danzo col vento
la musica classica -
ruba bei ghigni
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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L’addio sta nel calice
di un Dio pietoso
che siede sul trono
dell’ignoto tempo.

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Profilo Autore: Francesco  

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Qualche rima al volo, terzine di senari in schema ABA BCB CDC …


Se credessi a un dio
senza titubanze
lo scorgerei io

nelle tue sembianze;
giustamente dea,
con le tue distanze

da questa diarrea
ch'è la vita mia.
Senza panacea

sta correndo via
questa vana vita
pien d'acrofobia

da quand'è fallita.
Ciò che più dispiace
or quasi finita

è ch'ancora tace
la mia brutta voce
tuttora incapace

di sortir feroce
ad urlarti "T'AMO",
perché forte cuoce

quanto lungi siamo
io meschin fallito
pesce preso all'amo

da sfiga aggredito
e tu, meraviglia,
di quest'infinito
strabiliante figlia!


04/03/2023
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Profilo Autore: ioffa  

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nera gondola -
piove l'autunno su noi
senza riparo

nel grembo di Venezia
fluisce febbre d'amore
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Sentire l'acqua pisciare dal rubinetto
come un corpo tutt'uno:
come si fa?

Anziché origliare
piccole portate discrete.
E rombi d'aereo dalla facciata del bosco:
è solo vento, non so neanche quale.

Anche quelli, rombi discreti.
Il ritmo dettato da onniscenze indesiderate.

Se entro ed esco dalla mia testa sono Joyce.
Se entro e basta Spencer.
Se esco e basta la Minter nel '69.

Io entro ed esco, mi stupro.
Non mi presento: fanno così quei deviati.

Mi cristallizzo:
su un bastimento che affoga nel deserto.

Sono in licenza di linguaggi;
ed è ora, in ogni artifizio arrugginito,
che le bocche sgorgano tutt'una la melma.

È questa
l'ora imprecisata in cui dormo.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Paura di perdere ai rigori


So ch’è strano che il giorno preferito
sia lunedì per questa settimana
ma ricorreva il mio mensile rito
in cui siringa sulla vena plana
per esser di mia salute avvertito
scongiurando che dose sia malsana
di toste ma essenziali medicine
di terapia vitale senza fine.

Cos’ha di bello andare in ospedale?
Ch’è per incontrar te lecita scusa!
Son solo mille passi, con speciale
gioia percorsi pria che sia dischiusa
la tua presenza a me fenomenale;
se fossi un gatto udresti le mie fusa
sperando che anche se per poche ore
t’avrò dinanzi in tutto il tuo splendore.

Eccoti qui davanti che mi parli,
m’aggiorni della vita gli accidenti
confidi nuovi sogni e vecchi tarli.
Tutti i miei sensi sono sull’attenti:
i tuoi begli occhi, come non guardarli!
Due fari verdi che mai saran spenti.
Quanti pensieri che ti dà tuo figlio
su cui vorrei saperti dar consiglio.

Qualsiasi cosa tu stia raccontando
suscita in me vivissimo interesse
perché la voce ch’io sto ascoltando
è dolce quanto mille principesse
non uguaglierebbero mai cantando
tanto che le mie orecchie stan perplesse
a valutare queste vibrazioni
quanto foriere mi sian d’emozioni.

Dopo pranzo sfogliamo qualche foto,
quelle d’oggi e quelle ch’hanno trent’anni;
quant’ero giovane e decente noto,
ancora ignaro dei grevi malanni…
ma nonostante sia tempo remoto
e l’oggi t’elargisca troppi affanni
sei bella oggi tanto quant’allora
ed il mio cuore ancora più t’adora!

Quanti sogni per i nostri futuri
mentre godevamo di quel presente
d’amori che non furon duraturi
(il mio persino troppo deludente
peggio di mille fiale di cianuri)
amori di cui non ci restò niente
quando da lì ci fummo allontanati
con tempi e mete in tutto separati.

Un occhio torna intanto sul display
ma pochi istanti e poi s’allinea all’altro
che fisso resta quanto non vorrei
negli occhi tuoi con fare poco scaltro
rischiando di tradire i sogni miei
sogni d’amore passional peraltro
sapendo certo che ben altri fusti
rïentrano decisi nei tuoi gusti!

Ti guardo perso col cuore in tumulto,
felice ascolto la voce soave…
il tuo sorriso, per me caldo culto…
il tuo respiro seducenti clave
che mi colpiscono mentre sussulto
ed il pensiero mio subito pave
calando triste ma lesto lo sguardo
per non tradirmi perché son codardo.

Non son capace di farti capire
che t’amo ma con totale rispetto:
vorrei di te ogni angoscia lenire
ma nulla in cambio pretendo o m’aspetto!
Se pure sogno d’averti in mie spire,
baciarti e stringerti su questo petto…
farei di tutto per esser presente
senza rischiare di farmi invadente.

Mentre lo penso comunque capisco
che devo stare al mio posto e distrarmi;
di sognarti mia in fretta finisco
pria che tu possa smarrito notarmi;
per mascherare un singhiozzo tossisco,
rivolto alla porta sto per alzarmi
ma torno calmo, t’assorbo discreto
mentre continuo ad amarti in segreto.

Nascosta bene passione infinita
vorrei soltanto portarti a capire
che ci sarò io per tutta la vita
pronto a darti il poco che posso offrire;
m’anche se il cuore testardo mi invita
ad azzardare e deciso ruggire
dentro i tuoi timpani tutto l’amore…
la testa sa che prenderei rigore.


30/01/2023
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Profilo Autore: ioffa  

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Ottave di endecasillabi, rima alternata.


Seduto all’ombra del solito pino
solito parco, solita panchina,
col kindle aperto sul tavolino,
osservo passare qualche mammina,
uccelli, cani, sportivi, bambini,
soprattutto guardo passare il tempo
mentre sgranocchio sette tarallini
oggi che s’è dileguato il maltempo.

Guardo passare specialmente lei,
cauto l’osservo, la scruto, l’ammiro
ma sta soltanto nei pensieri miei,
nel cor, nella mente, nel mio respiro…
sogno la “mia” lei… ma lei non è mia!
La vedo davanti, ma sta lontana!
Sono sull’orlo di pura follia
per sette giorni della settimana.

Quindici chilometri di distanza
(ne avessi il fiato, bella passeggiata!),
pochi millimetri di lontananza
dal mio cuore che l’ha sempre bramata,
che vorrebbe proteggerla, inglobarla,
abbracciare, circondare, sentire,
che resta rapito mentre lei parla
e che d’amarla non potrà finire.

Altri tre giorni perché la corriera
mi scarichi nelle sue vicinanze
solita scusa, mane ospedaliera
poi quattro passi nelle circostanze
in cui son certo riuscirla a incontrare
come se non ci fossi andato apposta!
Qualche ora insieme, lievi a chiacchierare
mentre i miei occhi godon senza sosta.

Aggiornamenti su nostra salute
mentre naufragio farò nei suoi occhi,
dolci emozioni strette trattenute
sin quando udrò d’orologio i rintocchi
a ricordarmi che la mia presenza
vicino a lei dura solo un istante…
già giunge il momento di sofferenza
di ripartire e tornarne distante.

Con discrezione, mestizia e passione
verrà la fine di quella giornata
per me stupenda, povero coglione
dalla passione giammai confessata,
anzi molto cauto per non far danni
rifuggendo il rischio d’imbarazzarla
svelandole che son più di vent’anni
dacché mi son reso conto d’amarla.


Gennaio 2023
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Profilo Autore: ioffa  

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Avvolta nel tuo kimono
lasci che un lembo
si perda lungo
la tua spalla di porcellana. 

Mentre  i tuoi capelli di corvo
danzano al suono 
del vento autunnale. 

Il ventaglio
nella tua mano
copre il tuo viso.

Solo i tuoi occhi 
squarciano i lembi
del tramonto intorno a te.

La tua voce 
lama si stelle 
fende l'aria. 

Cadono foglie  di pesco e alloro 
ai tuoi piedi. 

Una vaga luna 
appare tra nuvole silenti 
a ricordarti 
che qualcuno ti aspetta.
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Profilo Autore: Anais  

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(Cornelia e Domitilla) 

"È Novembre , sto pensando alla potatura  “

“ delle rose  Tilla?”

“Anche “

“ noto un po’ di sarcasmo, Tilla “

“ noti  bene , tutto ciò serve a fare pulizia e ad ottenere fioriture abbondanti e vigorose”

“ e quindi che si fa ?”

“ Armiamoci  di cesoia e diamoci un taglio .”

“Zac!!!” 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Programma notturno.
Scaletta consueta.
Chi si sintonizza
ha diritto di parola
almeno per un’ora.


Si discute sul da farsi,
si chiarisce la questione,
si entra dentro all’argomento,
amici miei, non è un pretesto.


Alla prima telefonata
una domanda interessante:
come posso riconoscere chi è intrigante?

Il conduttore stupefatto
risponde in tutta fretta:
che domanda senza creanza!


Il secondo interlocutore
chiede scusa e domanda:
che musica è mai questa
che mi viene il mal di testa?


La risposta è presto data
dal conduttore guasta feste
che risponde con eleganza:
non siamo mica in una balera
abbassa il volume e buona sera.

Un momento! Un momento!
Ripeteva: non consento.


Il conduttore arrabbiato
gli risponde in rima:
questa qui è casa mia.


Ora un altro a gridare:
ma chi sei?
Hai bevuto? Puoi andare.


Ad un tratto, ma che strano!
Trilli, strilli – che baccano:
tutti quanti a inveire,
una roba da arrossire.


Alla fine la redazione
fece in studio l’irruzione
e, finì la trasmissione.

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Profilo Autore: Francesco  

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Riflettendo sul senso che ha la vita e su come io l'abbia fallita.



Quanta gente sul senso della vita
si pone domande senza risposta,
quanta con arroganza inacidita
i tuoi dubbi rigira con supposta
filosofica o teologica scienza
spiegandoti con farneticazioni
quanto sia vasta la tua deficienza
che l’esistenza conduci a tentoni.

Eppure spesso chi sfoggia la spocchia
nella sua vita di te non fa meglio;
forse dinanzi a guai non s’inginocchia
ma potrebbe essere non tanto sveglio
da rendersi conto di quel che accade
cogliendo la presenza d’un problema,
e tracotante se stesso persuade
d’essere il genio per ogni sistema.

Credo che la nostra vita non abbia
semplicemente nessun altro senso
oltre quello d’un acaro da scabbia
o filo d’erba sperso in prato immenso
o d’un dinosauro o d’un moscerino
o d’ignoranti o di gran professori;
viviamo tutti per un sol destino:
replicare i geni schivando errori.

Eccomi quindi in veglie e funerali
che penso ai morti che ce l’hanno fatta
prima di spegnersi a dare i natali
alla progenie più o meno ben fatta,
lor cromosomi protesi al futuro
mentr’io sopravvivo qui inutilmente
e nell’inedia mentale mi usuro
conscio di non lasciar di me più niente.


Gennaio 2023
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Profilo Autore: ioffa  

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(Domitilla e Cornelia)



" Te lo ricordi quel dolce che la mamma ogni domenica cuoceva  nel forno per noi?"
"La mamma cuoceva di tutto la dentro Lia, riempiva la casa di odori e profumi ."
"Ho nostalgia di quelle mele imbrunite , il fumo della stufa nella stanza , vorrei continuare con la dolcezza
anche la coperta ha un odore piuttosto dolce"
"abbiamo cinquantamila ricordi da perderci ogni volta , lascia che solo uno si trasformi in meraviglia ."
"L'ho qui Tilla, il mio cuore si acquieta , ha un sapore melato "
"Mi  pare di capire che più di un ricordo il tuo è uno stato d'animo Lia "
"si Tilla, ho già l'acquolina in bocca "
" l'arte del cibo è un'avventura , direi di dirigerci in cucina "
" mi hai letto nel pensiero ."
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Quartine di endecasillabi a rima alternata ABAB.

Lieto tempo passammo ieri insieme.
Ne sono come sempre strafelice.
Nonostante siano troppo blasfeme
fantasie che nel cor metton radice

(tipo al mio petto forte abbraccio stringerti
o sulla bocca anelata baciarti
tastandoti vera senza più fingerti)
almeno ero lì negli occhi a guardarti,

discorrevamo dribblando il telefono,
rapito seguivo i tuoi movimenti,
restando di quanto in quanto quasi afono
per meglio godere di quei momenti.

Fissavo il tuo sguardo timidamente
per impossessarmi del suo calore
ma sempre attento a non svelarti niente
per non suscitarti qualche timore,

per non crearti nessun imbarazzo
tipo sentirti da me molestata.
Eran presenti motivi di scazzo,
impegni, problemi per la giornata,

ma con la gioia di starti vicino
le nostre rogne non le risentivo
lieto com’ero del dolce destino
d’esser dinanzi alla donna ch’ambivo

di conseguenza stavo più che bene.
Ma son tornato allo sperso villaggio
in cui la vita m’ha messo in catene
e sei tornata lontano miraggio.

Riprendo a contare le settimane,
ore, giornate che devo aspettare
scrivendo solite parole vane
prima di poterti ancora incontrare.

Tu non lo sai ma tra poco t’abbraccio
addormentandomi dentro il mio letto,
tanto sei l’unico sogno che faccio
ogni notte senz’averlo mai detto.

Son cosciente di non esserne degno
ma non ho controllo su cuore e testa:
comincia il sogno nel mio vano regno
di cui regina nessun ti spodesta.


Gennaio 2023
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Profilo Autore: ioffa  

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Tu che fuggi e voli via,
Sparendo come per magia,
Lasci ricordi belli e brutti,
Democratico lo sei proprio con tutti.

Segni le attività quotidiane,
Tutti i giorni e settimane,
Sembra che non basti mai,
Generi ritardi che crean guai.

Del resto senza di te come fare,
Un appuntamento non si potrebbe fissare,
Un giorno importante non ricordare, 
La nascita di un figlio non aspettare. 

Però con te ce l' ho a morte,
Perché mi guidi a lacrimata sorte,
Ma sai..non ti voglio imprecare, 
Altro te non vorrei sprecare.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Quando la terra toccava il cielo 
quando i padroni del mondo
eravamo noi giungeva il rumore del silenzio
accompagnato dal suono del vento
avrebbe conosciuto il nostro nome.

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Profilo Autore: freeword  

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