nel caramello dell’aurora,
d’onde assai procelloso
stamane a me ti presenti.
Le tue lacrime salate
svaniscono nei rivoli
della bassa marea
tra i passi svelti
di gente, a me, a te, sconosciuti.
E le bianche vele
che già gonfiano,
sfilano leggiere,
tra’ tuoi flutti accesi
dal vermiglio mattino.
Oh Mare,
io solo il guardarti,
già m’accontenta l’animo.
di quel tempo senza pietà, lacrime
infinite per quei giorni di incredibile
follia dove la pace era solo un sogno
dove l'odio era senza perdono .
Parole disperse nel vento per non
dimenticare di come l'uomo di tanta
atrocità sia stato capace.Donne uomini
e bambini urlavano quella pietà senza
ascolto ,vittime innocenti verso un
grido di pace senza perdono.
Parole disperse mentre il tempo scorre
via ,tante atrocità perse nella via ,tanto
odio senza un perché tante vite strette
in una morsa .bambini che gridavano
in silenzio chiedendosi cosa avessero
potuto fare in così poco tempo
della loro innocente vita.
Odio che corre veloce non lasciando
a nessuno quel minimo spiraglio ,attimi
di sofferenza urlano ancora nel tempo.
Ventisette Gennaio mai vi dimenticheremo
Giorno della memoria , un giorno scolpito
nel cuore ❤️ nessuno mai dimenticherà
di come l'uomo sia stato capace di tanta
atrocità
La bocca ansimante per respirare
le lacrime fitte solcan la gola
ed uno dei fiumi sul petto cola
sulla cicatrice che sto a guardare…
Non serve motivo più per urlare:
basta la presenza, qualche parola
e senza pietà scatta la tagliola
per farmi pentire di vegetare.
Piovono con forza quei “vaffanculo”,
vengono da chi fu mio eroe di ieri,
mi vomita contro qualsiasi cosa,
gode ad umiliarmi con fantasiosa
girandola acuta, tristi pensieri
che non reggerebbe nemmeno un mulo.
08/07/2023
Qualcosa che non va c'e' di sicuro,
Un' unghia tra i denti a completamento,
Indice del fatto che non sei contento.
Pensi e ripensi alla stessa cosa,
Di cui l'anima tua non è orgogliosa,
Non trovi pero' la giusta soluzione,
E non arrivi mai a una conclusione.
Sospiri profondamente per poi sbuffare,
Continui a non saper che cosa fare,
Vince la tristezza a mani basse,
Arriva a bersaglio come fan le tasse.
Il silenzio intanto ti fa compagnia,
Lui conosce bene la tua malattia,
Per la quale ahimè purtroppo,
Non c' è ne' supposta e ne' sciroppo.
Nel chiarore della luna
- voce d'incanto remoto:
"Sopraffina", il fanciullo
germoglia come un fiore
stende a quei tenui
raggi, che virenti
sui colli e gli armenti
colora la pietra vitrea,
mentre intanto
al riposo la gente si corica -
una allodola nel tempo
di un volo silente
assapora il vento
il tenue fruscio delle sue piume
il ratto presto s'accende
che di lune non vedrà più nessuna.
Così sotto i cipressi
poco lontano il camposanto
attende sotto la luna quel
favorevole sorriso:
ed il fanciullo canta allegro
"Nonna! Nonna! Dov'è il paradiso?".
Siamo alle solite
quelle dei trenta
o dei cinquanta …
“per uomini
e caporali”
come del ventiquattro
o del settantanove
… per tornare a giocare!
Ma quella dell’una
o millenovecentotrentasei
e ventisette
non ci ha insegnato nulla?
E quella dei mille
… ha riunito l’Italia?
Guerre e discorsi
senza capo né coda;
che abbia ragione il taglio
di pali illuminanti!
Vorrei tanto tuffarmi
dentro gli occhi tuoi verdi,
annegandoci senza
poter più respirare,
sprofondare dal bulbo
sino dentro il tuo cuore,
passar tutta la vita
al ventricolo avvinto,
dal tuo sangue scaldato,
dalle tue pulsazioni
senza sosta cullato,
perso in te totalmente.
Per me posto più bello
da abitare in eterno
non esiste nel mondo
anzi nell’universo
e se l’ultima cosa
che sarà da me vista
prima d’entrar nel cuore
del mio celato amore
saran le iridi verdi
con cui m’hai fascinato
dalla notte dei tempi
senza alcuna fatica
allor sarò sicuro
che l’immago finale
di cui avrò goduto
è certo la più bella:
gli occhi della mia amata,
inconsapevolmente
tanto desiderata,
senza soste sognata,
nell’istante guardata
d’un brillante sorriso
pien di luce e di vita
anche nella stanchezza.
Un sorriso che il tempo
non potrà mai sbiadire
con un fascino immune
alle piccole rughe,
un sorriso esentato
dal degrado del tempo
che risulta clemente
verso la tua bellezza.
Vorrei restarti dentro
quanto meno per sempre,
sempre a tua insaputa
per non darti fastidio
carezzandoti il cuore
per donarti dolcezza,
tutta quella che posso,
di cui sarò capace.
07/07/2023
Ho visto un panorama surreale
scolpito nella roccia in Cappadocia,
parea miele scavato viscerale…
Ho visto l’acqua che in deserto sfocia
nelle arse terre della Palestina
mar Morto pien di sale con ferocia…
Ho visto un parco enorme che declina
in una fenditura assai profonda
col Colorado che ci si trascina…
Ho visto coccolato da quell’onda
la gran barriera tutta di corallo
nell’acqua che non pare sia profonda…
Ho visto una cascata ch’è uno sballo
in mezzo tra Brasile ed Argentina
dov’han girato il teschio di cristallo¹…
Ho visto il monte tra Nepal e Cina
gigante sale sopra gli ottomila
che neanche il Kappadue più s’avvicina²…
Ho visto d’animali tante fila
nella caldera³ dentro il Serengeti
con la natura che selvaggia sfila…
Ho visto anche la luce surreale
che lascia gli occhi pieni di stupore
e vien chiamata aurora borëale…
Ora non vedrò più nulla: son ore
ch’è deceduto il mio televisore!
¹: cascate dell'Iguazú, appaiono in “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”;
²: con le misurazioni più precise fatte, dopo un sospetto di inferiorità, si è riconfermato che l’Everest è più alto con oltre 230 metri di vantaggio rispetto al K2;
³: Cratere del Ngorongoro.
05/07/2023
la forza di volontà degli anziani ma la rende ancora
più ardente e tenace
se alimentata con amore,
e le rughe di vita
che ne testimoniano la loro
straordinaria resilienza,
trasudano traguardi vissuti
trascritti dagli intervalli
delle mature stagioni
che hanno segnato sulla pelle
le loro memorie più forti
da ricordare per sempre
a chi saprà ascoltare
le loro eterogenee vicissitudini,
linguaggio universale
che sa unire l'età
più saggia e florida
con gli anni maturi
di chi gabbiano in animo
non smette di volare alto
nei suoi dorati anni.
Scintillante armatura di stelle
le tue ali spiegate discendono l’infinito
dove il rancore svanisce
nel perdono dei vinti
la testa del corpo il cui ventre trabocca
di terra dal cui seme arido
è cresciuto il fiore incolore
dell’ignavia
verrà recisa
dalla spada dei giusti.
che non servono le lenzuola
È una notte con le mani al collo
Ormai la notte è viola
Balbettano ieratici in finto bizantino
guardando le stelle nella saggezza dei macachi
In mezzo a troppe ombre che sanno di divino
si muore ancora nella stanza dei veli opachi
Si muore e si nasce pisciando nel battistero
Si muore e si cresce
finché il viola strizza l'occhio al nero
Son bello dentro! Lo posso affermare
senza temere mi possan smentire
perché nessuno lo può percepire
l’orror che interno si può ravvisare.
Metri di lardo stanno a circondare
gli organi rotti che devo gestire,
perciò nessuno lo può recepire
che neppur dentro sarei da guardare!
Le mie sembianze son deformi e spente
ma faccio finta d’aver sole dentro
tanto il mio grasso non è trasparente
e se a dipinger bell’alma concentro
nessuno può controbattere niente
o disperato m’arrabbio e lo sventro!
05/07/2023







