Nel penso
mai è tempo perso.
Di tanto in tanto, io
la realtà approfondisco
perché mi accorgo
della fortunata camicia
che mi porto addosso!
Forzatura della natura?
Sovrannaturali meriti?
Partecipe tra i figli prediletti?
Diversa e pregiata razza?
Terra fresca
aria pura
acqua di rose
o fuoco di paglia?
Tocca anche tu
i tasti del se fossi
specialmente:
terremotabile, tsunamizzabile
… calpestabile
profugo, disabile
… donna
o sei cresciuto
di speciale mente!
1°: figuriamoci se non mi martellava nella testa il chiodo fisso!
Dovrò guarire
dal mio desiderarti…
m’ancor non riesco.
2°: esplorando l’abisso della mia mente!
Perché qualsiasi
cosa mi metta a fare,
riesco a pensarti?
3°: clessidra inarrestabile!
Il giorno sfuma:
tedioso strascichìo…
la vita sfugge…
4°: un’ambulanza a sirene spiegate sta attraversando il paesello sonnolento; d’istinto mi controllo il cuore!
Una sirena
urla alla mia sinistra…
ma il cuore batte!
5°: Appellandosi alle Convenzioni di Ginevra!
Arma letale
sorriso femminile
cui non c’è scampo
6°: un impulso che mi suggerisce che è giunta l’ora di smettere di haikare!
Fremito forte
corre pel basso ventre…
mi fiondo al cesso!
11/04/2023
di stracci e di diamanti son fatte le mie vesti
false pulzelle di Orléans gravitano intorno
dov'è, cos'è, questo chiacchiericcio di vecchie comari?
Il pungiglione del topo mi conquista la coscienza
vado per strade amiche
chiedendo qualche soldo per sfamarmi
un boccale di buon vino, un arrosto, un sorso di pace
in cambio delle mie giullarate da vecchia megera!
Allontanate i bambini
questo spettacolo non è per loro
è per quelli che adorano serpenti e faine
è per quelli che pisciano controvento
quando passa un chierico vagante.
Dodici anni o quasi…
era il dieci luglio,
noi si passeggiava
su stradini invasi
da quel guazzabuglio
che il turismo dava
proprio in riva al mare
nel dì del mercato;
locali e stranieri
tutti a passeggiare
nel sole infuocato
che mi pare ieri.
C’era qualche cosa
che non mi tornava:
eri troppo cupa,
seria, silenziosa…
mentre s’avanzava
mordendo una drupa.
Era qualche mese
che non si “giocava”
a quei noti giochi
di passioni accese
che l’amor portava:
s’eran spenti i fuochi!
Non da parte mia,
bel pulcino biondo:
sempre ti sognavo
anche se eri via
oltre il nord profondo…
sempre t’aspettavo.
Da terra straniera
quando ritornavi,
noi ci fondevamo
da mattina a sera
delle voglie schiavi:
recuperavamo!
Ma stavolta niente:
ti mostravi spenta,
tutto rinvïavi…
con il cuore assente
la fifa cruënta
in me generavi.
Poi freddo coltello
dentro le mie carni
facesti affondare
senza alcun appello…
pochi lemmi scarni:
“Dobbiamo parlare…”.
10/04/2023
"E quindi i biscotti scaduti vanno nell'umido?"
Si Lia, insieme a due/tre persone che conosco
è giunto il momento di dire addio, come il cibo hanno perso la loro capacità di conservazione ."
" Ma dov'è riportata la loro data di scadenza?"
"Nei fatti Lia, nei fatti."
" Tilla , hai sentito ? Presto una nuova materia si studierà a scuola: educazione all'affettività, per una buona relazione interpersonale , io sinceramente ho i miei dubbi."
"Capisco il tuo punto di vista Lia, anhe i dubbi sono leciti , quindi oltre alle discipline umanistiche e scientifiche , si insegnerà anche l'affettività."
" Il rispetto, la tenerezza, la devozione, la gratitudine, i sentimenti , le emozioni , tutto questo Tilla?"
"Cosi sembra! Se coinvolgerà anche i genitori sarà cosa buona e giusta, perchè bisognerebbe fare prevenzione partendo dalle famiglie è li che un bambino forma il suo carattere e poi crescendo lo proietta al mondo "
"vero Tilla, l'atmosfera che si respira in famiglia gioca un ruolo fondamentale ."
"Lia, non è facile , ma credo che l'accettazione, l'amore e la libertà per un bambino sono degli strumenti necessari per affrontare il mondo ."
"Sono tutti buoni propositi ."
Dolori sempre più continui e intensi,
sempre più pesante la mia stanchezza…
cuore maledetto, perché scompensi
questo corpo stanco che ti disprezza
perché al suo fabbisogno più non pensi?
Sulle intenzioni devi far chiarezza:
non vorrai trascinarmi in agonia
prima di consentirmi d’andar via?
Se ti vuoi fermare, fallo di botto!
Non voglio vegetar anni in un letto
con la padella infilata là sotto
a raccogliere il mio prodotto abietto
mentre m’imboccano e sconcio borbotto,
tra le lenzuola la sbobba rigetto
senza che il mugugno abbia neanche un senso
ché non ricordo né capisco o penso.
Non voglio diventare un vegetale
che serva solamente a dar fastidio
a quanti mi staranno al capezzale
usando ogni sanitario presidio
mentre io percepirò soltanto il male;
molto più sensato resta il suicidio
e sai che sono giunto ad un buon punto
che ormai quota più due in ombra ho raggiunto.
La medicina più pericolosa
dosata tutti i giorni in milligrammi
gestita in parsimonia doverosa
(per evitare rischi e neri drammi)
ne son riuscito a far scorta copiosa
(due scatole oltre i medici programmi)
per un sovradosaggio dopo cena
che in nottata mi spenga senza pena.
Anche se son curioso del futuro
non voglio andarci incontro da allettato
ed ho di meglio che non vil cianuro
potendo simular d’aver sbagliato
per qualche giorno le dosi, spergiuro
che non mi sarei mai suïcidato
volendo veder crescer nipotine,
scoprendo se ignoranza avrà mai fine¹
Ma se i miei dolori e gli impedimenti
sono destinati ad incrementarsi
pretendo precisi riferimenti
dal cuore per saper quando adoprarsi
per porre in atto concreto gli intenti:
definitivamente congedarsi;
cardiologo intanto sta latitando
che il nostro sistema van smantellando².
¹: in riferimento sia alle stupidaggini che farciscono tanto i social quanto le chiacchiere nei bar e nelle piazze, sia allo stupro della lingua italiana che viene perpretrato ovunque anche da aspiranti scrittori!
²: la situazione del nostro sistema sanitario (misurabile concretamente anche dalle lunghezze delle liste d'attesa per le visite specialistiche e persino dal trovare tali liste quantomeno disponibili), già non eccelsa da quando le subentrate difficoltà economiche post-operatorie mi hanno relegato al solo servizio pubblico, in questi ultimi mesi sta franando in maniera tragica.
07/04/2023
ma ad altro evento si sposta la mente:
nel mese d’agosto, tutt’altra scena
agriturismo, serata accogliente
io, tu e tua moglie, stiamo festeggiando
l’impresa in corso molto promettente
su cui del resto tutto stiam puntando
ma prima pausa per due settimane
perché l’estate ci sta cucinando.
Però stai sentendo dolenzie strane
ch’a me parevan troppo familiari…
ma le parole m’uscivano vane…
per me quei segnali eran troppo chiari
ma tu non mi stavi proprio a sentire:
“Prima pensiamo a completar gli affari
e dopo il cardiologo andrò a sentire.”
“Bene, ma son lunghe prenotazioni,
facciamole e intanto andremo a finire
e nel frattempo un po’ di precauzioni,
la più banale: smetti di fumare!”
Lì tu mille scuse, ridimensioni,
ti nascondi, provi a minimizzare
con me che doglie sopportai per anni,
tanto che andammo quasi a litigare.
Guardo le foto, rivivo gli affanni
che mi portavan le tue prese in giro
le finte richieste, stupidi inganni
che volevi esser qualche giorno ghiro
rimandando qualsivoglia controllo
a un dì che sia dal lavoro il ritiro!
Agosto finì - e ancora barcollo
ricordando il colpo quella mattina
che nostro padre con gli occhi in ammollo
entrò dicendo con voce d’angina
“È morto… è morto… è morto tuo fratello.”
Al mio cervello si staccò la spina.
L’ambulanza non raggiunse il cancello
dell’ospedale ch’è troppo lontano,
la morte aveva steso il suo mantello.
Da allor sul cor ho un peso sovraumano
perché se avessi ancor di più insistito
non saresti nel loculo spartano.
Il cuore a me l’han tutto ricucito
tanto che ancora adesso sopravvivo
eppure era ridotto a mal partito!
Il tuo era in stato meno apprensivo,
sarebbe stato facile salvarti,
senza intervento come il mio invasivo:
semplice infarto! Certo, riposarti,
vivere in modo molto più tranquillo
ma qui saresti, vivo a riguardarti.
È già tardi, spengo, bevo un mirtillo,
entro nel letto pieno di mestizia
mentre cerco ai miei pensieri un sigillo.
Inesorabile l’incubo inizia:
“Dimmi: perché perdere m’hai lasciato?
Perché t’abbandonasti alla pigrizia
e dal cardiologo non m’hai tirato?
Ebbi moglie, gran bel lavoro e figlia,
te dipendente pure stipendiato.
Di te più giovane ma con famiglia
e prospettive concrete al futuro,
non come te che la vita assottiglia
quel che ti resta di destino oscuro
pien di limitazioni e di dolori
con donna e casa ch’hai perso, venturo
ormai il tuo tempo solo di dottori
che neanche ti riesce di prenotare
e di impossibili remoti amori?”
“Neanche t’immagini il mio disperare
quanta stanchezza, quanta delusione,
più non tengo a questo mondo restare.
Ma non esiste nessuna pozione
valida a spegnermi e farti tornare,
non c’è maniera per sostituzione
non posso la morte tua e mia scambiare.
Se si potesse questa circostanza
del cederti il posto e farti tornare
credi che n’avrei qualche titubanza?
Ma son ateo convinto, impenitente,
privo d’ogni ultraterrena speranza
certo che di noi non resta più niente
che possa essere riportato indietro
poscia che il metabolismo è silente.
L’esistere mio certo è molto tetro
e in mille frantumi finirà presto
questo mio fragile cuore di vetro
troppo generoso, gracile e onesto,
ma la mia morte non riporta in vita
chi la sua vita ha perso troppo presto!”
Ancora immerso in angoscia infinita,
mattina, vibra l’orologio al polso,
finisce l’incubo senza una rima.
07/04/2023
d'un sole d'ottobre:
che soltanto accarezza.
Col muso posato
guardavi ben oltre: dentro.
Una striscia di neve su finestre cinesi:
grazie per esserti tenuta quel mistero.
E noi ebeti
e noi di scirocco
e noi ragionevoli.
La biscia non è più bandiera all'uscio:
siamo comunque colpevoli. O forse no?
La commozione
si fa così spazio ristretto
nella testa maculata che cade di lato
perché non ne può più.
" Tristemente leggo 106 donne uccise dall'inizio dell'anno "
"si Lia, la crudeltà non conosce età, tutte donne stritolate, abusate da relazioni tossiche ,
possessive, insane, che brutta realtà, credo che non può più essere ignorata."
"Allora che si fa Tilla?"
"Bisogna urlare , lo sò non mi riesce di parlare piano , bisogna URLARE FORTE , scappare !"
" Che oltraggio, da grande sceglierò con cura chi avere al mio fianco e non starò mai in silenzio ."
"Il tuo è un messaggio forte Lia, ricorda però che non esiste il ragazzo perfetto, non c'è un manuale d'istruzione che t'insegna a scegliere , imparerai da sola a riconoscere e a conoscerlo dai suoi comportamenti ."
"Tilla, ci sono delle regole ?"
"Ci sono dei particolari che ti faranno capire se è giusto costruire un futuro con lui o interrompere subito, Lia,
tu non avere mai paura di dire ciò che ti passa per la mente , confidati sempre , parlane , ricorda che da un bacio ad uno schiaffo è un attimo e raccontarlo non sminuirà MAI il tuo essere donna , ma ti aiuterà a non essere mai sola ."
" Promesso."
(BASTA ALLA VIOLENZA SULLE DONNE)
Pagine e pagine.
Abbiamo scritto di tutto
anche
penose apparenze.
Libri e libri
di sopraffazioni e razzie
travestite da storia.
Costituzioni etniche
e razziali spiazzate
da fame di potere
e paletta
usata per la fama
nei tempi d’oro, di scopo
diamanti e petrolio.
E testamenti
nuovi e vecchi
prodotti di parte
non sempre perfetti
ché, come leggi
interpretiamo a piacere.
Scriviamo il diritto …
scordando dovere e rovescio.
“Tilla , oggi il mio pensiero va a Giulia , “
“ si Lia , un’altra giovane donna è volata in cielo per mano di un uomo.
È evidente che ci sono tanti uomini che non si sognerebbero mai di fare cose del genere”
“ sicuramente Tilla “
“ ma la cronaca ne è piena, così corposa e a cadenza costante, ma comprendere le cause non è possibile , non ci sono scusanti , motivazioni, chi usa violenza non si può chiamare uomo , ma debole, spesso è il mostro che ti dorme accanto .”
“ … pensare di difenderti da chi ti dovrebbe difendere è atroce . “
“ Lia non bisogna stare in silenzio , bisogna raccontare , denunciare, chiedere aiuto , confidarsi , non vergognarsi a mostrarsi fragile e non continuare a giustificare troppo a lungo la violenza dei propri compagni.“
“ si Tilla , ora voglio guardare il cielo , ciao Giulia .“
Sono quasi astemio, bevo soltanto
in occasion di “feste comandate”:
complëanni, capodanno, ma alquanto
poca roba, per rendere appagate
le genti intorno col brindisi santo,
obbligo sociale in tali adunate;
non mi dice nulla, non m’entusiasma
né l’umore in qualche modo mi plasma.
Poi talvolta abbiamo bevuto insieme,
pranzando io e te, chissà a cosa brindando…
inebriato, sensazioni supreme,
benessere ch’al cor stava cantando,
ëuforïa, di lietezza seme,
endorfine ch’andavan dilagando
dopo il rintocco dei nostri bicchieri
che dileguava tutti i crucci neri.
Ma credi, sono abbastanza sicuro
che a produrre tutte quelle endorfine
non è stato il vino rosato o scuro
ma aver di fronte sembianze divine
che nel tuo sorriso colgo, lo giuro,
per la tua bellezza senza confine
che mi scombussola da sempre il cuore,
che mi sprofonda in un lieto stupore.
Del resto ogni volta che ti rivedo
o che di qualunque cosa parliamo
a questa stessa ebbrezza mi concedo
per tutto il tempo che vicini stiamo;
solo quando debbo prender congedo
nel triste istante in cui ci salutiamo
torno nella mia sommessa tristezza
di abbandonato pupazzo di pezza.
Quindi non è il vino a farmi star bene
quanto che ne sia tu la mescitrice
perché dissolvi tutte le mie pene,
sei di felicità la mia nutrice,
scaldi il sangue che scorre nelle vene,
mia Laura, mia Fiammetta, mia Beatrice,
ispirazione d’ogni fantasia…
peccato solo che tu non sia mia!
05/04/2023





