lontano da scene che si muovono
tra le parole della montagna
fermo è il lago
Sarà che questo cielo contagia
Sentinella, sentinella che vedi?
- Barbagli
come moniti
nella volta celeste
La forma dell'inverno
è un bianco
di piccole morti -
ognun che fosse, ancor più se da lontano, un priore.
E sì: tira e tira, tira quella corda che la rompi...
Ma poi: siamo tutti! Perché ci chiamate Ciompi?!
Dalla piazza odo un singulto:
"Non avere ansia da prestazione,
tanto resterà un tumulto!"
Sì, vero: c'han provato quei tuchini,
eran pure seri, eppure scherzati in mutande;
ma qui non si scherza: non siamo contadini:
abbiamo in prima fila le mani di filande!
Sogghigni che ormai spolverano l'aria,
le botteghe serrate dietro i loro vecchi legni:
nessuna marcia da processionaria,
ma se ne tocchi una lascia i segni.
L'importante è far capire il flusso degli eventi,
non importa se torneranno quei signori;
si ricorderanno delle nostre genti:
invece, fra due mesi cambieranno quei briatori.
Un figlio già morto sotto i tuoi occhi,
quest’altro miseramente fallito,
annientato, sfinito,
forse proprio quei su cui più contavi.
Sì, ci son gli altri che son molto bravi,
che sanno elargire soddisfazioni,
tutt’altro che coglioni
ognuno vincente in uno o più campi.
Ma dopo tutti i miei dannati inciampi
anche tu come me ti sarai chiesto:
“Che campa a fare questo?”
Dubbio per cui non ti posso biasmare!
Sopravvissuto solo per pesare
su familiare e sociale bilancio
oziando senza slancio
mentre la vita in fretta corre accanto.
Rinchiuso in camera, nascosto pianto,
unici testimoni la tastiera,
lo schermo e penna a sfera
che neanche tanto scorre sopra un foglio.
Del resto, questa vita non la voglio
avendo dei sogni perso il bagaglio,
m’è rimasta per sbaglio,
chirurghi impediron ch’andasse via.
Rieccomi in questa casa non mia
nonostante ci viva da ragazzo
ma ci sto come un pazzo
da quando ho perso la casa del sogno.
Sono vivo ma nessuno ha bisogno
della mia problematica esistenza…
stareste meglio senza
di me che sarò sempre più un accollo!
Dunque perché di respirar non mollo?
Rinunciando a parlare da enigmista,
perché sono egoïsta!
Non voglio lasciare la gente in pace!
Se questa vita così non mi piace,
se non sopporto noia e sofferenza
né d’amore l’assenza…
fretta avrei di raggiungere la fine.
Invece singhiozzo tra le mie spine,
m’ostino a sognare la mia sirena,
mi do del cuore pena,
m’addormento per svegliarmi domani…
Eppure vedo ch’a stringer le mani
ci resta dentro nient’altro che il nulla,
quel che in mente mi frulla
non lascerà neanche ombra d’un ricordo…
Non lo so perché ancora non demordo,
perché questo telefono non mollo
prenotando un controllo,
nuovi esami per le mie terapie…
Cliniche, ospedali, segreterie…
Ma no, non è la morte a far paüra,
ma che sia troppo dura
restante parte della vita mia.
09/05/2023
Il faro illumina la buia notte
tracciandomi un tremolante sentiero
da seguir nell’immenso mare nero
di cui da troppo tempo ignoro rotte.
Io nuoto con lo stile di una botte
verso cotanto faro lusinghiero
pronto a giurargli il mio amor sincero
perché mi salva dalle acque corrotte.
Lo so che non è per me che risplende,
meramente ha tanta luce da offrire
anche a più meritevoli natanti…
questo ceffo neanche lo scorge avanti,
so nei suoi pensier di non apparire,
ma la sua luce felice mi rende.
07/05/2023
Diritti violati
tra quisquilie inseguite
e decreti
commi e articoli seminati
in campi aperti
e chiusi orti, per
tutt'altri raccolti.
Ho visto tavole
rotonde di leccornie
imbandite di precedenze
e accoglienti tavolozze
e accozzaglie imberbi
e di riservati posti.
Sorseggiato speranza
e masticato codici
diritto e rovesci
tra curve, rette
parallele e incroci e genti
di diversa specie
ma mai digerito l’alea
con cui, d’aria
l'abbiamo imbottito.
Un peso eccessivo
che la sua validità
spenge nel vuoto
rendendo vano
ogni finale conto
per una spesa che continua
la sua maldestra
ed insicura ascesa.
Avrei voluto
titolar “primo bacio”...
non ho potuto.
Ché non t’ho mai baciata:
solo desiderata.
05/05/2023
bruno della notte
Giro per strada
con la fame dei randagi
Ma è appetito di vita
Per una volta essere io il vampiro
che si nutre d'esistenza
al calice denso d'amore
Una corsa selvaggia
cavalcando il dorso del tempo
Ma nel mattino
non farsi cenere
Urlare un ritornello al cielo
sorseggiando il vino migliore
fumandoci il giorno
fino all' ultimo mozzicone
E stanchi, sudati addormentarci
ventre su ventre, addosso
Come non ci fosse domani.
non esiste più niente ma!!!!...... lei!!!....solo lei..... soltanto lei..... che è lì per te.....unicamente per te.....la passione e.... l'amore ora si sono presi per mano in quel sogno divenuto realtà eterna......
Spesso penso sia meglio non pensare,
credo sia meglio non crederci tanto,
sogno di desistere dal sognare,
scorrer dall’illusione al disincanto…
però mi rendo conto ch’amo amare
anche se amar te mi dà solo pianto.
Vorrei riuscire a non volerlo più…
ma non ci riesco, perché esisti tu.
05/05/2023
Un morto decorato
Il cadavere ammirato
dai consapevoli e non.
Gelido ti ergi sublime
L’identità cercata inane
sotto le stelle buie e non.
Inglese e qualcos’altro
freddi si sovrappongono
all’indecoroso funerale.
Ti ammireranno pure
ma chi ti conobbe davvero,
O alberello di Natale?
Brezza insignificante
che non può spinger pale
di mulino fragrante
né regger solidale
un avventato aliante
ma neanche forse vale
per spingere una barca,
ma neanche foglio inarca!
Non scompiglia capelli
che vuole accarezzare
sopra i suoi occhi belli,
corrente non sa dare¹,
polline a fiori belli
non riesce a trasportare…
Non serve insomma a niente
quest’aura inconsistente!
In tutto m’assomiglia:
non ne rimarrà traccia,
non bacerà le ciglia
né sfiorerà la faccia
di quella meraviglia
di donna che mi scaccia
da qualsiasi pensiero,
restando forestiero.
Son brezza assai modesta
e la mia fine vera
m’assorbirà tempesta
in venti da bufera…
insomma nulla resta.
Forse però una sera
si chiederà: “quel matto
che fine avrà mai fatto?”
¹: non ha forza sufficiente per smuovere una pala eolica.
03/05/2023
Limerick dispnoico.
Soltanto per proteggermi dal mondo
cominciai quello scavo tutto in tondo,
speravo in trincea
pel cuore in dispnea…
ed ormai dentro la buca ci affondo.
Limerick cardiaco.
Sono afflitto da varie malattie
e sospetto pure da ipocondrie,
la più invalidante
è il cuore pulsante…
vanamente ne cerco terapie.
Limerick disinnescante.
Un giorno riuscirò a dimenticare
questo dannato vizio che ho d’amare
pur senza speranza
chi con altri danza…
quel giorno che smetterò di sognare.
Limerick del prim’omaggio.
Il prim’omaggio ch’un giorno t’ho fatto
di cui da tant’anni non hai pres’atto
è stato il cuore
colmo d’amore:
prov’indiscussa di quanto son matto.
01/05/2023
E lei prese il coraggio a due mani
e, rivolgendosi ai pescecani
disse seria:"Insegnatemi a nuotare..."
Quei pesci, dei mari esperti
le dissero tra i denti
noi, questi concerti
non li facciamo.
Rivolgiti al Capitano.
Capitan di lungo sorso
l'anno scorso
volevo navigare
tra i bei pesci di questo mare
ma mi dicesti:
" I tuoi stupidi versi
fan cagare".
Allora mi rivolsi
ad un altro mare
ad altri pesci,
stavolta alle balene.
Balenottere azzurre
che abitate quest'onde
se c'è qualcun che vi confonde
son forse io?
Rispose la seconda:
lo sa solo Iddio...
Fu così che in mare aperto
mi ritrovai da sola
ad annaspar tra l'onde
e il pensiero, come sai, non consola!
Mi ripescaron quasi morta
un paio di delfini
che, come tuti sanno, sono molto carini
con chi, come loro,
gioca, salta, scatta,
tra l'acqua sempre più alta.
Ed ora sono qui
su la battigia scura
a giocar coi delfini
so che del mar non ho paura.
Onde, sommergetemi
con i vostri marosi
la tempesta perfetta
a cui mai non risposi.
È ora di recidere il filo invisibile
dai nodi costanti.
Tagliare, bandire, cambiare.
È tempo di tornare a vivere.
Chiamo il vento, a ripulire I pensieri
insieme ad acqua di cascate armoniose
per eliminare I veleni.
Madre terra, complice di magia
i miei desideri per sempre, sostieni.
Indomabile fuoco,combatti I sentimenti più oscuri.
Io un tempo, forse apparentemente strega
ma mai fui solo, un'immagine riflessa.
Un giorno, caduta nell'abisso obliquo
e poi rinata.
Dagli elementi universali,battezzata.
Non ho più dolore
non ho più rancore.
Questo,adesso è il tempo
di ergere il mio tempio ed il mio ruolo
e manifestare, ogni mio intento.






