con la sua piccola utilitaria,
borsa in spalla verso gli spogliatoi,
accolto da dirigenti come avvoltoi.
Tutti lo guardano con fare sospetto,
decreterà chissà un tiro dal dischetto,
lui saluta ignaro di cosa sia la truffa,
accolto nella sua stanza da odor di muffa.
Controlla le distinte in modo certosino,
assicurandosi della regolarità di ogni cartellino,
fa un giro in campo per verificarne le condizioni,
uno sguardo agli spalti ode le prime imprecazioni.
Lui è abituato a vari insulti,
pratica da tempo la tecnica degli indulti,
sa che è solo folle ignoranza,
di becera gente che si sfoga a oltranza.
Finalmente inizia la partita,
la tribuna di tifosi è gremita,
e arriva puntuale il consueto saluto:
'Arbitro sei proprio un cornuto!'.
Ufficiosamente
da sempre aperte
- per menti chiuse -
strade varie per iscriversi
a goliardici campionati
della vita.
Testimoni sicuri
ne danno conferma.
Ragioni diverse e anatemi
confondono sistemi
profondono fedi di regioni
e loculi
di religioni in reliquia.
Crude diversiadi
nude d’auspici
a nessuno
porteranno benefici
… una vittoria vera.
Ché l’accordo,
l’amare gli altri, non è misura
di facili parole, ma
di religioso silenzio,
predisposizione semplice
all’accoglienza
privata da vizi
dove nessuna doglia
permanga vegeta
a vincere il giorno
il chiaro di Luna
e … nell’oscurità.
Menù: Felicità con contorno di tresche.
Il giorno dopo: primo di angoscia e patè di ansia, perché bisogna disintossicarsi dalla Felicità.
Ed è sempre così in questa mensa puzzolente:
l'importante è assolvere al dovere di mangiare
come, quando e cosa dicono.
Chi mi ha fatto scegliere il mestiere
di osservatore esterno?
avrei potuto ambire a posizioni di rilievo:
come un piccolo mondo verghiano, ubriaco,
sotto un microscopio impertinente.
Sabato sera.
Menù: antipasto di nostalgia di un passato non vissuto,
quattro portate di riscatto
e polpette avvelenate.
Dessert: vuotaggine.
Qualcuno bisbiglia:
lunedì ci chiuderanno a chiave nel mondo
perché abbiamo sgarrato.
Su questa piastra tante colonie:
ognuna isolata,
di cellule geneticamente e pateticamente
identiche, ognuna generata da un'adolescenza.
Datemi un mattatoio di Zola
e vi mostrerò come stanno le cose
con la sola indifferenza.
Sabato sera.
Menù: illusione del controllo
e tartare di prima età adulta.
Non ho fame.
Dell'acqua, grazie.
Stasera in via del tutto eccezionale
non torno a casa con la mia corriera
ma con il cuore in preda alla bufera
in macchina tua siedo e son gioviale;
lo sguardo alla sinistra in diagonale
t’ammiro mentre godo l’atmosfera
pensando che non sei vana chimera,
mi porti a casa per la provinciale.
Parliamo ancora mentre sto al tuo fianco
ci raccontiamo gioie e qualche rogna
ma mentre son rapito ad ascoltarti
sogno senza ritegno d’abbracciarti…
ma mentre il cuore ad occhi aperti sogna
accenni al tuo compagno e mesto sbianco.
01/07/2023
Venti aguzzi trafiggono la cula1.
Cauti colpi turbano il sonno eterno.
È la guerra che m’attende timida
Alla finestra. L’orizzonte pullula
Di tiranni che del mondo moderno
I nervi vogliono reggere, e livida
La vita sfugge, annodata alla lenza2
Che essi gettano con brutalità.
Così, affogando a ragion escludere,
Sento aria di basilar sofferenza,
Che a protezione della libertà
Sono pronto a respirar e poi estrudere.
1: sta per cuna, ovvero culla.
2: filo da pesca.
ascolta,fra le chiacchiere stanche
si procede lentamente ,tra il dire
e il fare non c'è il mare ma solo
gesti che stancano il cuore ❤️ ,
azioni che rigano di lacrime il viso
immagini che pugnalano all'improvviso.
Fra i rumori della folla c'è confusione
un 'altenarsi di incredibile follia
senza più gioia nella via.
Girovagano incredibili pensieri
che non hanno amore né abbracci
nel cuore.Un mondo dove non
c'è più dignità ,un mondo di chi
non ha più pietà.
Tra i rumori della folla un incredibile
follia tutti ascoltano e agiscono
con grande ipocrisia.
Limerick schema AAbbA.
È il primo luglio, lo sommo il secondo?
Ché mi par d'essere indietro sul mondo!
Cogliamo l'occasione
per dir che son coglione:
non è per quel secondo che ora affondo!
01/07/2023
prima compari e,
all'improvviso, te ne vai.
Mi chiedo perché prima mi illudi,
poi mi deludi.
Mi rapisci il cuore e non so che te ne fai,
soffro per te e forse non lo sai.
Ti allontani da me come l'acqua di un fiume tra le dita,
diventi un miraggio in cima a una ripidissima salita.
Forse non ti accorgi che ho dei sentimenti anch'io,
che ora mi sento preso in giro,
e ti chiedo di sparire nell'oblio,
della mia memoria,
che ancora ti pensa e ti sfiora.
Senti il fremito del mio cuore,
che mal cela il suo dolore
per la tua mancanza,
per questa vita che senza sapore avanza.
Ora so chi sei, ti ho conosciuta davvero,
volevo donarti rose rosse
ma non me lo concedesti nemmeno.
Volevo vederti ma ti tirasti indietro,
volevo amarti ma mi feristi come vetro.
Ogni tanto avverto ancora la tua presenza,
anche se vorrei tenerti lontana
per non soffrire più la tua assenza,
quando ti penso mi lambisce ancora un'emozione,
come quando ascoltavamo insieme una canzone
d'amore.
Sento i problemi che non ti dan pace,
pensieri che ti tengon sulla brace…
vorrei darti una mano
ma ne resto lontano
perché son solo un povero incapace.
28/06/2023
sogni di materia informe
modellata dalla luna
un incresparsi di onde
di fiumi e ciotoli:
mentre tu Sabrina
al sol invernale
buona e felice
delle tue trecce
che piano riposi
e tu o luna:
- silenziosa e pellegrina -
mentre la terra è stata
da te condotta
sull'orbita del sole
che immobile
per ore per ore
immobile nel cielo muove
la giornata ed è sera
mentre le stelle
una ad una
appaiono su quel manto
del cielo in officino
di pensiero
che ratto al rigoglio
s'adagia mentre
la raganella insieme
al martin pescatore
al riposo della notte va.
E tu tiepida notte
gennaio non si fa ricordare
che passano vigilie
e nevi sull'ore
del nostro felice
conversare.





