Sbiadite emozioni anchilosate
nei fluttui degli adusti risentimenti
ritraggono parole d'empatia
sbocciate sui faraglioni
delle fugaci comprensioni.
Fralezze del cuore nell'essere
di chi atone lacrime versa
recitando trame di vittimismo
per la frotta cupida di rumors,
occultando la fulgida pace
che non sa accoglie come estuario
che conduce verso la leggiadria
della luce della dolce venia,
che sa sbrogliare ogni frangente
che sui livori si rompono spumeggianti
disseminando stelle cadenti
per sguardi amorfi,
ignoranti alle nuance dell'amore
schernendola per non abbracciarla,
ricusando ogni sua gemma
dagli olezzi di benessere,
spalleggiano l'alone delle bolle
colme di ruggine e rancore
a seppellirli nel cielo grigio
del protagonismo senza plauso.
manovrato da un dipendente ATM,
le porte si aprono in sincronia,
si entra tutti con poca allegria.
Attesi da una giornata di sacrificio,
tutto il giorno seduti in ufficio,
ognuno si prepara a viaggiare,
tutti chini sul proprio cellulare.
Io invece no, mi guardo intorno,
e vedo una donna con viso adorno,
due bei orecchini ha messo stamani,
una bella borsa stringe tra le mani.
Ha lo sguardo triste di chi è sola,
neanche con il telefono si consola,
mentre nei suoi pensieri sembra assorta,
arriva la sua fermata ma non se n'è accorta.
Si alza di scatto dalla sirena rapita,
alacremente si dirige verso l'uscita,
la vedo dileguarsi attraverso il finestrino,
mentre se ne va via con il suo destino.
Mi lasci sull’ingresso d’ospedale
ove m’attendon per far dei controlli
e con un fare semplice e amicale
un improvviso abbraccio qui m’ammolli
e come fosse l’atto più normale
mi stampi baci stile francobolli
su guancia destra e poi sulla sinistra
mentre il mio cuore un trabalzo registra.
Ci separiamo, vado per l’ingresso,
ti dico “ciao” e “ciao” tu mi rispondi,
procedo dritto con passo dimesso
pensando a quanto spesso mi confondi
come confuso sto gustando adesso
i già volati via cinque secondi
che son durati i due baci e l’abbraccio
del cui effetto profondo ti taccio.
Per te non è null’altro che un saluto
con un augurio che mi vada bene,
invece a stento in vero ho trattenuto
la folle voglia ch’ardea nelle vene
lungo il passaggio tra guance dovuto
d’incespicar sulle labbra per bene
con nonchalance da navigato macho
dandoti ardito un passionale bacio!
Per te saluto da semplici amici,
per me la fiaba che in cinque secondi
fiato m’ha tolto e mentre dolce dici
“Buona fortuna” con occhi profondi,
non vedo intorno persone o edifici
ma solo cuori, fiori e strani mondi,
al centro te, ti guardo fisso in faccia
mentre ti tengo stretta tra le braccia.
Mi son scordato tutta l’afa atroce
per quei due lievi baci sulle guance,
per l’armonia della tua bella voce
mentre nel cuore penetrano lance
a ricordarmi d’avanzar veloce
ché non c’è tempo più per fare ciance:
già nel reparto adesso mi si attende
per valutare se vita s’arrende…
Ho resistito ma ho desiderato
senza vergogna di baciarti in bocca!
Cinque secondi di tempo volato…
Se sol sapessi come lo si blocca
eternità sarebbe diventato
l’abbraccio nostro col bacio che schiocca
tra le saldate e calde labbra nostre
con capogiro come sulle giostre.
Ma terminati quei cinque secondi
l’abbraccio tuo libero m’ha lasciato
alla mercé di sogni vagabondi
ed alla mente il pensiero è tornato
ch’ora vai via, dagli occhi ti nascondi,
ti rivedrò dopo un mese passato
a immaginarti di me innamorata,
non solo amica disinteressata.
17/07/2023
Anima ristretta
nel contatto umano
troppo terra terra.
D’amore non sarebbe
… incarcerata,
costretta a subirsi
nell’odiose catene
di primordiali istinti,
le basi di terracotta;
ormai colta e capace
persino di Marte.
Ma libera interprete
di gioie stellari,
salite all’Olimpo e discese
al centro comune,
incontri celesti
e confronti aperti, gradini
per capire l’ordine, il senso
senza insistere
a carpire il nesso e ordire
perseverando
nel precluderci
il messaggio vero.
Hai visto quante stelle stasera?
Navigano rilucendo
in un cielo limpido e nero.
E quasi ti sembra di udire il loro respiro arrivare
da quell' infinito universo
che silente si fa rimirare
Soffia pungente un vento nevoso
e arrossa il volto di chi sta a guardare .
Sussurrano stelle lontane,
sommesse parole,
messaggi antichi
in un viaggio nel tempo
in un tremolio di luce
che rasserena il cuore.
Tanta, troppa gente che mi circonda
mentre cerco il fresco nel mio ghiacciolo
in codesto luglio ligio al suo ruolo
per il qual la nuca sudore gronda.
La pressione sotto il sol quasi affonda,
la lucidità prende presto il volo
tanto che mi sento ancora più solo
nonostante intorno sia baraönda.
Mi son rifugiato al bar disperato,
cicaleggia lenta la fila in cassa,
rischio che si sciolga presto il gelato!
Mentre mi si squaglia la massa grassa
tento disperato di prender fiato
ma tra folla e caldo ogni voglia passa.
13/07/2023
bella e che ogni giorno al mattino
in via Bologna guarda i tristi visi
della gente che va al bar dal Vino
lei sa cantare ridere e danzare
come una ninfa il suo fianco
vede gli uomini alti salutare
la sua figura: floreale incanto.
Checché la bellezza è sì effimera
e da tristi stagioni ahimè seguita
la voce del suo violino timida
resta uguale suon che libera
e canta giovane il flauto nei campi
solinghi della periferia ascosa
suona sotto la pioggia tra i lampi
la fine di una gialla mariposa.
E quei del vino fan triste sonare
che accompagna militare al cielo
la tua gioventù povera ad amare
è restato segreto dietro un velo.
ma piace pure al pescivendolo,
con l'agnello la puoi cucinare,
a qualche maiale può interessare.
Assai apprezzata è quella novella,
ma ognuna a suo modo è sempre bella,
classificata come un tubero commestibile,
il suo potere a volte è incredibile.
Ci si può fare anche gli gnocchi,
desiderata fa perder diottrie agli occhi,
la si utilizza molto spesso in cucina,
ma se la porta in giro anche la regina.
Il palato essa si sa che vizia,
è una vera e propria delizia,
diventa purè a contatto con il dente,
è risaputo che piaccia anche al presidente.
Appare quindi ormai evidente,
che la patata sia assai polivalente,
ad ogni modo evviva chi l'ha inventata,
al forno, fritta, lessa e bagnata.
ma quelli considerati
più belli, sono
in mostra nelle vetrine
dei fiorai:
alcuni costano molto,
in tanti li comprano;
perché pare che
le cose costose
abbiano più valore...
(o almeno...
così dicono.)
Poi ci sono fiori
considerati
un po' brutti:
sono semplici,
nessuno li vuole
e per molti
non valgono nulla.
Non si comprano:
li trovi ovunque
nessuno li vede
e molti li calpestano.
Ci sono mani
che rimestano zolle
e con la fronte
madida di sudore
spargono i semi
e fanno nascere i fiori.
Ci sono persone
dagli occhi buoni,
che adorano
i fiori di campo
e sorridendo,
con le mani
colorate di terra,
col viso illuminato
da tanto amore,
rimestano zolle.
Ci sono persone umili
dolci e commosse...
che strappano sorrisi
quando regalano
i loro semi
al mondo:
un'immensa aiuola
piena di fiori.
Per tanti
non tutti i fiori
sono belli:
i più belli sono
in mostra nelle vetrine
dei fiorai,
costano molto,
in tanti li comprano;
perché pare che
le cose costose
abbiano più valore...
(o almeno...
così dicono.)
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