sappi che una candela dura solo un'ora ,
Bellissima immagine ma, ... io non ti vedo
e non ti riconosco in un tramonto:
il tuo sorriso, la tua schiettezza
e la tua gioia di vivere,
mi portano a vederti e riconoscerti
in un’aurora splendente, fantastica,
felice ed orgogliosa di consegnare un nuovo giorno
al tanto triste, martoriato e sfiduciato mondo che,
anche se è ad un passo dal baratro in cui sta cadendo,
spera ancora di salvarsi.
Se vuoi, …
puoi considerare le mie parole
una recensione alla tua persona,
un complimento o, addirittura,
una composizione poetica ma, …
è così che io ti vedo, amica mia carissima!
È così che ti riconosco,
è così che ti considero:
semplice e sincera,
acqua limpida in un bicchiere di cristallo.
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
Batte ancora questo dannato cuore
Dopo tanto taglia e cuci a tenerne
Raccattati i brandelli senza errore
Con tecniche moderne
D’un abile dottore
Che la morte lontan volle tenerne
lavorando indefesso per tant’ore,
forse tre ore e tre quarti.
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
Batte e batte notte e dì senza sosta,
Batte e il battito rimbomba nel cranio
La sinfonia monotona composta
Da carbonio e titanio
Senza sosta proposta
Come proveniente da iperuranio
O batteria nel cervello nascosta
Proprio per estenuarti.
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
Battiti che più che l’esser io vivo
Mi parlano del mio amore per lei,
Tambureggiamento con cui convivo
Ma non sente colei
Di cui sì spesso scrivo
Ma sta a miglia e miglia dai passi miei
Nascosta pure al mio teleobiettivo
Nelle lontane parti.
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
Battiti che attardano il mio rifugio
nel dolce e caldo mondo dei sogni,
sogni che reagiscon col sotterfugio
di principiar com’ogni
sera senz’altro indugio
mentr’ancora son sveglio, tra i bisogni
d’infilare la mente in un pertugio
dove può non pensarti.
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
Fallisco lo scopo miseramente
scivolando dai pensieri dïurni
che vedono lei quasi onnipresente
ai miraggi notturni
dove principalmente
anima lei dei sogni tutti i turni:
è dir poco “presenza ricorrente”!
Non ci riesco a ignorarti.
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
Mentre ancora contro l’insonnia lotto
leggo ore piccole sull’orologio
fantasticando il superenalotto
tutt’altro che balogio:
ho fatto un sei col botto
e dall’atavica miseria sloggio,
faccio progetti dopo un pizzicotto
corro tosto a chiamarti.
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
Di euri ne ho vinti circa un milione
ma che me ne faccio? Per me son troppi!
Quindi saranno la buona occasione
per poter senz’intoppi
comprar nuova magione
grande, luminosa, servizi doppi
giardino, pergola, mare in visione
dove puoi rilassarti.
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
Via dalla muffa d’un grigio palazzo
dai tuoi lavori e tuoi fiori abbellito
dove del sole latita lo sprazzo;
ecco casa e t’invito
con il giovin ragazzo
vagare in brolo di fiori arricchito
e auto nuova e barca e persino un razzo:
tutto vo a regalarti.
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
Per me comprerò quel monolocale
così non dovrò starti più lontano;
non mi serve qualcosa di speciale,
basta sia sottomano
tra la casa e ospedale
per far di corriera ricordo vano;
magari per me non sarebbe male
Hi-Fi di sette parti.¹
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
Ogni giorno aver vorrei nuova scusa
per fare verso te la breve strada
vederti, ascoltarti, mia dolce musa
senza mai che t’invada,
vengo a farti le fusa
come un gatto che sol di te s’aggrada
e tra mille pensieri alla rinfusa
vuole in tutto aiutarti.
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
Sono con te nella tua nuova casa,
godo il suono amato della tua voce
mentre il pennello colori travasa
dalla tua mente alla tela veloce;
l’adolescente che ancor non rincasa
di ribellione pervaso precoce
che dallo studio sempre più si sfasa…
ma tu non preoccuparti.
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
Mi perdo nel verde dei tuoi begli occhi
cinti da lievi deliziose rughe,
scendo pel naso e poi dove trabocchi
sorrisi, chiare fughe
in mondi di balocchi
lontani da realtà di sanguisughe;
ma di Ragione arrivano rintocchi,
smetto d’immaginarti.
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
Triste torna la consapevolezza
che non ho vinto al superenalotto:
la razionalità non accarezza
l’idea ch’io sia scemotto
d’avere una dubbiezza
di vincere dal gioco non sedotto!²
Tu svanisci lasciandomi in tristezza
mentre torno a cercarti.
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
Non capisco perché la mia ragione
mi vieti figurarmi vincitore
del lotto, ma non spenga l’illusione
d’entrare nel tuo cuore,
d’accender la passione
fino a sentirmi un dì chiamare “amore”
senza che sia solo immaginazione…
finalmente a baciarti.
Occhi ancora aperti vanno a sognarti,
Fatico al solito ad addormentarmi,
Non riesco a rilassarmi.
¹: sette parti = giradischi, doppia cassetta autoreverse, sintonizzatore, CD, preamplificatore, equalizzatore, amplificatore… un bell’impianto Hi Fi vintage anni ‘90 a componenti separati… che nostalgia; a dirla tutta, aggiungerei nella mia casetta una libreria enorme ed una fornitura a vita di lasagne e tiramisù!
²: in effetti, non partecipo a nessuno di questi giochi, non credendo alla possibilità di indovinare i numeri sostenuto da magia, sogni, spiritismo, parenti defunti o sistemi pseudomatematici!
23/03/2023
Noto una fredda e statica rastrelliera,
Su di essa in qualche modo legate,
Ci sono delle biciclette abbandonate.
Ad ognuna le manca un pezzettino,
Chi è senza ruota chi senza sellino,
Giacciono aspettando il loro padrone,
Che si è dimenticato della lor collocazione.
Un di' anch'esse scorazzavan per le vie,
Tra buche, pedoni e mille peripezie,
Ora il tempo le ha deteriorate,
Mai più potranno essere usate.
Sembra voglian gridar la lor condizione,
Immobili ferme senza attenzione,
Ma nulla per lor posso far assai rammaricato,
Se non invidiar qualche cul che hanno ospitato.
prendiamo ad esempio quel ch'era ieri:
i tuoi occhi, specchio di desideri,
miravo e al mio cuore spuntavan l'ali.
Qualche ora di chiacchiere mai banali
mentre t'ammiro con occhi sinceri,
caffè gustato con te volentieri
ciarlando di nostre vite normali.
Poi purtroppo il bel giorno è finito,
m'accompagni allo stop della corriera;
ti mando un messaggio in cui ti ringrazio.
Torno al mio nulla ancor di te non sazio
sperando che voli in fretta quest'era
prima ch'io torni, mio amore proibito.
21/03/2023
che discuteva tranquillamente e ferocemente.
Pulirle il culo era un onore,
visto il compenso in consigli.
Il lavoro più bello del mondo:
tenere il braccio a una filosofa
che caga nel bidet
solo perché si spera nella sorte.
Sotto quella matassa dell'avventura, ripeto.
Come London.
A chi diavolo importa dell'avventura?
Ai materialisti.
Fortuna che accanto c'è la vasca:
nel fermento agonizzante delle paperelle
ne verrà fuori una qualsiasi
storia umana.
Scrivere un limerick è più spedito
Che non comporre sonetto finito
Ma mi viene strazio
Nel finir lo spazio
Senza aver il mio concetto chiarito!
2° Ottava
Sicuramente ci offre più respiro
Strofa d’endecasillabi in ottava
Nella quale ogni tanto mi rigiro
Che dal Boccaccio all’Ariosto s’usava
Dove un po’ meglio il mio concetto stiro
Potendo metter dentro rava e fava
Anche accennando qualche spiegazione
Prima di giungere alla conclusione
3° Sonetto
Ma son quattordici a disposizione
gli endecasillabi dentro un sonetto
con quattro o cinque rime che rispetto
senza causar del cranio ebollizione.
Bastano certo per dar emozione,
dipingere la scena al cui cospetto
stiam raccontando d’esser dirimpetto
aggiungendo anche qualche spiegazione.
La libertà ch’abbiam nella chiusura
di gestir coppia oppur terna di rime
aumenta di prospettive la scelta.
Così con pochi versi anche alla svelta
possiam narrar cos’è che ci deprime
e di spegner la vita mi scongiura.
4° Esempio di sonetto acrosticato
Son da qualche ora chiuso a chiave in stanza
Per ragionare su mia codardìa
In quanto a poche miglia sulla vìa
Nomato ponte adatto a circostanza
Terminerebbe senza riluttanza
Allegramente l’esistenza mìa
Senza costringermi alla litanìa
Udita ancora dalla tua lagnanza
Ininterrotta la quale in essenza
Causa di peso mi vede e miseria
Impedendoti per mia permanenza
Di destinare a cosa ben più seria
I dindi da pensione in plusvalenza,
Ovvero un’auto… per ire in Siberia?¹
¹: una nota sarcastica la dovevo pur inserire, non posso andare a buttarmi dal ponte senza aver prima causato una risata compensatoria.
14/03/2023
la realtà è la realtà apparente:
un velo che separa la zanzara dalla pelle,
un'infinità di buchi
che richiederebbero ommatidi che non possediamo.
E tutto l'imperversare immaginabile
non negherebbe a una mano la ruvidezza,
la disfatta.
Ci muoiono arriva i calli
a cui finalmente sembra di sentire.
E poi i calli non ci sono più.
Dita filiformi, bruciate nello sfregolio.
Chi ritiene pazza, infine,
la zanzara dissanguata?
Poeti e poeti … anche tu.
Da mondi fantastici
con melodiosi ritmi
dai rituali specifici
per futuro interiore
o statica estorta
esteriorità.
Poeti in ricerca
dei lemmi migliori
artefatti - fatti ad arte -
presenti in memoria
reale o virtuale
- ben poco importa -
Poeti bloccati
da vita inespressa
caricata a salve
di pesi eccessivi e percorsa
in marcia ridotta - vita
che ben poco esporta -
E poeti in attesa
da ispirazione braccati
ma attenti ai momenti
e ai fragili cristalli
con cui poesia
le sue opinioni espone
e, alla luce, le porta.
E se in ogni viale, in ogni muro,
nei filari arrugginiti stesi al sole , c'è il tuo conforto .
E se nei ricordi dei tizzoni accesi ,
nei sassolini piatti non troppo leggeri,
non troppo pesanti,
nelle caselle irregolari bianche e polverose di gessetto
che avvolgevano pochi metri di selciato,
c'è la mia infanzia .
E se nelle pettinature composte delle signorine ,
nel cielo stellato come un pezzo di cartone,
nei: “ un , due , tre stella “ che carezzavano le mani ,
c'è la nostalgia .
C’è sempre un silenzio imperfetto di parole
che sempre torna a farmi compagnia .
1° Finalmente
È da più di vent'anni che t'agogno
Rappresenti per me ora un bisogno
e quasi non ci credo
adesso che ti vedo
ti bacio, abbraccio… vanisci nel sogno.
2° Quasi quasi
Adesso quasi quasi ci riprovo
vediamo se me ne viene uno nuovo
cercando ispirazione
entrando in confusione
ma niente… bell'appiglio non lo trovo.
3° Il dente
Ma sì, ch'adesso m'è venuto in mente
Vi svelo ch'ho un problema con un dente
Mercoledì dentista…
Purtroppo la mia vista
non si consolerà con l'assistente!
4° Perdono
Lo so, fanno l'effetto d'una purga,
meglio che ad altro impegno ora m'assurga,
che la prossima volta
nascerà disinvolta
una strofa miglior ch'oblio non urga!
13/03/2023
E' l' ombra del futuro che s' indossava il capotto
per assomigliare a quella agrodolce, intoccabile foto.
E' da lontano che cercava di guardarsi
a quello "specchio", ma si ritrovava senza forze e vecchia,
riguardando meglio pareva che il tempo si fosse fermato
e fu sorpresa con un brivido di gioventu' fra i ricordi ritrovato.
Almeno ritrovarsi aveva sperato, se non poteva far
piu' cio' che aveva immaginato.
...E come quel immagine di se' la fece trasalire
si abbraccio' un po' triste, perche' quel unico sogno
che la faceva sentir meglio stava per finire.
E l' ombra del futuro si ritrovo' nel letto
sola a dirsi con gocce di cristallo agli occhi:
" eh si il tempo non te ne accorgi e vola".
La malinconia si fece sempre piu' presente
e rimase a guardare nella mente
l' incredibile sogno che pareva accaduto realmente.
il clima pavonesco danza
come orchestra di vento,
che incanta nello sgomento!
La terra,
palcoscenico mutevole
ospita quel cambiamento,
come musical commedy,
una tranche di tormento.
L'oceano,
come un pittore abile
ma distratto
dipinge ornamenti di frastagli
contro imprudenti scogli
a inabissarli nelle sue acque
col suo nuovo stile,
ameni sfide!
Le correnti,
come tersicoree in scena
avvicendano ritmo
e movimenti senza pena,
pericolosa avanscena!
Il sole,
come signore dorato
un altero regale
dirige il suo calore,
senza uguale!
Mentre la pioggia,
spruzza e crea a catinelle
come folle artista
i suoi schizzi bagnati
dal petricore che affonda,
nel volume che esonda!
L'aria,
come compositore
di flauto traverso,
senza una fine
scrive nuove note
nel suo vasto confine!
E le verdi montagne,
come giganti imponenti
scolpiscono il paesaggio
con gesti possenti.
Ma l'uomo,
come un intruso smemorato
altera questo equilibrio
tutto sconcertato!
Col suo sregolato progresso,
inarrestabile
lascia il pianeta
in uno stato instabile!
Così il clima,
come un'opera bizzarra
si trasforma per noi
in un nuovo dramma dato in arra!
E mentre la natura
cerca di resistere,
l'uomo dovrebbe
agire per non disperdere!
Oh, al bivio di questa storia,
una scelta memorabile
dobbiamo affrontare
e ritrovare saggezza
che ci ha abbandonato,
dobbiamo ammantare!
Oh, per salvare questa Terra
bisogna agire con coscienza
con la mente e con il cuore,
bisogna liberarla dall'anteguerra
che poi scivola in guerra!
Rispettare la natura
che ci ha generato,
affinché possa ancora
regalare quel futuro ben sperato!
Dare voce alle voci
di chi è stato oppresso,
per proteggere gli esseri
che sono stati messi
a rischio espresso!
Perché il clima
come fiore delicato,
ha bisogno di cure
per non soccombere abbagliato!
E come sinfonia, uniti,
dobbiamo suonare,
per onorare la bellezza
che il mondo sa creare!
Il finale è nelle nostre mani.
Noi siamo gli autori,
dovremo scrivere una storia
che cancelli gli orrori!
Rinveniamo in armonia
la vera essenza della vita
senza quella sporca ipocrisia,
in questo marasma consunto
del consumismo esaltato
alterando quel clima ammalato,
in questo vasto politeama
del mondo,
dove il clima pavonesco
danza in discordanza
una fievole baldanza
che pian piano sbiadisce
la sua dolce fragranza.







