Inseguiamo la vita,
non l’avventura
- sembra che mai
sia strada sicura -
né la paura
dove ozia coraggio
di esser se stessi
e si copia,
l’essenza donata
ché alimentata
nei debiti del tempo
dovrà esser resa a credito
di necessarie soddisfazioni
per sorridere
in faccia alla morte.
La vita è banca
non solo del seme
è sale
da usare a dovere
non come conviene
è un ballo colorato
è bianca … neve.
Lo espongo al cielo
tra le file di impuniti
e, penitenti.
Immagini perdute
si tramutano in rimpianto
per quello che poteva essere
e, non è stato.
Non mi giustifico.
Mi dichiaro!
Parlo della mia colpevolezza
senza nessun mediatore;
non cerco la magnanimità
benedicente del sacerdote.
Sono io il giudice
della mia incompiutezza.
Nessuna fuga.
Rispetto la sentenza.
e ci vedo anche i miei,
cerco quello che sono
dentro quel che tu sei;
non è questa la vita
che per noi io vorrei,
per poterla cambiare
non so cosa farei;
ma son sogni nel vento,
la vita è sempre lei,
spira sempre costante
come fan gli alisei.
Anni '90
La vita con il suo fragore e la sua bellezza
è l’aria unita che respiriamo.
Il cuore mio con il suo sangue
prende la tua forma
col battito che pronuncia il tuo nome.
Il bacio del mattino da vita al giorno,
per gioire nell’infinito amore.
Non perderti amore mio
per non soffrir domani.
Il tempo muta e
il domani non è l’adesso
e nella morte il ricordo non da gioia.
se volessi cercare qui nel verde
dei momenti di gran felicità,
credo che ne troverei, chi lo sa?
Ma la vista correndo mi si perde
sul barbone che chiede carità.
E mi chiedo: chissà come ti va?
Sì, la gente vi tratta come merde,
ma questa gente in fondo che ne sa?
Questa gente non vive la realtà,
non sa bene che voglia dire perdere
perciò forse è gente che ha perso già.
Anni '90
Plagio o rivisitazione?
I sogni son desideri ma nulla sai di più, t'illudi che siano veri ma sfuggono nel blu. Se cerchi quel ch'era ieri ricercalo lassù, ma trovi dei buchi neri proprio come quaggiù. Magari tu forse speri ma, giovane bambù, la vita e i problemi veri è tutto ciò che hai tu.
Anni '90
è come un germe infante
piantato nella terra dell'anima,
germoglia silente come delicato fiore
dai suoi gracili petali vellutati
alla pelle percettibile!
Autentica la bontà
si apre nei suoi sorrisi più sinceri
ai raggi del sole nella vita
nonostante riluce
con le sue lacrime di rugiada
cadute dalle foschie
sulla costa delle controversie.
Solo quando consapevole
del suo olezzo,
cresce vigorosa e rigogliosa
come altissimo albero maestoso,
donando i suoi frutti più dolci
gratificando nei riverberi
dei cuori malleabili,
melodie di giustizia alle pupille
che accarezzano il suo sguardo
colmo di brezza d'amore!
Così,con le sue blandizie
la bontà nutre arricchendo
anche noi in ogni angolo
del cuore alacre alla sua voce.
La bontà, come segreto giardino
che mai sfiorisce negli anni
nella sua empirea bellezza
ma si valorizza nelle pieghe
delle sue esperienze,
spiega comprensione
dopo calvari vinti con placidità!
Ma se calpestata
dal piede del violento fato
svellandola dalle sue
candide vesti ricamate in Calais,
certo potrà godere
umiliandola sui selci
dell'arrogante manrovescio
che con protervia
infligge dolore,
ma non potrà mai
privarla del suo puro spirito
a farla vivere in eterno
nell'etere della natura
nell'umanità che vuol amare
in ferace vallea di pace
senza nembi di nefaste oscurità,
vangeli di distruzione
mediante impure entità
chiamate uomini
a scompigliare l'equilibrio
che il feeling del buon senso
traduce in dolce bontà!
La sua dolce essenza
non potrà morire mai
neppure se ignorata a vita.
Donne e donne, uomini e uomini
tutti di fiuto, rapaci
a contratto con zolfo
travestiti segugi per piste d’abisso.
Amanti d'amaro e disumano gusto
posto a dimora
pur saggiando speranza in gocce.
Torniti d’udito da sirene distratto;
ci ingabbiano … cani
anima e core.
Forniti di mani, munite di tatto
monili che assestano
ceffoni e carezze,
di magici occhi a sguardo complici
riepiloghi di quadri
capaci di stelle.
Ma di ragione assetati
da cui ci lasciamo bere
nemmeno accompagnati
riusciamo …
Ci trattenesse
almeno un guinzaglio.
vulteggia 'int'a ll'aria 'a goccia ballerina.
Trasparente, leggiera fa nu volo e atterra:
chiuvenno tuculea chianu chiano 'a terra.
È pprimma matina, ma già sera me pare:
se nfonnen'e pprete d' 'o vecchio casulare.
'A pioggia ha scetato prufumme antiche,
addora ll'evera sotto ê mure, 'int'ê viche.
Tremmano pure ll'arbere, 'e ffoglie.
Quacche sciore appassito se spoglia:
vicino 'a na bbella rosa fa 'o damerino,
ntanto ca 'a saluta se fa ll'urdemo inchino.
Chiove, 'a pioggia tutto va tuculianno:
pare nu criaturo ca ogni cosa vo' tuccà.
Se mette 'e ponta e ttutto chello ca vede,
'o sbrunzulea, 'o nfonne e 'o ffa tremmà.
Chiove ncopp'ê ccase, ncopp'ê cchiese.
Chiove ncopp'ê ssagliute, ncopp'ê scese.
Goccia a ggoccia 'a pioggia tutto smove.
Lacremmea 'o cielo, nterra chiove...chiove.
Giovanna Balsamo
Intanto il tempo passa,
si fa sempre più bassa
la già corta candela
in cui il cuor si cela.
La vita mi si scassa,
ciò che rimane passa,
e quel che si rivela
il pianto mio lo cela.
Il sole appena uscito,
o solo ora sentito,
non basta per scaldarmi.
Io nel tuo blu m'acchito,
mi sento ormai finito,
non so dove aggrapparmi.
Anni '90
a un salice piangente
Ha le sue stesse lacrime verdi
e un dolore ripiegato
in qualche modo sulla riva
E il sole, non so come sbiancato, sfiora
saluta una barca che non tornerà
Un quadro sfuocato
Oggi assomiglia tanto a me.






