Al risveglio
l’aria del mattino
che respiro a accanto a te
mi fa amare la vita.
Il mio cuore con il suo sangue
e il suo battito scandisce il tuo nome
regalandomi il calore e l’amore di questa vita .
Non scordare ….
non perderti,
perché nel domani il ricordo di questo amore
la gioia e il sorriso cancella..
Haiku delle rose già sfiorite a fine marzo.¹
Or bussa maggio,
già sfiorite son rose
che ti mandai.
¹: Poverine… le mandai anonimamente insieme alle mimose l’8 marzo… è decisamente troppo per delle rose!
Haiku del vento cieco.
Via fugge aprile
in un vento che cieco
ti cerca ancora.
Haiku del più bel fiore.
È primavera
ma il suo fiore più bello
ha cinquant’anni!¹
¹: a dire il vero col sopraggiungere dell’estate ne avrà 51, ma per la metrica dell’haiku sarebbe stato problematico, per fortuna ancora tecnicamente possiamo dichiararla cinquantenne. Ma resterà il fiore più bello anche per i successivi 50, e anche più!
Haiku della pioggia del trentaprìle.
Scroscia la pioggia
oggi trenta d’aprile
urlan gli uccelli!¹
¹: sembrerebbe una fragorosa protesta contro il sole nascosto. Ho dovuto addirittura accendere la luce in camera oggi per arrivare al PC senza inciampare nel buio che entra dalla finestra spalancata irradiato dai nembi.
30/04/2023
Meno male che sono tutto solo
mentre guardo la TV nella stanza,
così nessuno mi coglie in flagranza
sicché alcun vede quanto da occhi colo!
Tiro fuori cartaceo tovagliolo
tamponandomene gli occhi ad oltranza
già sapendo che non ho gran speranza
che si tratti d'una gocciola solo!
Ch’avvengan cose tristi oppure belle,
in un frangente amaro o al lieto fine,
che sia per morte oppure matrimonio,
che sia per sorte o per un vil demonio,
emozioni oltrepassano il confine
gli occhi si trasmutano in fontanelle!
28/04/2023
colpa non fu l'estate,
vano cercar nella ragione ciò che non vede
l'occhio sì perso fra le pieghe dell'amor.
A ripensar quegli anni che mai furono nostri
puntellato n'è il ciel di stelle spente,
ora l'azzurro fonde e nel blu tende
a sprofondar di gioia ad ogni istante.
All'incontro l'orizzonte,
ove il ciel nel mar ci si confonde,
è palmo e dorso a incrociar le dita impunemente.
fra l'ebano e l'avorio a illuminar di già l'ora presente.
Appeso al cielo
è motivo centrale.
Quadro speciale.
E non serve guardare oltre
cercare altri mondi
oltraggiare gli altri
ma osservarlo e viverlo
senza riserve di pensiero
e pesi cubici a trattenerci.
D’occhi liberi
cuore e orecchi, nella semplicità
di un raggio di sole estivo.
Quello che rigenera
persino la morte, quello
ch’estingue ogni debito e salda
fraterni legami.
E pare che passato
presente e futuro di ognuno
- … di chiunque -
nessuno escluso
sia tratto da aggiungere.
Io non so il perché
tu sia così importante
ma mi adeguo
è il dipinto
che lo vuole.
Avrebbe un senso stare
ancora qui a penare
se fosse sol dolore
del muscolo del cuore.
Ma a farmi disperare
e morte mia sognare
pesa anche quel livore
con cui il mio genitore
non scorda mai rinfaccio
(che forse mi procaccio?)
sull’esser peso inutile
foss’anche scusa futile…
qualsiasi cosa faccio
di certo piove ghiaccio
recato da urli acuti
dai vari contenuti
ma il tema ricorrente
che sono deficiente:
correggo qualche errore
che neanche son dottore
ed accidentalmente
io non capisco niente,
son solo fruitore
del suo divin valore¹
e dovrei stare zitto
per non recar delitto
col proferir parola
perché s’è da mia gola
che il suono fa tragitto
è come avergli inflitto
minaccia bombarola
neanche fosse a scuola!
Ormai non son più certo
che conti cosa asserto,
a dare quel fastidio
e generar dissidio
da tempo s’è scoperto
che sia l’avergli inferto
il senso d’un deicidio
ver lui che m’è sussidio.
Del resto, servo a niente,
tenerlo devo in mente,
soltanto un grosso peso
cardiocerebroleso
persino irriverente
e, peggio, ancor vivente.
E dunque, perché arreso
ancor non son, né steso?
¹: Sì, pur essendo ateo, io sono uno dei figli dell’unico vero onnisciente onnipotente infallibile dio! E non ho ancora imparato a parlare sempre solo il linguaggio dei pesci al suo cospetto, per non far percepire le gracchianti squallide insulse blasfeme vibrazioni delle mie stupide corde vocali.
23/04/2023
Venticinque aprile, torna il ricordo
di me bambino, dentro il focolare¹
con il bisnonno, fermo ad ascoltare
rare parole di cui ero ingordo.
Neanche cinque anni, ma non me lo scordo
quando sentivo la voce tremare
nella guerra e il fascismo raccontare;
capivo poco ma non ero sordo².
Lo percepivo quel grande disprezzo
per fatti che gli turbavano il sonno,
crudeltà altrui di cui pagavan prezzo
giovani ignari, deposto ogni attrezzo
per ire in guerra, come pure il nonno³,
bene osservarla, per aver ribrezzo.
¹: Il focolare era grande, come da tradizione antica; al suo interno, oltre il fuoco acceso, c’era nell’angolino a sinistra un po’ di legna da aggiungere man mano al fuoco e nell’angolino a destra un piccolo semplicissimo scanno, niente schienale o braccioli, umile panchetto su cui sedeva il bisnonno a godersi il calore e spesso prendendo me sulle sue gambe, talvolta appunto raccontando qualcosa.
²: Ma ero davvero piccino, 4 o 5 anni.
³: Il bisnonno si fece la prima guerra, conobbe il fascismo e patì nella 2ª guerra; il nonno ovviamente si fece la 2ª. Entrambi comunisti, avevano lo schifo a sentir parlare del duce, di quel vile e truce duce di cui il nostro esimio Ignazio Benito Maria, presidente del Senato, ossia del più prestigioso ramo del Parlamento della nostra Repubblica antifascista, conserva fieramente il busto in casa!
25/04/2023
Il vento del levante
Quando i venti del levante soffieranno,
nessuna ancora potrà fermare la tua nave.
Nessuna catena è in grado di fermare il viaggio.
Non posso soffiare alle tue vele,
non posso spingere il vento….
non mi è concesso di vedere il tuo domani.
Il mio tempo è quasi finito,
accetta questa verità .
Ora …….vai……. alza i tuoi occhi e guarda il sole.
Non voltarti dietro,
non sentire le mie parole,
Non chiedere,…………
. accetta il mio coraggio.
Non ti perdo…….
sei viva nel mio amore.
Forse una lacrima innalzerà la marea
ma io come uno scoglio antico e forte
vedrò sempre i tuoi occhi sorridere.
La cattiveria è un pioggia fredda
che non lascia sporcizia nei sinceri.
Il pensiero dell’invidia è ferire,
perchè l’inferiorità è la sua rivalsa.
I cattivi si rovinano per la loro fortuna
e la pioggia che cade alimenta la perfidia
germinando aculei nei boccioli di rose
con la meschinità che n’è la gemma.
La paura minaccia il possesso
generando gelosia
e la cattiveria n’è nutrice.
Ora che la maschera del male ha preso forma
le cattive azioni prosperano e
la perfidia prende le sembianze della sincerità.
Non è vero che
io non ho più nulla:
tutt’intorno a me
vicine e lontane
ho persone che,
nonostante me,
mi vogliono bene.
Ho dalla mia vita
più di quel ch’in vero
abbia a meritare.
22/04/2023
- dolce, invadente, carezza -
Maledetto sia l’archivio che spesso
mi trascina in tenera nostalgia
d’un tempo ormai sgattaiolato via…
come sta succedendo proprio adesso.
L’album sul tuo nome scorre indefesso
dal mese scorso alla mia archeologia:
novantasei¹! Ma nella classe mia
eri anni ottanta ed ero cotto lesso²!
Fu tua la colpa se mi misi a scriver…
sei stata tu la mia prima lettrice,
affascinata oltre le aspettative
dei miei fogli avida raccoglitrice.
La cotta passò ma l’amistà vive
e tutt’oggi resti mia estimatrice³!
¹: nell’album digitale la foto più vecchia di lei è della primavera del 1996, quando eravamo all’università.
²: e sì, conosciuti sui banchi del liceo, fu la mia cotta adolescenziale, dal 1° al 4° anno… poi mi arresi ad un’amicizia complice, confidenziale, profonda ma platonica!
³: Non so cosa trovi in me, ma ancora mi considera come una persona … come dire … valida, interessante, affidabile, seria, intelligente, gentile … non si è resa conto che son solo un tozzo cinghiale fallito e malato!
21/04/2023
Ti baciavo la bocca
quando ho aperto gli occhi
mi è dispiaciuto abbandonarti nel sogno.
Chissà se ti manco
se nel mondo dei miei sogni
tu
da sola
mi cerchi o mi aspetti.
Chissà cosa succede ai sogni quando ci svegliamo
se è un mondo a parte
nel quale puoi vivere solo mentre dormi.
Chissà -magari ci hai provato-
se tu addormentandoti nel mio sogno verresti qua nel mondo da svegli.
Forse così non funziona, non ci incontreremmo
passandoci accanto non ci riconosceremmo
e forse è giusto così, che alcune cose accadano dove devono accadere per accorgersene.
Un po’come la felicità
è sempre con noi
intorno
dentro
in una goccia di pioggia
in un soffio di vento
nel sapore di un sorriso.
Però
come per ogni cosa
anche della felicità
bisogna accorgersene.






