autore: Axel  

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Sono cambiati i tempi.

Un tempo giunto a rispetto

s’è perso, non sa più tornare.

 

Sgomento gioca nel bosco

con libertà, ancella di vita

anch’ella macchiata e smarrita.

 

Tempi pregni di belle arti e irte

mani da coprir di baci, ora imbeci

- lli e qui - è mostra del sé, la sola

ad andare a ruba.

 

Si rubavano mestieri

ora, colmi di misteri

ci si focalizza sui proventi

anche se, di provenienza incerta.

 

Si giostrava a tempo perso

tra nascondino e rubamazzetto

e adesso

hanno preso sopravvento!

 

Si giocava a guardie e ladri

e l’abbiam portato, lungimiranti,

alla ribalta della vita. Il bello ora

 

è straccia di mattanza la camicia

un maschi contro femmine

che sa caricare

 

di caricature il mondo.

Ma del resto

se il gioco si fa duro

 

… non rimane che piangere.


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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Oh mio orizzonte d'oceano
increspate e danzanti onde
son le tue schiume sepolte
nelle tue viscere.
Sei scompigliato tappeto
in andirivieni intessuto di seta
dall'alchimia dei fugaci venti,
e le tue mire si svelano
meraviglie nell'incredibile
tra la procella che scuote
le vele innocenti con ira,
la tua energia selvaggia
romba in oscuri crescendi
orchestra in tempesta
di fulmini e lampi tra nembi
in caterve di pioggia.
Oh mia battaglia dei cieli!
La luce languente si posa
sui freddi scogli
e sulla tua pelle, o mare mio,
come perlacee gemme
sparse come stelle cadenti,
sfiorandomi il viso.
E mentre io intensamente
ti penso, oh amor mio,
che oltre l'immenso azzurro
batte il tuo respiro,
rapita da questi frangenti
che s'infrangono
sul mio destino mugghiante,
affronto affranta
questa triste ballata dei sensi!
Fanno coro piccoli gabbiani
che impazienti risuonano
sinfonie nel reticolo dell'aria,
ancestrale lamento di sete
di pace di bel tempo,
mesto al mio laconico pianto.
Migrano lontano i miei sogni
verso quei rugghi silvestri
che alle mie spalle emettono
trilli disperati e contrastanti,
giungla interiore vittima
di violenza del soffrire
l'amore della vita,
che soffia via nell'impeto
di questa perturbazione
che percuote la mia anima.
Oh mio nubifragio del cuore!
Dio Giove ha scagliato
la sua furia in me,
piccola anima ora naufraga
nel mar dell'oblio.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Restano via crucis
i passi tuoi
che cerchi in ogni dove il mio re-spiro

e quel battito bambino
- particolare di un’appartenenza -

Restano dolori
acuti, al ricordo del mio esistere
e ogni altro legamento
spezzato adesso... è senza paragoni

“ s'aggroviglia la notte
come lacrima di carta
sul ciglio di lamiere

Ta glia to

è lo spirito

a ubriacare canzoni strappate

Nelle vertebre, la caduta di una stella
è uno stridere agghiacciante

Quattro dita
in alba alcolica
e nella bocca, veleno
che s'accartoccia all'anima

e la confonde
nella croce
al
T
R
O
N
C
O ”
  • Attualmente 4.66667/5 meriti.
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Profilo Autore: sasha  

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