Quadri religiosi ad ispirare per secoli la fantasia
Fantasie che di fronte all'analisi dell'umana ragione
Si sfinano e si sfilano dalla norma di vita borghese
Chi mai avrebbe pensato soltanto fino a ieri
Ad un faccia a faccia con la grande Falce
E i pochi scarni cavalieri dell'Apocalisse?
Già nell'immaginario di fine XX secolo
La ricorrente idea della fine della umanità
Traboccava incontenibile da tutte le arti
Dopo che l'essere umano con tutta la sua anima
E nonostante tutte le affilate armi della ragione
Riportava profonde cicatrici dagli incontri con Démoni
È stata l'alba del XXI secolo a mostrare
Non più nelle fantasie, non più nell'immaginario
Ma nella più viva e dolorosa realtà
La strada e il destino di breve durata ormai
Riservato, nascosta nei suoi castelli di carta, all'umanità
"Allora udii dal tempio una gran voce che diceva ai 7 angeli:
Andate e versate sulla terra le 7 coppe dell'Ira di Dio!"
Nonostante l'agnosticismo o per meglio dire totale menefreghismo
Dell'uomo di fronte al dolore del fratello
Nonostante il reiterato bisogno di benessere
Pompato a forza nelle vene della più grassa società
La Paura serpeggia minando l'ignorante sicurezza
Della intaccabile vita borghese
E nonostante il breve cammino che ormai mi resta
Lungo la strada sulla cresta del destino
È ancora bello lasciarsi cullare da luci e abbagli crepuscolari
E sorbire con abbandonato diletto
Queste ultime gocce di felicità...
Bimbi, vi vedo presi dal giocare,
scherzate e ridete così contenti
che in bocca si contano i vostri denti
e non cessate un secondo d'urlare.
Vedrete domani cos'è campare,
doverli stringere quei vostri denti,
capire cos'è che siano gli stenti,
e pane e sale soltanto mangiare.
Per ora giocate, giocate pure,
fate la breve vita da beati,
finché son basse le vostre stature;
quando saran questi giorni passati
e scoprirete dolori e paure,
avrete molto più corti quei fiati.
Anni '90
milioni di luci, che si fermano
sulle mie gote, e nessuno può
spegnerle.
Sotto questo cielo che mi impregna
gli occhi e illumina di riflessi,
io risplendo.
La notte si fa più scura e mi rapisce
i capelli, oscurando il colore.
Brividi si scaldano e s' impastano
come nebulose che ci avvinghiano.
Riconosci i miei tratti,
senti i miei torrenti, che riecheggiano
di parole lavandoti il cuore.
Stelle che corrono su prati
e dolci colline, senza guardare
dove arriva il confine.
Gli dei ora dormono e non odono sogni.
Da un vecchio cassetto pieno di polvere accumulata tra gli ultimi anni del secolo scorso e l'inizio di questo secolo.
Mood: depresso senza brio. Terzine di settenari a rima incatenata.
Eppur se il mondo fosse quel cumulo che pare di sola merda fossile,
chi vorrebbe campare? Ma vedo tanta gente che seguita a lottare
e pur se pare niente quel poco che s'ottiene, forse a se stessa mente
per dirsi che conviene di vivere la pena! Idee giammai serene
compagne mie per cena tristissimi pensieri, brividi per la schiena
che salgono leggeri silenti, soffocati; i pianti miei sinceri
dal riso soffocati in modo menzognero. I sogni miei cambiati
nell'incubo più nero e sempre più costante. Da tempo più non spero,
ché vedo più distante la luce ieri fioca... tanti anni fa raggiante,
adesso proprio poca, domani forse spenta. Che scherzo che mi gioca
la vita che violenta i sogni d'un bambino. Occorre che io menta
su quello ch'è il destino, bisogna che io speri d'uscire dal casino, come speravo ieri.
Anni '90
voliamo ogni giorno
intorno al tempo:
stropicciati dal vento,
sorretti dalla vita...
planiamo.
Talvolta, abbattuti
dalle avversità cadiamo.
Quando siamo felici,
voliamo in alto
e arriviamo
fino al settimo cielo.
Alla sera ci adagiamo
stanchi su morbide
nuvole bianche...
per poi tornare
a volare l'indomani...
al risveglio del sole.
Finché si potrà.
Finché la grandine
non ci abbatterà.
Finché il vento
ci sorreggerà...
voliamo:
spinti da una
suprema mano,
sfrecciamo nei cieli.
Siamo fogli scritti
con le piume degli angeli,
immersi nei colorati
pastelli della vita.
Siamo fogli bianchi,
neri, di svariate tinte.
Spesso stropicciati,
dal tempo ingialliamo
come fiori appassiti.
Come alati aeroplani,
planiamo nel tempo:
finché si potrà,
fino a quando...
dalla clessidra della vita,
non sarà sceso
l'ultimo granellino
di sabbia.
e questo strano frutto ho comprato,
quando sul tavolo l'ho posato,
un geometra avrei chiamato.
Ma mi sono armato di pazienza,
con lame in mano meglio non rimanere senza,
ho preso un paio di piatti,
e con il diavolo son sceso a patti.
Il taglio ho da solo impostato,
e dapprima il ciuffo le ho tagliato,
la sua forma in fondo mi piace,
di buttarlo quasi mi dispiace.
Ma non mi faccio impietosire,
e nel mio secchio va a finire,
entro nel vivo di questo esotico frutto,
mi fermerò non prima di averlo distrutto.
Il mio enigma è totale,
procedo verticale o orizzontale?
ai posteri l'ardua sentenza,
è finita la mia pazienza.
Chiedo supporto alla regia,
in fondo la spesa non è solo mia,
al mio cospetto una lama da mattatoio,
lunga quasi come il mio corridoio.
Nell'infierire ce la mettiamo tutta,
sul piano sembra versato un succo di frutta,
si materializza ormai un Carnevale,
coriandoli gialli fin sul davanzale.
Ci guardiamo negli occhi come due macellai,
riconoscenti al destino di non vivere alle Hawaii,
poi ci vien da dire qualche altra fandonia,
e con l'ananas decidiamo di fare una macedonia
Non al tepore delle lenzuola,
non al chiuso d’una stanza vuota
ma qui,tra questi vecchi alberi
fra i prati verdi fioriti
dalle albe mattutine
che sono il sentore
di armonie divine.
Tra i fiori, che al par di te
son splendidi e belli.
Corri con me a sentir
le melodie degli uccelli
che intrecciano amori.
Testimone ne è il cielo
nel suo splendore
di questo nostro mirar
colmo d’amore.
Pure il sole
che irradia calore
è stupito da questo splendore
custodito nel cuore.
Fa capolino da dietro un costone
irradia lucente con forza smagliante
la luce costante che rischiara il cammino.
La fronda selvatica muta colore
in quell’incanto dipinto dal sole;
ecco d’un tratto mutare sembianza
l’ombra serena suona la danza.
Il fiato si scioglie, la gamba or sciolta
nel sentiero marcato inizia la corsa,
d’un tratto si ferma, consente la vista
della vetta lontana che è la conquista.
Al guado, un masso un po’ traballante
scivola il piede nel ruscello smagliante,
niente paura, è il gioco d’azzardo
di questa avventura.
Ora cambia sembianza,
la roccia prevale,
si conquista la vetta
con tanto sudare.
Ho imparato a riaccendere la luce ogni volta che qualcuno mi oscurava l'anima.
Ho imparato a correre a perdifiato ogni volta che misteriose mani han cercato di fermarmi.
Ho imparato a bastarmi
ogni qualvolta chi doveva amarmi ha saputo solo affamarmi.
Illumino da sempre ogni mio passo,cercando, aspettando,
fiduciosa,ma non so più chi,
ne cosa.
La vita fosse...
La vita fosse una rosa con le spine
non l'abbandonerei, ma la curerei,
perche' potesse sbocciare fra le tante
erbacce invidiose della sua bellezza,
scandalizzate del non potersi ritrovare
una semplice carezza da un essere
cosi' tanto diverso, speciale.
amare rughe hai sulla pelle
del tuo sguardo m' incanto perenne
sangue caldo tu hai nelle vene,
Oh luna! il tuo amore mi preme.
Luna che dormi sul letto di stelle,
sei sotto le coperte di nuvole, fra le piu' belle,
chiudi gli occhi, il cielo ti culla,
non vuoi lasciarci al buio, assai per nulla,
ti senti presa fra le invisibili mura.
Oh luna! che mandi luce dai tuoi occhi stanchi
so che i pensieri sono tanti, adesso si e' spenta,
e' tutto buio nero, ma ti prometto che accanto a te,
nel letto ti diro' che io c'ero.
Oh luna! non mi sorridere nel sonno
come tu fossi la mia amata prediletta,
mi fai ancor immaginare il giorno
che ti sposero' e tu sarai perfetta.
Amore a prima vista mi sorge ancora
dal tuo sospettoso velo, dal mondo
a cui io sogno all'amore eterno tuo,
e del padre cielo.
Tra i racconti del misterioso cosmo senza fine
vorrei poter per sempre dire che io con te
c'ero.






